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Posts Tagged ‘Virginia Pearson’

Il Mago di Oz (The Wizard of Oz) – Larry Semon (1925)

Una delle mie passioni riguarda i film brutti, non quelli brutti e noiosi, ma quelli che per una serie di motivi finiscono per risultare comici per la loro ingenuità realizzativa. Cercando per curiosità consigli su “film brutti” muti ho trovato più volte citato questo The Wizard of Oz di Larry Semon che, a parer mio, brutto lo è davvero ma sfortunatamente non strappa neanche una risata come invece sarebbe il suo intento. Questa versione del Mago di Oz rientra in quel filone, caro ad Hollywood, in cui si cerca di inserire all’interno della vita di oggi una storia fantastica rendendo i vari protagonisti in carne e ossa i personaggi fantastici del romanzo. Il primo che mi viene in mente, ma la cui natura era però dichiarata nel titolo, è A Modern Musketeer di Allan Dwan (1917). Lì il protagonista era una sorta di Don Chisciotte, fissato a tal punto con le avventure di D’Artagnan che esse finivano per influenzargli la vita di tutti i giorni. Qui la situazione è piuttosto diversa perché abbiamo una cornice, in cui un anziano signore racconta ad una bimba la storia del Mago di Oz, e la storia vera e propria che però è resa “realistica” e in cui i personaggi sono maggiorenni e non più bambini. La trama ne esce ovviamente stravolta:

La bella Dorothy (Dorothy Dwan) vive in campagna assieme agli Zii Em e Henry (Mary CarrFrank Alexander). La ragazza sta per compiere 18 anni e la sua bellezza attrae gli aiutanti dello zio (Oliver Hardy – Larry Semon). Nel frattempo il mondo di Oz è governato dal perfido Primo Ministro Kruel (Josef Swickard) e dal suo braccio destro l’ambasciatore Wikked (Otto Lederer). Il loro potere è tollerato dal Principe Kynd (Bryant Washburn) perché solo temporaneo in attesa del ritorno della legittima erede. Indovinate di chi si tratta? Oltre a questi personaggi troviamo anche lo strampalato Mago di Oz (Charles Murray) e un aiutante nero dello zio dal nome poco razzista di Snowball (Spencer Bell qui come G. Howe Black, tanto per peggiorare le cose). La giovane Dorothy era infatti stata allontanata dal regno per evitare le succedesse qualcosa e consegnata agli “zii” adottivi assieme a una lettera che sarebbe dovuta essere aperta solo il giorno della sua maggiore età. Nonostante i tentativi del Primo Ministro di evitare che Dorothy scopra la verità, questa viene effettivamente rivelata e lei diventa principessa seppur sotto stretto controllo di Kruel. Tra peripezie e strampalatezze i due aiutanti si ritroveranno travestiti da Uomo di Latta (Oliver Hardy), Spaventapasseri (Larry Semon) e Leone Pavido (G. Howe Black) e nonostante il loro spassionato amore per la ragazza, sarà il bel Principe Kynd a sposarla dopo essersi liberato di Kruel.

Non avevo mai visto il film e le prime scene mi avevano sinceramente ben fatto sperare (vedi sopra). Fino a metà film ho sperato che la protagonista, per qualche motivo, sognasse o entrasse in un mondo in cui i personaggi avevano le fattezze dei suoi amici e familiari, purtroppo non è stato così. Non sono un grande fan di Larry Semon e qui non ha fatto un gran lavoro ma soprattutto ha, secondo me, incentrato troppo su se stesso le riprese, creando scene a volte eccessivamente lunghe e ripetitive che finiscono per non essere divertenti. Tra tutte quella ambientata nelle segrete del castello, che dura ben 10 minuti in cui Larry prima fugge dal Primo Ministro nascondendosi in delle scatole senza mai essere trovato in stile Benny Hill Show, poi si ritrova in una gabbia di leoni convinto di avere vicino Snowball travestito mentre invece è circondato da felini in carne e ossa. Tra le poche scene mozzafiato, ci sono gli stunt (come quello sotto), in cui Hardy o Semon (o dei loro stuntman) si mostrano alle prese con cadute spettacolari e imprese pericolose.

Probabilmente chi non conosce la storia del Mago di Oz potrebbe trovare divertente questo film, ma semplicemente la storia raccontata non è quella che uno spettatore si aspetta. Inoltre ci sono degli elementi politcamente scorretti, che hanno il loro apiche nell’introduzione dello “schiavetto” nero nullafacente di nome Snowball che è quello che usa il travestimento più ridicolo ma soprattutto l’unico che non si innamora di Dorothy o comunque l’unico con cui lei evita ogni rapporto (non sia mai che si possa parlare di storia tra razze diverse nel 1925!!!). Quindi fan del mondo di Oz statene alla larga, mentre se amate le gag slapstick, le riprese mozzafiato, Larry Semon in generale o volete vedere un primo Oliver Hardy all’azione, questo potrebbe essere il film per voi.

