I Figli di Sansonia – Filippo Costamagna (1920)

1921ba figli di Sansonia, F. Costamagna 20Il Cinema Ritrovato in questi anni ha dato vita a un processo di riscoperta delle opere di Sansone/Luciano Albertini tirando fuori film con elementi bizzarri e divertenti. Ho ancora stampato in mente, tanto per fare un esempio, Sansone e la ladra di atleti (1919) con il mitico Girardengo ad avere un ruolo da attore. La saga continua anche negli anni successivi e con I Figli di Sansonia assistiamo a un momento importante con la mimesi totale tra Albertini e Sansone. I veri protagonisti sono infatti Sansonette (Linda Abertini) e i piccoli Patata (Aldo Mezzanotte) e Arnold perché Sansonia (qui così chiamato) è all’estero a girare un film di cui per altro manda degli spezzoni in visione alla famiglia. Potremmo dire che questo è un insieme di tanti piccoli corti piuttosto ripetitivi che vedono generalmente il tentativo di vendetta da parte dei perfidi Markus e Niska che si realizzano nel pratico nel rapire, a turno, Patata e Arnold o Sansonette. Per liberarsi dovranno svolgere acrobazie e salti da altezze non indifferenti ma senza fare niente di paradossale. Non mancano gag razziste tra cui una scritta in maniera anche decisamente poco riuscita che vede protagonista Patata parlare con i verbi all’infinito e dare un “morso sul nano” al suo aguzzino nero dove “nano” sarebbe “naso” facendo una presunta imitazione del classico stereotipato modo di parlare dei neri. Che poi, voglio dire, potrei capire “daso” o una roba simile ma “nano” mi ha lasciato veramente perplesso!

Razzismo a parte non mancano altre “battute” particolarmente tristi tra cui una sullo “spirito di… patata” di Patata (giuro che è una didascalia reale). In conclusione: Sansone finalmente torna dal suo viaggio di lavoro, salva nuovamente i suoi figli e con un abile stratagemma inspiratogli da Patata riesce a catturare tutta la manda di Markus e vivere finalmente in tranquillità. Mi immagino i poveri ragazzini cresciuti terrorizzati dall’idea di poter essere rapiti ogni due giorni! Poverini…

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Tra le scene più bizzarre ne troviamo una dove una marea di bambini si ritrova nella villa di Sansone facendo spettacoli da circo. Spiccano ovviamente Arnold e Patata, quest’ultimo vestito da clown. Proprio mentre stanno eseguendo uno spettacolo come trapezisti vengono letteralmente prelevati al volo e rapiti. Altra scena quantomeno bizzarra vede Sansonette e i bimbi vedere gli spezzoni del film inviati da Sansone. Durante la visione vengono rapiti e sostituiti, con l’intercessione di un servo connivente, con dei pupazzi. Il servo fedele che si occupava della proiezione li vede e non sembra rendersi conto della sostituzione facendo una battuta ambigua.

Che dire? Pur nella ripetitività mi sono veramente divertito perché c’erano talmente cose bizzarre e particolari da non lasciarmi mai in balia della narrazione che, al contrario, era di una ripetitività esasperante. Alcune vicende sono certamente più riuscite e ad alta tensione di altre (tra tutte quella in cui Markus minaccia di far morire Patata e Arnold se Sansonette non accetterà di concedersi) ma nel complesso non è certamente l’intrattenimento che più apprezzo. Qui inoltre Sansone è più una controfigura e sebbene emerga la figura di Patata, i personaggi secondari non sono a mio avviso sufficientemente forti e carismatici da trainare il film.

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