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Posts Tagged ‘Giovanni Spano’

Filibus: Il misterioso pirata del cielo – Mario Roncoroni (1915)

Filibus_airship_poster2Abbiamo anche noi la nostra Musidora! Abbiamo anche noi una Irma Vep! All’inizio del 1915, quindi alcuni mesi prima di Les Vampires di Louis Feuillade, usciva Filibus, la storia di una ladra dai mille travestimenti capace, con la sua astuzia, di mettere in seria difficoltà le forze dell’ordine. Il tutto utilizzando una sorta di dirigibile futurista da cui calarsi per non lasciare tracce!

La Baronessa di Croixmonde (Cristina Ruspoli) ha in realtà una seconda identità: quella del ladro Filibus che sta terrorizzando la Sicilia con i suoi furti. Il Commissario Kutt Hendy (Giovanni Spano) decide di occuparsi del caso. La Baronessa lo sfida e sostiene riuscirà a dimostrare che sarebbe proprio lui l’autore dei furti. Filibus mette in atto un piano diabolico: utilizzando il suo dirigibile, addormenta il commissario e gli prende un calco della mano, in modo tale da creare un guanto speciale che lasci le impronte digitali del commissario sui luoghi del delitto. Per poter seguire da vicino il suo rivale, Filibus finge il rapimento di Leonora (Valentina Creti), sorella del Commissario, organizzando anche un salvataggio e presentandosi nelle mentite spoglie del Conte de la Brive. Inizia quindi a frequentare la sorella diventandone un corteggiatore in attesa del momento per mettere in atto il suo diabolico piano. L’occasione più ghiotta arriva quando il Hendy si ritrova a sorvegliare un reperto egizio con gli occhi di smeraldo: il Commissario, per prendere in fallo il ladro, piazza una minicamera dentro l’occhio della statua, ma Filibus, accorgendosene, lo addormenta e, dopo aver lasciato le impronte digitali del suo rivale sul reperto, fa in modo che sia fotografato dalla macchina. Per completare l’opera, usando il dirigibile, lo trasporta direttamente nella sua casa mettendo i rubini sulla scrivania. Tutti, compresa la sorella Leonora, credono nella colpevolezza del commissario che si convince di essere soggetto a uno strano caso di sonnambulismo. A risolvere la situazione ci pensa un amico, rapito dalla vera Filibus ma che riesce ad evadere dal dirigibile. Assieme al Commissario preparano una trappola per incastrare Filibus e smascherarlo: la cosa riesce ma soprendentemente Filibus fugge e promette vendetta.

Il finale lascia presagire un seguito che purtroppo non c’è stato, ma questa Fantômas al femminile è un personaggio davvero particolare così come il suo fantascientifico dirigibile che funge da base segreta. Certo, appare un po’ poco credibile che un cilindro possa calarsi dal cielo del tutto indisturbato, ma sono delle ingenuità su cui si può passare sopra. Altra particolarità sta nel fatto che la protagonista si travesta da uomo e intraprenda una sorta di corteggiamento nei confronti della sorella del Commissario, cosa davvero impensabile all’epoca e che infatti viene più che altro data ad intendere, anche se nel finale lo spasimante di Leonaro, da lei sempre rifiutato, nel chiederle la mano si lascia sfuggire un “immagino non abbia più simpatie per il Conte De la Brive“, esplicitando di fatto la liaison.

Come per Rocambole, Lupin o il già citato Fantômas, il furto è per Filibus più una sfida, un modo per mettere alla prova il proprio ingegno e superare quello delle forze dell’ordine.Proprio per questo ci si ritrova a patteggiare per lei e, alla fine, ho sperato riuscisse a spuntarla come ha fatto.

Il Focolare Domestico – Nino Oxilia (1914)

Il Focolare Domestico è un film molto interessante diretto da Nino Oxilia, che mostra qui una maturità invidiabile, a dispetto dei suoi venticinque anni. Una maturità precoce tipica, purtroppo, di chi è destinato a lasciarci troppo presto. Tra gli attori troviamo Dillo Lombardi ma soprattutto Maria Jacobini, musa e moglie di Nino Oxilia che la volle al suo fianco in più di un film. Anche qui, purtroppo, non ho informazioni precise su alcuni attori, quindi eviterò direttamente di inserire i nome dei protagonisti.

Un giovane, si innamora perdutamente di Granata, a cui fa continuamente regali costosi indebitandosi fortemente. A farne le spese sono i genitori di lui, specie quando, preso dalla smania di soldi, il giovane ipoteca la casa ad un perfido usuraio. Per sanare il debito, i genitori vendono dunque la casa di famiglia e tagliano completamente i contatti con lui. Quando Granata scopre la situazione cerca di correre ai ripari e grazie ad un piano intelligente raggira l’usuraio e si fà donare la casa. Nel tentativo di consegnare l’atto ai vecchi proprietari, la giovane viene uccisa dall’usuraio raggirato e muore tra le braccia del suo amato.

Sono rimasto molto capito da come Oxilia sia riuscito a dirigere gli attori, con profondità e molta sensibilità. Ottima la fotografia, specialmente quando il regista si diverte a giocare con luci e ombre, in particolare quando vi sono delle ostruzioni naturali che modificano il loro effetto sugli attori inquadrati. Per fare un esempio pratico nella filmografia di Oxilia, vediamo ad un tratto il personaggio femminile percorre una stanza buia illuminata dalla flebile luce lunare che penetra dall’esterno. Le inferriate della finestra modificano la proiezione della luce, che si riflette sul volto della protagonista lasciandolo in penombra. Il Focolare Domestico, ci arrivato grazie ad una copia conservata presso l’EYE Filmmuseum. Il film meriterebbe di essere editato in dvd magari in un cofanetto interamente dedicata a Nino Oxilia. Chissà che non sia presto possibile realizzare questo sogno.

Manifesto tratto da sito dell’EYE Filmmuseum, mentre l’immagine proviene da quello della Cineteca di Bologna