L’atleta fantasma – Raimondo Scotti (1919)

Dopo La Cintura delle Amazzoni avevo promesso che mai avrei visto L’atleta fantasma, altro film superstite con soggetto e sceneggiatura di Renée Deliot e con protagonista Mario Guaita-Ausonia. Eppure sapete che sono sempre pervaso da un masochismo di fondo che mi ha visto in passato vedere film che odiavo al solo scopo di arricchire le mie conoscenze e poterne parlare poi su questo spazio. E sapete che vi dico? Per una volta ho fatto bene! Perché questo Atleta fantasma è davvero forte e sebbene ci sia qualche sbavatura tutto sommato funziona.

da sempreinpenombra

Harry Audersen (Mario Guaita-Ausonia) è all’apparenza un borghese cortese ma senza spina dorsale. Nasconde però un segreto, egli è in realtà il mitico Atleta Fantasma, una sorta di supereroe mascherato che, a furia di sganassoni e colpi acrobatici, consegna i malviventi alla polizia. Harry ama Jenny (Elsa Zara) che però lo disprezza per la sua scarsa voglia di avventura. Se ho ben capito, il padre Mister Ladimoore l’ha comunque promessa a lord Robertson per un matrimonio di convivenza. Un giorno viene messo in vendita il pettorale ebraico di Urim e Chummin, particolarmente prezioso e dal passato particolarmente sanguinolento. Jenny lo vuole assolutamente e a causa di questo entrerà nel giro della banda del Professore, ingaggiato da due malaffaristi come Tesy e Mesy. Dopo mille peripezie Harry riuscirà a conquistare l’amore di Jenny, dopo aver rivelato la sua identità, e a riprendersi il gioiello rubato.

In questo film Mario Ausonia può mettere in mostra tutte le sue doti e anche se il personaggio è il classico ladro gentiluomo alla Lupin, è comunque ben riuscito e convincente. Resta secondo me un problema nel modo di sceneggiare della Deliot, ovvero incrociare un po’ troppi elementi e personaggi ed arrivare in fondo con dei finali piuttosto raffazzonati. I nostri eroi si sono salvati, Jenny e Harry si sposano…ma i cattivi? Perché il Professore non viene assicurato alla giustizia? E Tesy e Mesy che fine hanno fatto? Perché volevano tanto quel pendaglio? Anche il personaggio di Jenny, come le Amazzoni del film successivo, è in bilico tra antico e moderno e non riesce mai a compiere quello stacco deciso a donna indipendente rimanendo di fatto una ragazza eternamente bisognosa di aiuto. In questo le Amazzoni forse avevano un marcia in più perché, nell’unica parte in cui sostanzialmente fanno qualcosa prima del finale, la loro presidentessa salvava l’Ercole tenendo con il suo peso la corda del suo trapezio. Però andiamo ai lati positivi: l’Atleta fantasma ha decisamente fascino con quel suo cappuccio di maglia e viene messa decisamente in rilievo la forza muscolare di Mario Ausonia. In una delle scene sposta praticamente un pilastro con la sua forza bruta facendo crollare il soffitto dove si trovano a confabulare i nemici. Non mancano trucchi e artifici tipici del genere come una microspia d’altri tempi fatta nascondendo un telefono dentro un caminetto e un divertentissimo quadro con pseudoarlecchino che si apre permettendo al nostro eroe di sbirciare. Se devo mettere un difetto, a questo punto, è l’onniscienza del protagonista, sempre capace di sapere cosa succederà e dove farsi trovare anche quando, a livello di trama, questo sembrerebbe impossibile.

Tiriamo quindi le somme: L’atleta fantasma è un film divertente e godibile che, senza pretese, permette allo spettatore di assistere a un’ora e mezza di azione e mistero. Se vi ho incuriositi un minimo sappiate che il film è stato messo online dalla Cineteca Nazionale e potete vederlo in qualsiasi momento cliccando qui sotto. Buona visione e buon cinema muto!

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