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Posts Tagged ‘Sheldon Lewis’

I Lupi di Kultur (Wolves of Kultur) – Joseph A. Golden (1918)

Wolves_of_KulturIl Cinema Ritrovato 2018 ci ha regalato la grande sorpresa della riapertura del Cinema Modernissimo, seppur ancora totalmente da ristrutturare. Per i fortunati che erano a Bologna durante il festival è stato possibile visionare in questa splendida cornice il serial americano Wolves of Kultur, che secondo indiscrezioni doveva essere alternato a I Topi Grigi ma invece così non è stato. La serie presentata è molto simile ad altre che abbiamo recensito su queste pagine, come The Master of Mystery con Houdini, ovvero una serie di episodi riempitivi che poco aggiungono alla trama, tanti stunt e colpi di scena confezionati al solo scopo di riportare a teatro o al cinematografo gli spettatori settimana dopo settimana.

wolves2Ecco la lista degli episodi :

  1. The Torture Trap
  2. The Iron Chair
  3. Trapping the Traitors
  4. The Ride to Death
  5. Through the Flames
  6. Trails of Treachery
  7. The Leap of Despair
  8. In the Hands of the Hun
  9. Precipe of Death
  10. When Woman Wars
  11. Bretwixt Heaven and Earth
  12. Tower of Tears
  13. The Hun’s Hell Trap
  14. Code of Hate
  15. Reward of Patriotism

Il Dr. Grayson ha inventato un missile potentissimo che può essere telecomandato fino alla destinazione voluta. Lui vorrebbe usare questa scoperta per porre fine a tutte le guerre ma la banda dei Lupi di Kultur lo uccide e ruba i piani per l’arma. La nipote Alice Grayson (Leah Baird) assieme al fidanzato Bob Moore (Charles Hutchison) si mette sulle loro tracce dei banditi per fermare il loro piano diabolico. Purtroppo vengono presto scoperti e il terribile Henry Hartman (Austin Webb), capo della banda, attenta più volte alla loro vita grazie anche all’intervento del suo braccio destro Carter (Karl Dane). Indaga sulle vicende anche Barclay (Sheldon Lewis), un poliziotto che è convinto che Alice possa far parte della banda. Tra inseguimenti e fughe mozzafiato alla fine i nostri eroi riusciranno a liberare il mondo da questa terribile minaccia.

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Come detto questa serie non è niente di particolarmente eclatante per chi ha visto altre serie americane di epoca successiva. Riporto quanto ho scritto per Cinefilia Ritrovata: “Come accadeva per i grandi romanzi pubblicati sui quotidiani, ogni episodio termina con un climax, quando i protagonisti sono in pericolo di morte e con l’invito a tornare a teatro la settimana successiva per conoscere la loro sorte. Gli episodi, di venti minuti ciascuno, sono schizofrenici, con i personaggi in perenne movimento, imprigionati e liberati più volte, pronti a combattere contro ogni avversario con zuffe e parapiglia spettacolari. Bob passa più tempo in acqua o a mezz’aria piuttosto che a terra, del resto gli stunt erano e sarebbero stati un marchio di fabbrica del suo interprete Charles Hutchinson. Di certo il film è pieno di naiveté e cattivissimi membri della gang commettono leggerezze inaccettabili, tanto che la stessa Alice arriverà ad ammetterlo in una didascalia dell’ultimo episodio. Ma questa componente è ovviamente indispensabile affinché il serial possa continuare per 15 lunghi episodi, la maggioranza dei quali è evidentemente un puro riempitivo tanto da rendere possibile la comprensione di tutta la storia guardando solo i primi e gli ultimi episodi.” Insomma tante zuffe e poco più per una serie che se, da una parte, ha segnato un’epoca e influenzato le produzioni locali successive, dall’altro ha tantissimi limiti che mi portano a consigliare allo spettatore di vedere solo i primi e ultimi episodi della serie. Per chi fosse interessato è possibile acquistare la versione ridotta a un prezzo veramente modico su amazon.com. Potrebbe essere un modo per vedere in appena due ore i momenti salienti della serie senza perdere troppo tempo dietro ai singoli episodi che per altro non sono attualmente reperibili.

