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Posts Tagged ‘Clarence Aaron “Tod” Robbins’

Tod Robbins – Freaks! (a cura di Alessandro Oliviero)

Sono sempre stato al fianco delle piccole case editrici che cercano di ritagliarsi uno spazio nel mondo della letteratura e sono molto felice di aprire una sezione dedicata ai libri più o meno inerenti al cinema muto.

Dopo una inspiegabile assenza finalmente anche noi italiani possiamo godere dei racconti di uno degli autori più interessanti del panorama mondiale, Clarence Aaron “Tod” Robbins (1888–1949). Se il suo nome non vi dice niente, pensate ad uno dei film più scandalosi del cinema, Freaks, e forse capirete  di chi sto parlando. Tod Robbins altri non è che lo scrittore della novella “Spurs” (1923) che avrebbe poi ispirato il regista Tod Browning per il suo tanto discusso Freaks (1933). Ma la collaborazione tra i due aveva già conosciuto un ampio successo con un altro racconto, The Unholy Three, che Browning girò sia in versione muta (1917) che in una sonora (1925), per altro unica pellicola sonora che Lon Chaney fece prima di morire per un cancro alla gola. Ma Robbins non è solo questo. Attraverso questi otto racconti ci si delinea la figura di uno scrittore pieno di spunti interessanti, capace di anticipare alcune storie e filoni che avrebbero avuto tanto successo in seguito. Tanto per fare un esempio leggendo The Bibulous Baby (Assenzio) del 1919, non si può non vedere un riferimento al celebre racconto di Fitzgerald “Il curioso caso di Benjamin Button” scritta per altro poco dopo, nel 1922. Negli altri racconti si mescolano elementi fantastici tra pirati, banshee e terribili vendette, dove a regnare è il misterioso e l’oscuro, con tinte che ricalcano a tratti quelle di Edgar Allan Poe.

Ecco gli otto racconti contenuti nella raccolta:

Crimson Flowers (Fiori Rossi, Fiori di Sangue) – 1919
Cock-Crow Inn (La Locanda) 1926
The Bibulous Baby (Assenzio) – 1919
Spurs (Freaks) – 1923
The Confession (La Confessione) – 1935
A Voice from Beyond (Il Tesoro Nascosto) – 1919
A Bit of Banshee (Un po’ Banshee) – 1924
Whimpus (Whimpus)- 1919

Le storie, di diversa lunghezza, nascondono sempre uno spunto interessante o una sorpresa, proprio per questo fare una recensione di ogni singolo racconto potrebbe essere controproducente, ma per farvi un’idea dello stille di Robbins vi invito a leggere gli estratti gentilmente messi a disposizione dalla casa editrice Ctrl Alt Write:

La Confessione – ricca confessione di un assassino perfetto…
Whimpus – a volte le storie più fantasiose si rivelano veritiere…

Freaks!, edito dalla casa editrice online Ctrl Alt Write, colma finalmente il vuoto editoriale riguardo Tod Robbins. Alessandro Oliviero ci regala una traduzione ben curata, così come la Biografia che attraverso numerosi aneddoti ci introduce al mondo dell’autore. Se avete amato Freaks e The Unholy Three non potete lasciarvi sfuggire a questa splendida occasione per toccare con mano gli scritti di Tod Robbins ad un prezzo, bisogna dirlo, molto vantaggioso (appena 3,99€).

Per ulteriori informazioni sulla casa editrice vi rimando nuovamente al blog.
Per maggiori informazioni sull’antologia e per acquistare il libro potete cliccare qui.

Non mi resta che sperare che anche gli altri racconti di Tod Robbins vengano pubblicati quanto prima in Italia e augurare a tutti una buona lettura!

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I Tre (The Unholy Three) – Tod Browning (1925)

settembre 16, 2011 8 commenti

The Unholy Three è forse il più famoso muto di Tod Browning ed è il film che avrà un influsso importante su quelli seguenti del regista statunitense. Il successo fu tale che, come per Outside the Law, ne venne fatto un remake sonoro nel 1930, diretto però da Jack Conway. Lon Chaney prenderà parte anche a questa seconda versione sonora ma morirà poche settimane dopo la sua uscita nelle sale a causa di un cancro alla gola. Nella versione originale, Browning conferma la sua passione per il circo e ci presenta personaggi con caratteristiche fisiche particolari. Ci troviamo insomma, davanti ad una sorta di preludio a Freaks, tanto che ritroviamo il piccolo nano Harry Earles (appena ventitreenne), uno dei personaggi principali di quella pellicola. The Unholy Three sancisce l’inizio di un nuovo periodo d’oro per la coppia Browning/Chaney, appena ingaggiati dalla MGM. La loro unione ha prodotto, nella decade 1919-1929, ben dieci film di cui la maggiorparte proprio a partire dal ’25. Le vicende narrate sono tratte dall’omonima opera di Clarence Aaron “Tod” Robbins, lo stesso che ispirerà anche il sopracitato Freaks.

