Il Fantasma dell’Opera (The Phantom of the Opera) – Rupert Julian (1925)

Dal romanzo francese “Le fantôme de l’Opéra” di Gaston Leroux, lo sappiamo, sono state tratte numerose trasposizioni cinematografiche, più o meno riuscite. La prima fu quella di Ernst Matray nel 1916 con il suo Das Phantom der Oper o Das Gespenst im Opernhaus (se non erro uno degli altri gioielli perduti del muto). Nel 1925 viene chiamato Rupert Julian a dirigere la prima versione americana. Il regista si era fatto un nome rimpiazzando appena un anno prima un suo collega di nostra conoscenza, Erich von Stroheim, nel film “Donne viennesi” (Merry-Go-Round). Per girare “Il Fantasma dell’opera”, Julian potè contare su attori molto celebri all’epoca come Mary Philbin e Lon Chaney, che interpreta magistralmente il fantasma e contribuisce, grazie ai suoi trucchi, a rendere visibile l’orrenda deformità del personaggio. Tra gli attori non accreditati, mi fa piacere segnalarli, ritroviamo, tra i tanti, il nostro Cesare Gravina (come uno dei manager che vende il teatro ad inizio film) e Bernard Siegel (nel ruolo di un lavoratore del teatro che ha visto il fantasma con i propri occhi). Continua a leggere

Lo Sconosciuto (The Unknown) – Tod Browning (1927)

Tod Browning è sicuramente un regista particolare che porta sempre nel suo cuore il mondo del circo e dei Freaks (a cui dedicherà nel 1932 lo splendido omonimo film). Ho già avuto modo di citare The Unknown nel primo post di questo blog, quando parlavo di The Man Who Laughs, non a caso altra pellicola che analizza la vita circense, ma avrei potuto dire la stessa cosa riguardo He who gets slapped. Non so se qualcuno ha già trattato l’argomento, ma credo sarebbe interessante studiare l’attenzione che questi primi sceneggiatori e registi avevano nei riguardi di questo mondo tanto strano e particolare, tanto da spingerli a rappresentarlo in numerose pellicole, per la maggior parte (caso decisamente raro) rimaste intatte. Forse proprio per la sua stravaganza e particolarità, oltre alle numerose maldicenze che circolano nei confronti di chi fa questa vita, il circo era un terreno ideale per ambientare le proprie storie come mondo adatto a stupire ed incantare. Continua a leggere