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Posts Tagged ‘Muti Norvegesi’

Storia di un ragazzo (Historien om en gut) – Peter Lykke-Seest (1919)

Historien om en gutCon Historien om en gut il Cinema Ritrovato ha attraversato il cinema norvegese anche se forse avrei preferito un’altra pellicola. Questo film ricorda un po’ nello spirito le storie di alcuni fumetti o libri per ragazzi tipo Piccolo Ranger o Piccolo alpino. Si tratta di un ragazzo per bene che si ritrova a doversi far valere nella vita di tutti i giorni o perché fuggito dalla famiglia o perché l’ha perduta.

Esben Gram (Esben Lykke-Seest), figlio di un console, viene accusato ingiustamente di aver rubato l’orologio a un professore. Distrutto per aver subito un’ingiustizia, vende le sue cose e scappa di casa. Inizia una serie di avventure che lo riporteranno poi sano e salvo dai genitori grazie a una compagnia di scout che lo salva dall’ira di una banda di ladri.

Il film è quindi composto da una serie di disavventure che si svolgono in posti diversi: prima una nave capitanata da un uomo alcolizzato e violento, poi una fattoria e infine una città dove viene costretto da una banda di ragazzi a compiere furti. Nel finale c’è uno strano inno allo scautismo che era stato introdotto in Norvegia da circa una decina di anni. Non mi pare ci sia stato un contributo da parte dell’associazione scoutistica locale, probabilmente Esben Lykke-Seest, che immagino abbia qualche grado di parentela con il regista, vi faceva parte e il regista ha voluto inserirlo credendo di consigliare quei valori al pubblico a cui era indirizzato il film.

Che dire, è un film carino, ma pensare che sia il film più noto del regista mi fa un po’ storcere la bocca, ma è evidente che il target non sono decisamente io. Inoltre il ragazzino alto-borghese perfettino può facilmente stare sulle scatole.

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La figlia della rivoluzione (Revolutionens Datter) – Ottar Gladtvet (1918)

revol1Revolutionens Datter è una commedia che comincia in maniera tragica ma riesce ad affrontare un argomento piuttosto sentito in maniera leggera e piacevole. Come per Banya Titka si parla di una rivoluzione, qui operata da alcuni operai di una fabbrica, ma questo è solo il primo passo verso una storia d’amore divertente e tutto sommato ben raccontata.

Claire Staalhammer (Solveig Gladtvet) è la figlia del proprietario di una nota fabbrica locale. Mentre quest’ultimo maltratta i suoi operai costringendoli a ritmi massacranti, Claire cerca di aiutarli. Un giorno l’operaio Albert Fjeld (Waldemar Holberg) si ferisce ad una mano e lei lo soccorre dandogli una prima medicazione. Il padre, quando lo scopre, la sgrida e invita Albert a proseguire con il lavoro. Presto scoppia una rivolta e il padrone viene ucciso, la figlia viene invece salvata da Albert che la traveste da uomo e la porta nella cittadina vicina in attesa di poterla portare nella città più vicina. Dopo qualche scazzottata, i due riescono a partire e trovare rifugio dal Signor Dalton (Joh. Price), amico di famiglia di Claire, e da suo figlio Jack (Fred Boston). Su invito del padre, Jack inizia a fare la corte alla ragazza non per amore, ma per ottenere le ricche proprietà che con la morte del padre la giovane ha ereditato. Lei accetta a condizione che Tommy, che si vanta di essere un ottimo boxeur, sconfigga Albert in una gara. Dopo un avvio difficile, Albert sconfigge il suo avversario e ottiene la mano di Claire. Anni dopo i due hanno un figlio (Thomas Boston) che sembra avere tutta la forza ed esuberanza del papà.

 

La cosa più divertente del film sono le didascalie, che contengono frasi ad effetto tra cui spiccano: 1) durante una scazzottata Albert scaraventa un uomo fuori dalla porta e l’intertitolo chiosa “Jomfru aveva partecipato a tante risse in terra e in mare ma mai era stato così tanto tempo in aria”. 2) dopo la sconfitta il padre di Jack dice “figlio mio, scusa la schiettezza, ma sei un idiota!”; 3) dopo la vittoria di Albert si scusa con Claire perché non potrà sposare il suo spasimante, ma lei risponde “ho capito che ho bisogno di braccia forti per difendermi” chiedendogli di fatto la mano.

 

Un’altra scena molto divertente è quella in cui Jack cerca di sedurre Claire, il tutto con Albert che si allena senza sosta sullo sfondo cosa che al tempo stesso indica due cose: l’interesse di Claire che lo guarda di continuo e l’assoluta indifferenza con cui viene trattato dai Dalton. Potete vedere la scena nelle immagini qui sopra.

Concludendo Revolutionens Datter è una commedia leggera e divertente, seppur parta da un evento estremamente crudo come quello di una rivoluzione e dell’uccisione di un uomo. La forza del regista, che scrisse anche la sceneggiatura, è quella di riuscire di fatto a far passare sottotraccia questa prima parte mettendo energia positiva e buon umore. Come per Banya Titka il film sembra voler dire che gli echi rivoluzionari sono certamente vicini, ma lo spettatore non si deve preoccupare troppo, perché tutto tornerà presto alla normalità.