Gli amori di Carmen (The Loves of Carmen) – Raoul Walsh (1927)

Negli anni ‘20 andavano molto di moda due tipologie di film: quello sulle donne fatali spagnole e quello su quelle selvagge zingare. Perché non unire i due filoni con una donna fatale e selvaggia zingara in Spagna? Ecco allora corride, balli indiavolati e sensuali uniti a un caratteraccio ferino e l’immancabile destino segnato dalle carte. Questo miscuglio è The Loves of Carmen (1927) andato in scena in versione restaurata durante il Cinema Ritrovato 2021. Bisogna dire che la storia non è affatto originale ma è ispirata al racconto Carmen di  Prosper Mérimée (1845) da cui si discosta in parte, come leggerete a breve dalla trama.

Carmen (Dolores del Río) è una splendida ragazza che lavora in una locale fabbrica per i sigari ma sogna di sbancare il lunario. Tutti la desiderano specie tra le forze della milizia. Da una parte c’è il buon José (Don Alvarado) che nutre sentimenti pure e vorrebbe sposarla, dall’altra c’è il malvagio Capitano Morales (Jack Baston) che aspira invece più che altro ad una scappatella. Lei, nel dubbio, non si concede a nessuno dei due aspettando l’uomo possente che le carte dicono arriverà per lei. Ed eccolo finalmente arrivare un giorno, porta il nome di Escamillo (Victor McLaglen) ed è un torero famoso in tutta la Spagna. Come da tradizione inizialmente il giovane non è minimamente interessato a Carmen e così continua per qualche tempo il teatrino tra José, Morales e Escamillo. La svolta arriva quando Carmen scatena una rissa nella fabbrica e viene arrestata. Quando il capitano promette di farle visita in cella, Carmen chiede disperatamente aiuto a José che aiutandola viene declassato a controllore di frontiera. Ancora una volta c’è Carmen tra lui e l’onore della divisa. Per guadagnare qualche soldo, infatti, si butta nel contrabbando e fa promettere al povero ragazzo di far passare la carovana senza fiatare. In cambio di questo favore riceve le grazie di Carmen a patto di recarsi da lei la sera successiva. Peccato che mentre José si trova dalla ragazza arrivi anche Morales. Si scatena una rissa che degenera e porta alla morte del capitano e alla fuga di José e Carmen al campo rom lì vicino. Ma l’idillio tra i due non basta, ben presto Carmen (che ha bisogno di uno che la domi o le faccia male a seconda della versione del film), si stufa e decide di fuggire in cerca di Escamillio che sta per dare inizio alla stagione delle corride. Quando finalmente lo incontra nuovamente riesce a farlo innamorare di lei facendolo bere e danzando in maniera sensuale. Il loro primo rapporto verrà consumato in mezzo ai prati direttamente fuori dalla locanda in cui si trovano, sintomo probabilmente per il regista che finalmente ha trovato il ragazzo selvaggio in grado di domarla. Ma José vuole assolutamente vendicarsi per essere stato abbandonato e il giorno della corrida, tra presagi di morte, ucciderà Carmen. Lei, però, perdonerà il femminicidio perchè, “poverino”, purtroppo ha amato troppo o forse lei troppo poco. E invece di avere la giusta pena, sempre su indicazione di Carmen, José fuggirà e si salverà mentre Carmen morente e felice vede il suo Escamillo vincere la corrida, sintomo forse che la vita può andare avanti anche senza Carmen e forse anche meglio di prima

Di questo film ho amato veramente poco, forse la cura nelle immagini con una scena in particolare davvero molto bella che però vi propongo in gif in un pessimo riversamento da vhs (registrazione televisiva) a digitale. José si è introdotto nella camera di Carmen e vuole convincerla a tornare con lui. Lei però pensa voglia ucciderlo perché le carte hanno predetto una morte. Vediamo dunque lo sguardo terrorizzato di Carmen mentre la camera si avvicina ad essa prima stando dietro la testa di José e poi superandola. Peccato per la qualità della mia versione perché quella proiettata, basata su una copia del MoMA e una del NFA, era visivamente molto bella. Per il resto è un film che ho trovato piuttosto fastidioso proprio perché si somma alla grossa mole di storie analoghe ma con personaggi meno insopportabili. Escamillio è un gigante idiota e supponente che passa il tempo a ridersela e mangiare; José un sottone lagnoso; Carmen un’oca rompiscatole e frivola. Il finale poi è veramente indigeribile anche a livello morale. Capisco che José aveva sacrificato tutta la sua vita per lei, ma giustificare l’uccisione di una donna per gelosia e desiderio di possesso mi pare ingiustificabile anche per il 1927. 

Consiglio personale? Se non amate questo genere di film statene alla larga e recuperate altro come ad esempio La Femme et le pantin di Jacques de Baroncelli (1929) proiettato lo scorso anno sempre durante il Cinema Ritrovato ed uscito da poco in versione restaurata in formato home video. 

sdasdas

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