Miss Lulu Bett – William C. deMille (1921)

misslulubett_posterSarà un caso o forse no ma ultimamente ci stiamo imbattendo in tanti film che per un motivo o per un altro sono collegati con il naturalismo e la necessità di portare avanti un racconto oggettivo della realtà sociale locale. Miss Lulu Bett nasce dalla penna di Zona Gale, prima donna a ricevere il premio Pulitzer per la drammaturgia grazie alle sue opere sociali fortemente legate allo stato del Wisconsin dove è nata e cresciuta. Questo romanzo viene scritto nel 1920 e può rientrare nel filone legato alla favola di Cenerentola pur con un’importante novità: qui Cenerentola è artefice del suo destino e riesce a realizzare i propri sogni coi tempi e coi modi che reputa più opportuni.

Lulu Bett (Lois Wilson) vive a casa della sorella Ina (Mabel Van Buren). La famiglia è così composta: Dwight Deacon (Theodore Roberts), padre padrone che ha sempre una parola (negativa) per tutti, le figlie Diana (Helen Ferguson) e la piccola Manona (May Giraci), e la suocera “Ma” Bett (Ethel Wales). “Se vuoi sapere che famiglia vive in una casa guarda la sala da pranzo” dice una delle prime didascalie. Beh, qui non è che se la passino molto bene. Il clima è decisamente tossico anche e soprattutto a causa del Signor Deacon, e tutto è sulle spalle della povera Lulu che dalla mattina alla sera cucina e tutto viene dato per scontato. Solo una persona sembra preoccuparsi di lei ed è il maestro di scuola Neil Cornish (Milton Sills) ma lei sembra non accorgersene. Una sera, quando tutta la famiglia, Lulu esclusa, è uscita per andare al cinema suona al campanello Ninian (Clarence Burton), il fratello minore del Signor Deacon. Questo è un personaggio decisamente sopra le righe e fanfarone ma nel complesso buono e Lulu inizia a guardarlo con simpatia. Una sera Ninian invita Lulu assieme ai Signori Deacon a mangiare fuori e per scherzo le mette un anello al dito dicendo le formule rituali del matrimonio. Visto che il Signor Deacon è un giudice di pace il matrimonio di fatto è valido e i due partono insieme. Ma l’idillio dura una settimana appena perché Ninian confessa alla nuova moglie di essere in realtà già sposato anche se la moglie è poi fuggita e di lei non si sono più avute tracce. La situazione è intricatissima: forse Ninian è bigamo e forse Lulu è sposata o forse no. Decide quindi, nel dubbio, di tornare a casa che in sua assenza è diventata un porcile perché nessuno è in grado di tenerla come faceva lei da sola. In città inizia a correre voce che lei sia stata abbandonata dal marito e la povera Lulu non può dire la verità perché questo creerebbe, a detta dei Deacon, scandalo e rovinerebbe la famiglia. L’unica persona a cui Lulu racconta tutto è il maestro che è ancor di più innamorato di lei. Lulu non vuole però dargli corda proprio in virtù del suo “forse matrimonio”. La tossicità in famiglia intanto aumenta e Diana decide di provare a fuggire con il suo ragazzo, Bobby (Taylor Graves). Sarà proprio Lulu a farle cambiare idea e poi a prendersi una sgridata quando viene vista dal Signor Deacon con la valigia in mano. Preso dalla rabbia Dwight caccia Lulu di casa per poi tornare sui suoi passi quando capisce che la casa sarebbe tornata in porcile. Allora Lulu prende finalmente forza dalla rabbia repressa e, dopo aver rotto e rovesciato qualsiasi cosa nella cucina, inizia la sua vita solitaria. Passa qualche mese e una lettera apre le porte per l’inevitabile lieto fine.

Miss Lulu Bett è un film molto piacevole che pur presentando dei personaggi piuttosto macchiettistici ed estremizzati nei loro comportamenti ha la capacità di renderli realistici in quel contesto specifico. Lulu è forse l’unico personaggio che esce fuori dalla bidimensionalità in cui sono inseriti gli altri grazie alla sua capacità di prendere in mano il suo destino ed andare via da una situazione che le provocava solo sofferenza. Capita spesso anche nella vita vera, per altro, che quando le persone capiscono di essere necessarie agli altri riescano a trovare la forza per ribellarsi alle ingiustizie. Proprio questo succede a Lulu che nonostante le voci maligne della città va addirittura a vivere da sola e lavorare in un forno pur di poter avere la felicità che le è sempre mancata. Una parte della storia che mi ha sinceramente sorpreso rispetto all’idea che mi ero fatto del film è stata quella dedicata al matrimonio con Ninian. Lì pensavo che ci sarebbe stata la classica trasformazione del marito prima gentile in mostro terribile e sfruttatore. Invece la storia ha preso una piega diversa e più interessante. Lulu emerge sicuramente come esempio morale per eccellenza perché ha da una parte presente le tradizioni e ciò che è giusto e sbagliato ma dall’altro è in grado di prendere da sola le sue decisioni rispettando sempre la parola data anche se questo le può costare tanto. Lulu, a poca distanza dall’acquisizione dei primi diritti delle donne negli Stati Uniti come ad esempio la possibilità di voto, rappresenta un esempio forte di donna capace di muoversi tra passato e presente mantenendo, per gli ideali dell’epoca ovviamente, una buona morale ma dando sfoggio della capacità di saper badare a se stessa e agli altri senza il bisogno di nessuno. La famiglia Deacon, sempre in lotta, sembra qui una sorta di rappresentazione della crisi del contesto familiare tradizionale che deve essere rivisto in funzione della centralità che una donna assennata e partecipativa può dare all’interno di essa ma specialmente nella società in generale.

Regista del film, lo avete letto nel titolo, è William C. deMille, il fratello maggiore del più noto Cecil, il quale produceva spesso film tratte da opere letterarie con “drammi umani” ma aveva necessità di budget più ridotti rispetto al fratello minore per acquistare i diritti. In questo periodo Lois Weber è una delle sue attrici ricorrenti, apparirà in un totale di sei film anche se questo, secondo quanto riportato nel catalogo del Cinema Ritrovato, era il suo preferito. Non ho visto gli altri ma il suo stile di recitazione è molto posato ma allo stesso tempo toccante. Il suo sguardo, in particolare, è molto comunicativo così come la posa scelta per interpretare il personaggio, inizialmente un po’ ingobbita e tentennante e poi più diritta e sicura di sé.

Come avrete capito il film mi è piaciuto quindi, se dovesse capitarvi e avete voglia di un film leggero, vi consiglio la visione.

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