La festa spagnola (La Fête espagnole) – Germaine Dulac (1920)

FeteespagnoleMentre due amici si combattono all’ultimo sangue per ottenere le attenzioni della donna che amano entrambi lei, Soledad (Ève Francis), questo è il suo nome, è un’altra donna senza pietà ma declinata in un modo ancora diverso dal solito. Forse non è realmente malvagia ma ha una caratteristica che la rendono davvero pericolosa: è annoiata. Per questo all’ennesimo tentativo da parte dei due amici di cui sopra di farle fare una scelta dei due, lei lancia velatamente il sasso dando ai due l’idea di combattere all’arma bianca per l’amore di lei. Peccato che mentre i due stanno metendo in gioco la vita davanti alla sua villa, Soledad sia uscita a divertirsi per le strade festanti della città assieme alla sua nuova fiamma Juanito (Robert Delsol). Con un montaggio ben orchestrato le scene festanti, di combattimento, di danza e d’amore si alterneranno fino al tragico epilogo. Non vi è infatti un vincitore dalla sfida, entrambi muoiono per le ferite riportate a beffa delle beffe Soledad non si accorgerà neanche di quanto accaduto perché, nel buio, verrà portata in braccio da Juanito fino a casa sua che si limiterà semplicemente a scavalcare gli ostacoli davanti al cancello senza rendersi conto di cosa siano. La scena finale è splendida, colorata a mano, e vede la villa della donna vista da lontano. A terra, vicino all’ingresso, vediamo i due cadaveri, mentre una luce si accende in quella che presumiamo essere la stanza da letto.

Questa vicenda, scritta da Louis Delluc e diretta da Germaine Dulac, riprende molti degli elementi tipici dell’epoca e che abbiamo già visto nel nostro percorso relativo al 1920: la femme fatale, l’ambientazione spagnola, l’epilogo tragico. Si aggiunge però a quest’ultimo la dissonanza della felicità raggiunta da Soledad con il suo Juanito. L’ultima scena, che spero un giorno di poter recuperare, è esemplificativa perché racchiude insieme la dolcezza di un amore appena sbocciato e il dolore di due uomini morti per il loro sentimento. Quando si dice tra i due litiganti il terzo gode!

Il film, come sicuramente saprete, è molto frammentario e sebbene oggi si sia arrivati ad avere 25 minuti rispetto ai 9 delle versioni precedenti c’è ancora tanto da fare per arrivare a raggiungere i 1671 metri del rullo finale (siamo a circa 500 attualmente). Il restauro è stato effettuato dalla Cinémathèque française (da cui derivano anche le immagini che vedete) presso il laboratorio Hiventy ed è stato reso difficoltoso dalla impossibilità di comprendere pienamente come incastrare le varie scene ed è per questo stato definito, durante la presentazione, un work in progress continuo. Visto il mio amore per Delluc, spero si possa presto avere un ritrovamento più corposo o che comunque quanto disponibile venga reso disponibile, magari sulla piattaforma Henri.

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