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Posts Tagged ‘Johanne Fritz-Petersen’

Giù le armi! (Ned med vaabnene!) – Holger-Madsen (1914)

luglio 28, 2014 Lascia un commento

Giù le armi! è un film antimilitarista tratto dal romanzo del Premio Nobel Bertha von Suttner, che sarebbe morta nel Giugno del 1914, quindi prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. La sceneggiatura venne scritta da Carl Theodor Dreyer, mentre la regia venne affidata a Holger-Madsen, attivissimo nell’epoca muta: tra il 1912 e il 1928 diresse quasi cento film. La protagonista di questo racconto è Martha (Augusta Blad), figlia del Conte Von Althaus (Philip Bech) e sorella di Rosa (Johanne Fritz-Petersen). Martha sposa l’Ufficiale Arno von Dotzky (Alf Blütecher) da cui ha un figlio. Quando scoppia la guerra, Arno muore e Martha si chiude nel dolore. Passano gli anni e Martha si riaffaccia alla vita mondana. Conosce il Capitano von Tilling (Olaf Fønss), uomo buono e generoso che sposa dopo un lungo corteggiamento. La guerra, però, torna a bussare alla loro porta e il Capitano deve andare in guerra. Colpito nel corso di una battaglia, von Tilling perde conoscenza e per giorni è irrintracciabile. Preoccupata, Martha parte con il Dottor Bresser (Frederik Jabobsen) alla ricerca del marito tra i tanti feriti di guerra. La ricerche sono vane, ma tornata a casa ecco la sorpresa: von Tilling non è in pericolo di vita, ma è tornato a casa con le sue gambe anche se con una fasciatura al capo. Ma oltre ai feriti, la guerra ha portato anche le malattie. Il colera si diffonde sulla città e Rosa si ammalla e dopo una lunga agonia, muore. Distrutto dal dolore per la morte della figlia, il Conte von Althaus ha un infarto e muore a sua volta. Fervente militarista, l’anziano comprende all’ultimo l’atrocità della guerra e invoca l’abbassamento definitivo delle armi e la fine di ogni guerra.

Berha von Suttner entrò in contatto con la guerra e con i suoi orrori, in particolare quando la Russia zarista, dove risiedeva assieme al marito, entrò in guerra con l’Impero Austrungarico. Fu costretta a fuggire nella bassa Austria dove cominciò a scrivere assiduamente. La sua opera più celebre fu proprio Ned med vaabnene!, pubblicato probabilmente per la prima volta con il nome tedesco: Die Waffen nieder!. La sua attività pacifista le valsero il Premio Nobel per la Pace nel 1905. Curioso vedere come in una prima fase della sua vita la von Suttner fosse stata assistente di Alfred Nobel, scienziato che nel suo testamento istituì il prestigioso premio. Dal libro, il sentimento antimilitarista si trasmette perfettamente al film, grazie ovviamente a Dreyer ma specialmetne a Holger-Madsen. Ho avuto modo di analizzare per E Muto Fu un altro film di questo regista, Himmelskibet (1918) e per certi versi ci sono degli elementi simili. Holger-Madsen sembra apprezzare particolarmente le scene che prevedono la presenza in scena di un numero molto ampio di comparse, creando delle composizioni davvero splendide. Alle scene quasi claustrofobiche girate in luoghi chiusi, si sovrappongono le distese sconfinate. Abbiamo i lunghi combattimenti tra i due eserciti, ma le scene più forti e che rimangono impresse sono quelle che riguardano i feriti, ammassati dentro ad alcune strutture, sui treni o alla bella e meglio all’aperto (vedi foto tratta dal sito della Cineteca di Bologna). Ci si può fare un’idea di come dovevano essere le Guerre in passato, in particolare, nel 1914, come dovevano essere stracolmi gli ospedali più o meno improvvisati dopo le cruente e insensate battaglie di trincea.

The End of the World (Undergang) – August Blom (1916)

marzo 22, 2013 1 commento

Un anno prima di Himmelskibet, con il suo viaggio verso il pacifico Marte, la Danimarca proponeva un altro grande film di fantascienza: Verdens Undergang (che dovrebbe significare “la fine” o “la distruzione del mondo”). Forse per la prima volta, si proponeva agli spetattori uno scenario apocalittico che poteva mettere fine alla vita sulla Terra. Questa distruzione veniva dal cielo, imprevista e impossibile da impedire.

West (Carl Lauritzen), caposquadra della miniera locale, ha due figlie: Edith (Johanne Fritz-Petersen) e Dina (Ebba Thomsen). Mentre la prima è castamente innamorata del Marinaio Reymers (Alf Blutecher), la lussuriosa Dina sceglie di lasciare la casa paterna fuggendo con Frank Stoll (Olaf Fønss), finanziere senza scrupoli pronto a sfruttare per i suoi guadagni ogni notizia. Così quando si diffonde la notizia che una cometa colpirà la terra, Stoll sfrutta informazioni confidenziali per acquistare a poco le azioni del carbone e rivenderle al triplo qualche giorno più tardi, quando, cioè, le voci apocalittiche vengono messe a tacere per non diffondere il panico tra la popolazione. Ma i suoi peccati e la sua presunzione verranno pagati a caro prezzo: quando la cometa cade seminando la distruzione nella popolazione locale verrà premiata solo la purezza d’animo…

Malgrado la trama potenzialmente interessante, il film non mi ha colpito più di tanto ed ha forse pagato una certa lentezza. Molto bella però la parte relativa all’impatto della cometa con la Terra e la successiva devastazione tra incendi, gas velenosi ed esondazione. L’idea di questo film nacque probabilmente sia dalla grande attenzione che vi era stata per il passaggio della Cometa di Halley (era il passaggio del 1910 mentre l’ultimo risale al 1986) ma specialmente per via della Prima Guerra Mondiale ancora in corso e che stava stravolgendo l’Europa.

Verdens undergang è disponibile in una bella edizione DVD anglofona contenente anche Himmelskibet (A Trip to Mars). Lo splendido restauro operato dal Danish Film Istitute nel 2006 contribuisce per altro a rendere questi due film ancora più belli e non posso che consigliarne la visione.

Curiosità: una storia a metà tra quella di Verdens Undergang e quella di Voyage dans la Lune di Méliès viene narrata nel volume L’Étoile mystérieuse (La stella misteriosa) delle avventure di Tintin, in cui una cometa cade sulla Terra dando vita ad un’isola particolare del tutto instabile dove funghi fantastici crescono a dismisura fino ad esplodere. Se un riferimento a Méliès e agli altri corti del genere è innegabile sarebbe interessante sapere se Hergé si sia ispirato anche al nostro film danese.