Lightning Hutch – Charles Hutchison (1926)

Lightning Hutch è un serial che riprende il filone giallo-avventuroso che abbiamo già visto con The Power God prodotto e distribuito nel 1925. Non manca l’elemento fantascientifico, questa volta dato dalla creazione di un veleno potentissimo in grado di ditruggere l’umanità. Lightning Hutch, scritto da  Jack Natteford, racconta il tentativo da parte di alcuni malviventi di impossessarsi di quest’arma dandone la colpa al protagonista Hutch, interpretato da Charles Hutchison che curava anche la regia del serial. Il tutto, ovviamente, tra colpi di scena e scene di azione con fughe mirabolanti infarcite di scazzottate e momenti ad alta tensione.

Il serial era composto da dieci episodi così titolati (le traduzioni sono indicative):

  1.  La Cospirazione (The Conspiracy)
  2. Vita o Libertà (Life or Liberty)
  3.  La Scoperta Mortale (The Deadly Discovery)
  4.  In Trappola (In the Trap)
  5.  La Fuga Impossibile (The Impossible Escape)
  6.  Una Possibilità Millesimale (The Thousandth Chance)
  7.  L’Isola Misteriosa (The Mysterious Island)
  8.  Le Mura del Destino (The Walls of Doom)
  9.  Accade l’Inaspettabile (The Unexpected Happens)
  10. L’Arguzia di una Donna (A Woman’s Wit)

A San Francisco, lo Scienzato Hugh Thornwall (Gordon Sackville) ha inventato un potente gas velenoso, la Thornite, in grado di distruggere l’intera umanità. Il malvagio Boris Kosloff (Sheldon Lewis) vuole assolutamente impadronirsi di quell’arma e si avvale dell’aiuto della cameriera di Thornwall, Marie Bruseff (Violet Schram), e dell’amico di famiglia Clifford Price (Eddie Phillips). La banda, si appropria di lettere compromettenti di Janet Thornwall (Virginia Pearson), moglie dello scienziato, e minaccia di rivelarle nel caso lei non gli fornisca la formula segreta. La sorella Diane Winters (Edith Thornton) assieme al fidanzato Larry Hutchdale (Charles Hutchison) ex membro dei servizi segreti detto “Lightning Hutch”, decide di attivarsi per risolvere la situazione. Conoscendo la pericolosità di Hutch, il gruppo di criminali riesce a far credere alla polizia che sia lui l’autore di numerosi atti criminali costringendolo così a una vita da fuggitivo. Ma c’è un altro motivo per eliminare Hutch, Clifford Price ama da sempre Diane e sogna di poterla sposare dopo essersi liberato di lui. Riuscirà Lightning Hutch a sistemare l’intricata situazione?

Devo dire che la serie è ben costruita e riesce sempre a creare la giusta tensione che spinge lo spettatore a visionare l’episodio successivo. Seppur ci sia sempre una discreta ripetitività tra le varie puntate, Hutchison crea una serie di situazioni differenti dove tra arrampicate e imprese mozzafiato, il suo personaggio diventa un vero e proprio eroe al di là di un aspetto fisico poco convenzionale nel ruolo da protagonista belloccio. Da notare anche dei colpi di scena ben fatti, seppur prevedibili per chi conosce questo genere, ma anche un notevole sviluppo psicologico da parte dei vari personaggi. Le scene di azione sono davvero mozziafiato, treni superati con le moto all’ultimo istante, nella migliore delle tradizioni di questo filone, inseguimenti sopra veicoli di ogni tipo, salti incredibili con le moto oltre a tuffi e incidenti da lasciare senza parole. Non mancano però scene piuttosto ridicole seppur necessarie: il gas velenoso dovrebbe uccidere chiunque lo respiri e invece? Diane in uno dei primi episodi viene colpita dal gas dopo una colluttazione con uno degli scagnozzi di Kosloff e…rimane indenne. Basta una piccola sventagliata per eliminare gli effetti del gas velenoso nella stanza senza finestre. E poi verso la fine, il gas uccide un numero molto ampio di antogonisti della vicenda, e Hutch riesce a scampare miracolosamente. Insommma,  più che un gas capace di uccidere l’intera umanità, sembrerebbe un gas incredibile capace di ucciedere tutti i malvagi dal pianeta terra. Penso abbiate intuito che l’happy ending è dietro l’angolo, però, nonostante questi episodi naive e chiaramente costruiti e pensati a favore dei protagonisti e volti a punire i malvagi, Lighning Hutch è un buon serial che merita di essere recuperato e apprezzare per i suoi pregi. Purtroppo questa produzione non fu supportato a sufficienza perché la Arrow Film Company fallì, privando a Hutchison il rilancio e il successo. Sebbene, infatti, Hutch diresse altri film anche sonori fino al 1938 e continuò a recitare, seppur in ruoli sempre minori, non riuscì mai a sfondare e rimase sempre nell’ombra di attori con caratterstiche simili ma di maggiore carisma. Il ruolo di Larry Hutchdale, o quantomeno quel nome, venne ripreso l’anno successivo per Hidden Aces di Howard Mitchell (1927).

Per quanto riguarda le uscite per il mercato home video  Lightning Hutch è stato distribuito dalla Grapevine video, che ha messo in dvd una acquisizione da 35mm. Per chi fosse curioso, matinee classics ha messo online tutta il serial edito dalla Grapevine.