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Lightning Hutch – Charles Hutchison (1926)

Lightning Hutch è un serial che riprende il filone giallo-avventuroso che abbiamo già visto con The Power God prodotto e distribuito nel 1925. Non manca l’elemento fantascientifico, questa volta dato dalla creazione di un veleno potentissimo in grado di ditruggere l’umanità. Lightning Hutch, scritto da  Jack Natteford, racconta il tentativo da parte di alcuni malviventi di impossessarsi di quest’arma dandone la colpa al protagonista Hutch, interpretato da Charles Hutchison che curava anche la regia del serial. Il tutto, ovviamente, tra colpi di scena e scene di azione con fughe mirabolanti infarcite di scazzottate e momenti ad alta tensione.

Il serial era composto da dieci episodi così titolati (le traduzioni sono indicative):

  1.  La Cospirazione (The Conspiracy)
  2. Vita o Libertà (Life or Liberty)
  3.  La Scoperta Mortale (The Deadly Discovery)
  4.  In Trappola (In the Trap)
  5.  La Fuga Impossibile (The Impossible Escape)
  6.  Una Possibilità Millesimale (The Thousandth Chance)
  7.  L’Isola Misteriosa (The Mysterious Island)
  8.  Le Mura del Destino (The Walls of Doom)
  9.  Accade l’Inaspettabile (The Unexpected Happens)
  10. L’Arguzia di una Donna (A Woman’s Wit)

A San Francisco, lo Scienzato Hugh Thornwall (Gordon Sackville) ha inventato un potente gas velenoso, la Thornite, in grado di distruggere l’intera umanità. Il malvagio Boris Kosloff (Sheldon Lewis) vuole assolutamente impadronirsi di quell’arma e si avvale dell’aiuto della cameriera di Thornwall, Marie Bruseff (Violet Schram), e dell’amico di famiglia Clifford Price (Eddie Phillips). La banda, si appropria di lettere compromettenti di Janet Thornwall (Virginia Pearson), moglie dello scienziato, e minaccia di rivelarle nel caso lei non gli fornisca la formula segreta. La sorella Diane Winters (Edith Thornton) assieme al fidanzato Larry Hutchdale (Charles Hutchison) ex membro dei servizi segreti detto “Lightning Hutch”, decide di attivarsi per risolvere la situazione. Conoscendo la pericolosità di Hutch, il gruppo di criminali riesce a far credere alla polizia che sia lui l’autore di numerosi atti criminali costringendolo così a una vita da fuggitivo. Ma c’è un altro motivo per eliminare Hutch, Clifford Price ama da sempre Diane e sogna di poterla sposare dopo essersi liberato di lui. Riuscirà Lightning Hutch a sistemare l’intricata situazione?

Devo dire che la serie è ben costruita e riesce sempre a creare la giusta tensione che spinge lo spettatore a visionare l’episodio successivo. Seppur ci sia sempre una discreta ripetitività tra le varie puntate, Hutchison crea una serie di situazioni differenti dove tra arrampicate e imprese mozzafiato, il suo personaggio diventa un vero e proprio eroe al di là di un aspetto fisico poco convenzionale nel ruolo da protagonista belloccio. Da notare anche dei colpi di scena ben fatti, seppur prevedibili per chi conosce questo genere, ma anche un notevole sviluppo psicologico da parte dei vari personaggi. Le scene di azione sono davvero mozziafiato, treni superati con le moto all’ultimo istante, nella migliore delle tradizioni di questo filone, inseguimenti sopra veicoli di ogni tipo, salti incredibili con le moto oltre a tuffi e incidenti da lasciare senza parole. Non mancano però scene piuttosto ridicole seppur necessarie: il gas velenoso dovrebbe uccidere chiunque lo respiri e invece? Diane in uno dei primi episodi viene colpita dal gas dopo una colluttazione con uno degli scagnozzi di Kosloff e…rimane indenne. Basta una piccola sventagliata per eliminare gli effetti del gas velenoso nella stanza senza finestre. E poi verso la fine, il gas uccide un numero molto ampio di antogonisti della vicenda, e Hutch riesce a scampare miracolosamente. Insommma,  più che un gas capace di uccidere l’intera umanità, sembrerebbe un gas incredibile capace di ucciedere tutti i malvagi dal pianeta terra. Penso abbiate intuito che l’happy ending è dietro l’angolo, però, nonostante questi episodi naive e chiaramente costruiti e pensati a favore dei protagonisti e volti a punire i malvagi, Lighning Hutch è un buon serial che merita di essere recuperato e apprezzare per i suoi pregi. Purtroppo questa produzione non fu supportato a sufficienza perché la Arrow Film Company fallì, privando a Hutchison il rilancio e il successo. Sebbene, infatti, Hutch diresse altri film anche sonori fino al 1938 e continuò a recitare, seppur in ruoli sempre minori, non riuscì mai a sfondare e rimase sempre nell’ombra di attori con caratterstiche simili ma di maggiore carisma. Il ruolo di Larry Hutchdale, o quantomeno quel nome, venne ripreso l’anno successivo per Hidden Aces di Howard Mitchell (1927).

