Terrore (Terreur) – Gérard Bourgeois, Edward José (1924)

Partiamo dalla fine con questo Terreur, ultimo film dell’attrice, girato in Francia, che dovrà poi ritirarsi dalle scene per motivi di salute. Ho potuto recuperare il film come sorta di extra dal dvd “Pearl White Queen of the serials” della grapevine. La qualità del master, come spesso capita con i dvd della Grapevine, era pessima, ma purtroppo quest’ultima è spesso l’unica a dare la possibilità di vedere determinate cose. Oltre a questo il film non è completo, ma restano comunque una quarantina di minuti abbondanti ed è piuttosto semplice farsi un’idea della storia. Siamo nella solita fantascienza “bellica” con un’invenzione che potrebbe, qualora cadesse nelle mani sbagliate, fare grandissimi danni all’umanità.

L’invenzione, in questo caso, è il Radiominium, di cui sinceramente non ho ben capito l’utilizzo. Questa è l’invenzione del Dr. Lorfeuil (Henri Baudin), padre di Helene (Pearl White), che sta cercando di sperimentare le sue applicazioni con l’aiuto del giovane Dr. Roger (Robert Lee). Helene ama quest’ultimo ma il padre vorrebbe che lei sposasse il principe di Mesnevil (Hugues Mitchell) per poterla “sistemare”. E i cattivi? Il principe si è indebitato al gioco ed Erdmann (Paul Vermoyal), forse padrone di un casinò, lo ricatta chiedendogli di farlo entrare nella casa dei Lorfeuil per rubare il Radiominium. La misteriosa sostanza scompare e viene accusato del furto Roger. Helene, assieme al suo fidato amico e allenatore (Raoul Paoli), inizia una lunga indagine che la porterà ad una incredibile verità: il ladro non è altri che il padre terrorizzato dall’insuccesso dei suoi esperimenti. Peccato che Helene, Roger e il Chimico Raphael avessero già portato a termine l’esperimento con successo senza che Lorfeuil lo sapesse. Roger può finalmente uscire dal carcere e sposare Helene mentre Erdmann viene arrestato mentre sta per prendere, finalmente, possesso del Radiominium.

Pearl White è un’attrice eccezionale, capace di catalizzare su di sé ogni attenzione. Gli stunt della giovane sono però pochi rispetto a quello che mi aspettavo, forse sintomo dei già citati problemi di salute che la portarono poi a ritirarsi dalle scene. La fotografia è particolare perché si sofferma moltissimo sui primi piani. Di quello che ci resta non ci sono tantissime scazzottate o scene di azione vera, purtroppo è rimasta più che altro la parte iniziale e la spiegazione finale. Troviamo comunque quello che doveva essere il momento clou con Raoul Paoli che combatte contro mille scagnozzi di Erdmann per poi fermare quest’ultimo nelle fogne ed Helene che cerca di fare la sua parte saltando da una parte all’altra. Helene, come tanti personaggi interpretati da Pearl White, è un bel personaggio perché è emancipata, coraggiosa senza sfociare nello stereotipo della donna maciste e quindi “maschilizzata”. Dovrei fare un compendio dei film dove ci sono le donne che guidano le macchine sicure di loro stesse e “spericolate”, un po’ come abbiamo visto fare ad Anny Ondra in diverse occasioni.

Vale la pena recuperare il film come ho fatto io? Sinceramente vi direi di no. Il master della versione Grapevine è davvero pessimo e sfocato e i tagli sono davvero troppi e in parti importanti per un film di azione. La sparizione stesa del Radiominium è tagliata così come tutta l’investigazione di Helene e Raoul. Davvero un peccato, ma sono certo che in futuro si potrà porre rimedio a tutto questo con un’edizione restaurata o comunque maggiormente curata.

– The House of Hate  – George B. Seitz (1918)

Pensavate fosse finita? Vi lascio con un piccolo extra, nel senso che avevo trovato su internet che Pearl White aveva girato un altro film di Fantascienza che invece non si è rivelato tale. In realtà è un serial, di The House of Hate (1918), edito ini dvd dalla The Serial Squadron e che prossimamente verrà riproposto, sempre da loro, in edizione restaurata. Ho potuto vedere solo i primi tre episodi che sono stati caricati come anteprima su youtube e, aggiungo, meno male perché, a fronte di un serial ben fatto, di fantascienza mi pare non ce ne sia neanche l’ombra (ma in caso potete smentirmi).

Protagonista è Pearl (Pearl White), che si ritrova a far fronte agli innumerevoli tentativi di assassinio dopo che il padre adottivo Winthrop Walden (John Gilmour) l’ha resa unica erede dei suoi beni, in particolare di una fabbrica molto importante. Chi si nasconderà dietro la maschera dell’assassino? I sospettati sono Harry Gresham (Antonio Moreno), il primo ingegnere fabbrica Walden, ma soprattutto Ezra (Paul Clerget), fratello minore Walden, e i due nipoti dell’industriale, Haynes (John Webb Dillion) e Naomi (Peggy Shanor). Pearl indagherà con l’aiuto di Harry e del capo detective David Brent.  

Leggendo un po’ in giro ho visto che la vicenda si sposta poi anche fuori dal castello ma non posso commentare questa parte. Per quel che ho visto è un buon serial, con la sua dose di assurdità ma comunque godibile. Se Winthrop Walden viene ucciso immediatamente con una bella coltellata, per uccidere Pearl ecco che l’uomo mascherato si inventa mille e un modo per cercare di darle la morte in modo alternativo. Visti i costi di spedizione e l’attesa per l’edizione restaurata forse non saprò mai chi si cela dietro i panni dell’uomo mascherato. Da questo punto di vista sono stati bravi a rendere sempre incerto il personaggio che si cela dietro l’assassino facendo sviare di volta in volta le attenzioni dello spettatore su uno o sull’altro sospettato. La qualità video è talmente pessima che non me la sento di soffermarmi troppo su questo anche se noto, anche qui, una certa attenzione ai primi piani e alle inquadrature delle mani. Ho trovato tanti manifesti che pubblicizzano le puntate e sono talmente belli che ho deciso di presenterveli tutti in una galleria.

Se siete curiosi vi lascio il link al primo episodio:

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