Il Professor Echo (Lon Chaney), ventriloquo, Hercules (Victor McLaglen), uomo dalla forza straordinaria e il nano Little Willie detto Tweedledee (Harry Earles) decidono di unire le loro forze per creare, assistiti dalla bella Rosie (Mae Busch), un’associazione criminale chiamata “The Unholy Three“. I Tre aprono un negozio di animali, dove Echo si spaccia per l’anziana Mrs. “Granny” O’Grady, Tweedledee per un bimbo ed Hercules per un semplice fattorino. Per coprire meglio le loro malefatte assumono l’impacciato Hector MacDonald (Matt Moore) il quale, però, dimostra subito un certo feeling con Rosie suscitando le ire del Professore, da sempre innamorato di lei. Il trio inizia a rapinare le case dove venngono venduti gli animali, rimanendo per lungo tempo, grazie ai loro travestimenti, al di fuori di ogni inchiesta. La situazione sfugge però loro di mano…

(se non volete sapere come va a finire la storia non leggete da qui in poi…)

…Rosie si innamora di Hector e decide di sposarlo nonostante le pressioni di Echo. Ma quando durante uno dei furti avviene un omicidio i tre non faticano a incastrare il povero ragazzo e fuggire dopo aver rapito Rosie. Ma il lieto fine è dietro l’angolo: Echo si immola per amore e decide di confessare tutto durante il processo ad Hector. In cambio riceve la libertà ma perde la sua Rosie. Hercules e Willie, invece, perdono la vita per mano di una terribile scimmia assassina (sic) consumati dalla loro brama di denaro.

(potete riprendere la lettura da qui..)

Il film presenta molti elementi caratteristici degli Horror americani anni 30/40 e molti espedienti che il regista utilizzerà nei suoi film successivi. Primo tra tutti mi piace ricordare l’uso del travestimento nel tanto maltrattato “la Bambola del Diavolo” (The Devil-Doll) del 1936, dove uno splendido Lionel Barrymore si finge una vecchina per vendicarsi di coloro che lo avevano fatto condannare ingiustamente (e non a caso nella locandina scrivevano “Greater than The Unholy Three“). Vendetta che verrà compiuta grazie a bamboline assassine in un susseguirsi di immagini dal forte impatto visivo. In secondo luogo, come ho già detto accennato, siamo di fronte ad una sorta di preludio a Freaks, attraverso l’attenzione alle deformoazioni fisiche e l’utilizzo di esse a proprio vantaggio. Il regista, nella sua sensibilità, ci tiene a sottolineare l’ingiusto disprezzo che devono subire quotidianamente queste persone, cosa che emerge specialmente nei confronti di Little Willie all’inizio del film. Altro elemento portante è la presenza del tipico mostro che ovviamente si ritorcerà contro qualcuno dei protagonisti (altro must delle pellicole contemporanee e  successive).
Chaney ci regala un’altra ottima interpretazione, dimostrando ancora una volta di meritarsi il soprannome di “uomo dai mille volti“. Come sempre il suo personaggio dovrà però combattere con le sue passioni amorose, risultando  sconfitto anche se in un finale che sembra rivalutarlo in positivo. McLaglen ed Earles svolgono alla perfezione il loro ruolo. Allo stesso modo la Busch si cala perfettamente nei panni di innamorata disperata, e Moore in quelli del povero Hector, pedina di una vicenda più grande di lui. Browning dirige magistralmente le telecamere, regalandoci alcune immagini molto belle, come quella in cui i tre ci vengono mostrati attraverso le loro ombre mentre confabulano prima della creazione della loro associazione criminale.

Per concludere possiamo dire di essere di fronte ad un film pregevole, che scorre piacevolmente grazie ad un ritmo incalzante, scene ad alta suspance e delle ottime interpretazioni. Sicuramente consigliato agli amanti del Browning sonoro (ma non solo) e del grande Chaney.  Impossibile poi lasciarsi scappare l’occasione di godersi questo film nella nuova edizione restaurata rilasciata dalla Warner Brothers proprio qualche mese. Nonostante le didascalie in inglese siano ricche di slang, il tutto risulta comprensibile e godibilissimo anche da chi non ha una eccessiva padronanza della lingua. Insomma i presupposti ci sono tutti per gustarsi al meglio una vera perla per gli amanti del genere.