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Posts Tagged ‘Sidney Olcott’

Dalla mangiatoia alla croce (From the Manger to the Cross) – Sidney Olcott (1912)

Con il Natale torniamo a parlare degli O’Kalem, ma in una veste diversa. Sempre decisi a realizzare film girati nell’ambiente in cui le vicende si svolgevano, la compagnia americana finanziò un incredibile viaggio in medio oriente che diede vita al primo lungometraggio sulla vita di Gesù: From the Manger to the Cross. Come suggerisce il titolo, il film racconta la vita del nazareno attraverso alcune scene significative estrapolate dai Vangeli. Le riprese esterne vennero girate a Betlemme, a Gerusalemme, in Egitto (con tanto di piramidi e Sfinge) e in Siria, il tutto per dare maggiore realismo alle vicende raccontate. Inutile dire che il costo fu molto elevato, cosa che accentuò gli screzi tra la produzione e la troupe. Per questo ed altri motivi, la Kalem Company decise di distribuire il film senza mettere i nomi degli attori dai titoli di testa, cosa senz’altro inusuale vista anche la grande fama che Olcott e i suoi attori avevano acquisito. Malgrado questo la pellicola riscosse un ampio successo, grazie all’utilizzo di effetti speciali e la magnificenza delle riprese. Tra gli attori spiccano Robert Henderson-Bland (nel ruolo di Gesù da adulto), l’immancabile Gene Gauntier (la vergine Maria), Alice Hollister (Maria Maddalena), Robert G. Vignola (Giuda Iscariota) nonchè Jack J. Clark (Giovanni Battista).

Presentato per la prima volta nel 1912 a Londra, “dalla mangiatoia alla croce” venne poi acquistato dalla Vitagraph assieme a tutta la Kalem Company subendo un’opera di restauro con l’aggiunta di intertitoli tratti dai vangeli. Questa versione, recentemente restaurata, è quella che possiamo vedere ancora oggi grazie all’edizione della Image Entertainment. Nonostante il grande contributo che questo film ha dato al cinema mondiale, tanto da essere inserito nel National Film Registry della Library of Congress, il film risulta nel complesso lento e poco fruibile per un pubblico moderno ma presenta al suo interno degli elementi decisamente interessanti. Ricordiamo che il tutto era girato nel 1912 con i limiti dati dall’utilizzo della telecamera fissa uniti al fatto di dover girare in un’area aperta in condizioni non ottimali.

Curiosità: Le tensioni accumulate nel corso dell’esecuzione di questo film culmineranno poi con le dimissioni di Sidney Olcott dalla Kalem Company. Nel giro di pochi anni la compagnia sarà costretta a ritirarsi dagli affari venendo acquisita dalla Vitagraph.
From The Manger to the Cross” ispirerà numerose altre pellicole tra cui possiamo ricordare “Intolerance” di D.W. Griffith (1916) e “The King of Kings” di Cecil B. DeMille (1927).

His Mother – Sidney Olcott (1912)

Abbiamo già avuto modo di parlare degli O’Kalem in uno degli interventi precedenti. Nella giornata di ieri, giovedì primo Dicembre, il documentario Blazing The Trail ha aperto l’annuale rassegna dell’Irish Film Festa. Al termine dell’interessantissimo documentario è stato trasmesso il breve corto “His Mother” di Sidney Olcott.

Il film narra l’ascesa di Terence (Jack J. Clark), talentuoso violinista irlandese che salpa, grazie all’enorme sacrificio della madre (Anna Clark) alla volta dell’America in cerca di fortuna. Qui troverà l’amore (Gene Gauntier) e il successo, dimenticando però della povera madre. Il finale è a lieto fine…

La visione del documentario di certo aiuta nell’inquadrare questo bel corto, che porta al suo interno più messaggi e segreti di quanto si possa immaginare. Gli O’Kalem erano celebri per girare non in studio costruendo le sceneggiature, ma negli esterni, arrivando a compiere anche lunghissimi viaggi, tra cui i numerosi effettuati nelle terre irlandesi. Sidney Olcott prese subito a cuore la situazione dell’Irlanda, oppressa dalla fame e dall’occupazione inglese e costretta ad emigrare. I primi film furono quindi un vero e proprio inno al sogno americano, in cui gli immigrati potevano ben riconoscersi. Pian piano la sensibilità del regista passò su un piano maggiormente politico, creando contrasti con le autorità inglesi. Il nostro His Mother si colloca comunque tra i film della prima tipologia, anzi arriva a delineare una fase di integrazione degli immigrati all’interno della società americana. Grazie al documentario ho avuto modo di notare un particolare che forse non avrei avuto modo di vedere in un primo momento: tutte le scene di interno erano effettuate, a causa della mancanza di elettricità, all’interno di finte case con tre pareti e senza tetto. Nel corso del film, quindi, il vento irlandese soffia, con un effetto molto divertente, muovendo più o meno violentemente le tovaglie, le tende e tutto il resto della scenografia. Questo ed altri film della compagnia sono inseriti all’interno del DVD “The O’Kalem Collection: 1910-1915“, acquistabile sul sito dell’Irish Film Istitute.
Non mi resta ora che lasciarvi al corto, ripromettendomi di tornare presto a parlare della Kalem e delle sue avventure irlandesi.