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Posts Tagged ‘Irish Film Istitute’

Irish Destiny – George Dewhurst (1926)

irishdestinySolo chi mi conosce può sapere quanto ami l’Irlanda e la sua cultura. Sono cresciuto ascoltando musica irlandese di tutti i tipi dalla “purezza” tradizionale dei Chieftains a suoni più punk rock con i Pogues. Mi pareva quindi impossibile non parlare prima o poi di Irish Destiny, il manifesto della filmografia muta irlandese. Le vicende riprendono gli ultimi momenti della guerra di indipendenza irlandese che avrebbe poi portato alla nascita ufficiale dello Stato Libero d’Irlanda.

Denis O’Hara (Paddy Dunne Cullinan) è un ragazzo molto devoto ai genitori (Daisy Campbell Clifford Pembroke) ma al contempo incapace di vedere la propria patria vittima di ingiustizie da parte dei Britannici. Lascia quindi tutto, compreso la fidanzata Moria Barry (Frances Macnamarra) per fare un’importante consegna per l’IRA. Nonostante riesca ad effettuare la consegna, Denis viene intercettato e ferito gravemente. A casa O’Hara viene data la notizia della sua morte e la madre perde la vista per il dolore. Inutile dire che Denis è in realtà ancora vivo e tornando è in tempo per compiere un’ultima impresa. La sua amata Moria è infatti stata rapita da Gilbert Beecher (Brian Magowan) un produttore illegale di poteen, in combutta con i britannici, che vuole abusare di lei.

Il film mescola la fiction ad immagini di repertorio relative ai giorni dei disordini bellici ed, è evidentemente, una sorta di manifesto propagandistico rivoluzionario. Negli anni successivi alla fine del primo conflitto bellico mondiale con la fine dei grandi imperi e la nascita di tante nazioni indipendenti, questo genere di film iniziarono a nascere e diffondersi come tentativo di legittimare sul grande schermo la propria emancipazione. Irish Destiny ha nella fotografia e nei paesaggi il suo più grande pregio ma non è da sottovalutare neanche l’incredibile scena di corsa a cavallo di Denis partito alla volta di Dublino per consegnare il messaggio al centro di comando dell’IRA. Non banale neanche la mancanza del totale lieto fine, con la riacquisizione della vista da parte della madre che certamente sarebbe stata immancabile in un film americano dell’epoca.

Ritrovato solo nel 1991, il film è stato splendidamente restaurato e corredato di una colonna sonora incredibile commissionata a Mícheál Ó Súilleabháin e che andrebbe ascoltata anche a parte. Se volete scoprire un pezzo di storia dell’Irlanda questo è il film che fa per voi: un’esaltazione del neonato stato fatto da irlandesi per irlandesi e restaurato dalla loro cineteca nazionale con estrema cura.

His Mother – Sidney Olcott (1912)

dicembre 2, 2011 Lascia un commento

Abbiamo già avuto modo di parlare degli O’Kalem in uno degli interventi precedenti. Nella giornata di ieri, giovedì primo Dicembre, il documentario Blazing The Trail ha aperto l’annuale rassegna dell’Irish Film Festa. Al termine dell’interessantissimo documentario è stato trasmesso il breve corto “His Mother” di Sidney Olcott.

Il film narra l’ascesa di Terence (Jack J. Clark), talentuoso violinista irlandese che salpa, grazie all’enorme sacrificio della madre (Anna Clark) alla volta dell’America in cerca di fortuna. Qui troverà l’amore (Gene Gauntier) e il successo, dimenticando però della povera madre. Il finale è a lieto fine…

La visione del documentario di certo aiuta nell’inquadrare questo bel corto, che porta al suo interno più messaggi e segreti di quanto si possa immaginare. Gli O’Kalem erano celebri per girare non in studio costruendo le sceneggiature, ma negli esterni, arrivando a compiere anche lunghissimi viaggi, tra cui i numerosi effettuati nelle terre irlandesi. Sidney Olcott prese subito a cuore la situazione dell’Irlanda, oppressa dalla fame e dall’occupazione inglese e costretta ad emigrare. I primi film furono quindi un vero e proprio inno al sogno americano, in cui gli immigrati potevano ben riconoscersi. Pian piano la sensibilità del regista passò su un piano maggiormente politico, creando contrasti con le autorità inglesi. Il nostro His Mother si colloca comunque tra i film della prima tipologia, anzi arriva a delineare una fase di integrazione degli immigrati all’interno della società americana. Grazie al documentario ho avuto modo di notare un particolare che forse non avrei avuto modo di vedere in un primo momento: tutte le scene di interno erano effettuate, a causa della mancanza di elettricità, all’interno di finte case con tre pareti e senza tetto. Nel corso del film, quindi, il vento irlandese soffia, con un effetto molto divertente, muovendo più o meno violentemente le tovaglie, le tende e tutto il resto della scenografia. Questo ed altri film della compagnia sono inseriti all’interno del DVD “The O’Kalem Collection: 1910-1915“, acquistabile sul sito dell’Irish Film Istitute.
Non mi resta ora che lasciarvi al corto, ripromettendomi di tornare presto a parlare della Kalem e delle sue avventure irlandesi.