Peccati d’amore (Hříchy lásky) – Karel Lamač (1929)

Hříchy láskyTra i film pubblicati dal NFA per “season of classic films” c’è anche Hříchy lásky di Lamač, un che, per certi versi, mi ha ricordato molto i Klovnen danesi o varieté ed altri film del genere. La storia non è infatti molto originale e le vicende si inseriscono nel mondo del teatro e vedono una coppia messa in crisi dalla nascita di un nuovo amore. Nei panni della femme fatale abbiamo l’italiana Marcella Albani, che ebbe una ricca carriera in Germania, seguendo il marito Guido Parish, con qualche incursione anche nell’attuale Repubblica Ceca. Il suo stile recitativo è un po’ misto e non arriva agli eccessi menichelleschi pur esasperando in qualche scena le sue pose.

Ivan Kristen (Josef Rovenský) lascia il teatro di provincia dove è ormai una star per raggiungere, insieme alla bella moglie Soňa (Marcella Albani) la città. Qui, per una strana combinazione, Ivan viene messo da parte dal padrone del teatro Eduard Warren (Gaston Jacquet) che gli preferisce di gran lunga la moglie scritturandola immediatamente nel ruolo di Giulietta. Al suo fianco come Romeo c’è Richard Kent (Walter Rilla) che si innamora di lei venendone presto ricambiato. Per liberarsi di Ivan e provare a circuire Soňa, Warren finalmente fornisce un ruolo all’attore ma la cosa non durerà a lungo. Durante la prima Ivan litiga con Richard perché ha visto che ha ricevuto un biglietto dalla moglie e pensa sia una dichiarazione d’amore. Per avere il biglietto e sapere cosa c’è scritto gli manda dunque contro Ferda Štika (L. H. Struna), un ladruncolo che ha preso sotto la sua ala perché gli è servito da ispirazione per il suo ruolo in scena. Ferda viene scoperto e per fuggire spara a Richard e poi fugge rincoro dalla polizia fino a morire. Il suo corpo non viene ritrovato e tutti pensano sia stato Ivan, compresa la moglie, che nel frattempo, perso il lavoro e l’amore della moglie, è scappato e sfrutta l’occasione per sparire. Passano gli anni e l’attore è ormai diventato un barbone alcolizzato. Una sera legge la notizia del matrimonio avvenuto tra Richard e la sua vecchia moglie. Decide allora di andare a rovinare la festa a quello che credeva essere l’amante della moglie. Quando i due si ritrovano faccia a faccia Ivan scopre finalmente la verità: nel famoso biglietto Soňa diceva che non avrebbe mai potuto ricambiare Richard perché amava troppo il marito. Disperato Ivan decide di fare un passo indietro e chiede al rivale di non dire nulla alla moglie. Fatto questo decide di farla finita gettandosi da un balcone.

Josef Rovenský è un attore che mi piace molto, è capace sempre a muovermi qualcosa specie nei momenti più drammatici. Lo abbiamo visto in passato nei panni del condannato a morte in Tonka Šibenice e anche lì riusciva in pochi minuti a tratteggiare un personaggio estremamente vivido nella sua umanità e sofferenza. Qui è dunque un ottimo Ivan Kristen, uomo che passa dal successo e dall’amore ricambiato alla solitudine e all’alcolismo. Nel finale il suo personaggio è, similmente a Mattia Pascal, un uomo considerato morto ma al contrario di quest’ultimo che cerca in un primo tempo di farsi una nuova vita, lui decide di trascinarsi debolmente nella vita che gli resta fino all’inevitabile morte. Ivan non ha avuto fiducia nella moglie e si è ritrovato risucchiato da una serie di eventi che lo hanno portato a perdere tutto. Ritroviamo in piccolo anche il classico tema locale del passaggio dalla piccola realtà di provincia o campagna (il teatro locale) al mondo cittadino dove tutto è vizio e tentazione. Centro focale dell’occhio della camera è Marcella Albani, che come in molto film di Lamač, assume il ruolo di perno nello svolgimento narrativo e pertanto molto è basato sull’attenzione ai suoi gesti e al cambio del vestiario e dell’acconciatura.

Il film è a mio avviso molto ben fatto, nonostante la trama prevedibile: gli attori sono molto bravi, la sceneggiatura ben curata e le immagini davvero molto belle (come potete vedere dal numero forse eccessivo di screenshots). La regia è curata in maniera quasi maniacale e ci sono un numero di inquadrature davvero molto elevato che danno ritmo alla narrazione anche se la preferenza generale è data ai primi piani. Tra le scene più belle, a mio avviso, le due che vedete nelle gif. In una Ivan guarda dalla finestra la macchina con dentro Richard e la moglie e la portiera che prima si apre e poi si richiude con solo le braccia dei due a fare capolino dall’interno della vettura. Nella seconda vediamo il passare del tempo attraverso le birre che l’ormai alcolizzato attore si trangugia diventando sempre più trasandato.

Se volete vedervi un dramma piacevole e ben costruito mi sento vivamente di consigliarvi la visione di Hříchy lásky, anche in virtù dello splendido restaurato e della facilità di reperimento online con sottotitoli in inglese grazie alla sua condivisione legale da parte della cineteca ceca stessa.

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