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E Muto Fu presenta: La Lettera Scarlatta (The Scarlet Letter) – Victor Sjöström (1926)

Eccoci al nostro terzo appuntamento con le proiezioni mute al Cineclub Detour di Roma. Il film di questa volta merita davvero ed è The Scarlet Letter del 1926, ultima trasposizione muta del romanzo di Nathaniel Hawthorne. Il regista non è certo un personaggio qualunque, Victor Sjöström, o Seastrom come veniva chiamano oltreoceano, era considerato all’epoca uno dei dieci migliori registi in assoluto. E come dargli torto? La MGM ebbe un grande merito all’epoca, ed è quello di aver accolto Mr. Seastrom con tutti gli onori ed avergli dato relativa carta bianca. E si vede! Sebbene il film abbia un’ambientazione molto americana, non si possono non notare analogie con le precedenti produzioni svedesi del regista. Gli venne inoltre concesso l’amico e connazionale Lars Hanson come attore principale, e Lillian Gish nel ruolo di Hester Prynne, la protagonista della vicenda. Pare che inizialmente Sjöström non impazzisse all’idea di avere la Gish nel cast perché aveva la fama di essere una prima donna, fredda e inavvicinabile. E invece il loro rapporto fu davvero idilliaco: la stella statunitense si lasciò condurre docilmente e in The Scarlet Letter e nel successivo The Wind (1928) fu protagonista di due delle sue migliori interpretazioni in assoluto. Sjöström fece anche una ripresa considerata all’avanguardia in America, osò riprendere in carrellata la Gish e Lars Hanson. In Svezia aveva già usato questo trucco, ma per il cinema statunitense era una novità che stupì favorevolmente il pubblico. Se volete saperne di più potete consultare la recensione del film.

Insomma come avrete capito ci sono tutti gli elementi per una bella serata in compagnia. Non mancate quindi Giovedì 9 Aprile alle 20.30 presso il Cineclub Detour di Via Urbana 107. Al termine della proiezione inizierà un dibattito. Questa volta faremo un video confronto con tre versioni sonore del film:

The Scarlet Letter (1934), regia di Robert G. Vignola, con Colleen Moore e Hardie Albright.
Der scharlachrote Buchstabe (1973), regia di Wim Wenders, con Senta Berger.
The Scarlet Letter (1995), regia di Roland Joffé, con Demi Moore, Gary Oldman e Robert Duvall.

La seconda parte sarà una retrospettiva sull’attrice Premio Oscar Lillian Gish e su Victor Sjöström. Inoltre per accompagnare la proiezione stiamo svolgendo il progetto Victor Sjöström che prevede una pubblicazione al giorno fino alla data della proiezione.

Costo del biglietto 5€ intero e 3€ ridotto per studenti. Per accedere è necessario iscriversi al Cineclub (la tessera ha validità annuale) ad un costo di 3€ intero e 2€ ridotto studenti. All’interno del Cineclub è presente un bar che vende bevande alcoliche e analcoliche a prezzi contenuti.

Abbiamo bisogno di voi! Purtroppo se il riscontro non sarà alto la nostra avventura potrebbe già finire. Se siete interessati ma non potete venire condivedete l’iniziativa. Potete farlo invitando i vostri amici all’evento facebook, oppure inviando a chi volete la nostra locandina o, infine, stampando la nostra brochure e distribuendola e librerie o luoghi che considerati adatti allo scopo. 

Grazie a tutti, spero ci vedremo Giovedì al Cineclub Detour!

La Lettera Scarlatta (The Scarlet Letter) – Victor Sjöström (1926)

Dopo “Il Carretto Fantasma” (Körkarlen) torno nuovamente a parlare di Victor Sjöström per uno dei suoi film americani più interessanti, che mette in scena le vicende narrate dal celebre romanzo di Nathaniel HawthorneThe Scarlet Letter“. La trasposizione del regista svedese colpisce per le splendide riprese e la fotografia ma anche per la grande attenzione che dedica alla componente psicologica dei suoi personaggi. Tra gli attori spiccano i nomi di Lillian Gish, Lars Hanson e Henry Walthall, ma non bisogna dimenticare la mano di Frances Marion alla sceneggiatura. Il film venne esportato in italia con il titolo “La Lettera Rossa” che mi sono permesso di modificare seguendo la traduzione più corrente.

Nel New England puritano del 1600 circa, la giovane Hester Prynne (Lillian Gish), nonostante sia già sposata, inizia una relazione con il reverendo Arthur Dimmesdale (Lars Hanson), del tutto ignaro del passato della sua amata. La situazione culturale dell’epoca, poco incline a questo tipo di relazioni, porta inevitabilmente a far degenerare gradualmente la situazione fino al drammatico epilogo.

La lettera scarlatta era stata definita all’epoca “improponibile per lo schermo” (Louis B. Mayer) perché trattava del delicato tema dell’adulterio. Il regista, però, riesce a ribaltare la prospettiva soffermandosi a lungo sulla crudeltà di quella società, in cui l’apparenza diventava la cosa più importante. Il ribaltamento viene rafforzato ulteriormente attraverso la grande forza d’animo della protagonista, e all’attenzione dedicata ai rimorsi e alla sofferenza interiore del reverendo. Lillian Gish spicca tra gli attori grazie alla sua capacità di delineare alla perfezione la forza e la fragilità della protagonista. Questo unito alle splendide riprese fanno di “The Scarlet Letter” uno dei film più interessanti e moderni del cinema muto, di gran lunga migliore di molti dei remake più o meno recenti. Da sottolineare anche i primi tentativi di riprese in movimento che pur dando ancora un sensazione di instabilità contribuiscono a rafforzare alcune scene.

Il film è stato edito in DVD nell’edizione americana (region 1) edita dalla Reel Classic Films, ormai esaurita da tempo. Stranamente non mi risulta alcuna edizione europea, lacuna che spero venga colmata presto (diritti permettendo).

Curiosità: La Gish dovette insistere molto per ottenere la parte che di certo rappresentava un rischio visto l’argomento trattato e il tipo di ruoli solitamente interpretato dall’attrice. La decisione si rivelò comunque vincente. The Scarlet Letter è per altro uno degli ultimi film muti della Gish che poi, con l’avvento del sonoro, preferirà dedicarsi quasi completamente al teatro. L’ultima interpretazione muta dell’attrice è quella offerta in The Wind (1928) dello stesso Sjöström.

Approfondimenti: per ulteriori informazioni vi consiglio di leggere l’articolo inglese pubblicato su tmc.com, consultabile cliccando qui.