Per quanto riguarda le uscite per il mercato home video  Lightning Hutch è stato distribuito dalla Grapevine video, che ha messo in dvd una acquisizione da 35mm. Per chi fosse curioso, matinee classics ha messo online tutta il serial edito dalla Grapevine.

Il Dr. Jekyll e Mr. Hyde nel Cinema Muto

Lo Strano Caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson (1886) è forse uno dei romanzi che ha ispirato più trasposizioni cinematografiche in assoluto. Solo nel cinema muto, infatti, sono noti almeno 14 adattamenti più o meno fedeli di cui addirittura 6 ci sono pervenuti. La cosa interessante è che spesso le trasposizioni venivano fatte tutte nello stesso anno, ben 4 sono note per il 1913, due per il 1908 (tra cui il primissimo adattamento di Otis Turner) tre nel 1920 (tra cui La testa di Giano di Murnau purtroppo perduto). In questa recensione ci occuperemo sostanzialmente di tutti i film rimasti tranne del più celebre, ovvero della trasposizione del 1920 diretta da John Stuart Robertson con uno straordinario John Barrymore. Le altre trasposizioni rimaste, infatti, hanno tutte una durata inferiore ai 40 minuti e possono essere riassunte nel giro di poche righe. Per questioni pratiche proseguirò in ordine cronologico ad analizzare le altre trasposizioni che non sono andate perdute. Tra queste ho scelto di escludere L’Altro (Der Andere) di Max Mack (1913) perché, pur ispirandosi lontanamente al romanzo di Stevenson, non mantiene la componente fantascientifica. Avrei certamente preferito parlare di Ein Seltsamer Fall (letteralmente “uno strano caso”) dello stesso Max Mack (1914) purtroppo è andato perduto.

– Dr. Jekyll and Mr. Hyde – Lucius Henderson (1912)

Questo piccolo cortometraggio di 12 minuti circa prende spunto dall’opera teatrale Thomas Russell Sullivan, come molte delle trasposizioni mute. Dovendo condensare nel giro di pochi minuti la storia del romanzo, Lucius Henderson semplifica la trama mettendo da parte la maggiorparte dei personaggi presenti nel libro. Notevoli sono gli effetti di trucco così come la prova di James Cruze, celebre attore, regista ma anche produttore e sceneggiatore dalla lunga carriera qui nei duplici panni sia del Dr. Jekyll che di Mr. Hyde (come da tradizione).

Il Dr. Jekyll, valente medico e scenziato, studia un metodo per separare il bene dal male. Dopo lunghi studi trova la ricetta per un terribile siero che lo trasforma nel malvagio Mr. Hyde. Nel giro di poco tempo Jekyll inizierà a perdere il controllo delle sue metamorfosi con effetti devastanti per sè e per chi si trova sulla sua strada. Giunto allo stremo delle forze e impossibilitato a nascondere ancora la sua doppia identità, il Dr. Jekyll, intrappolato nelle sembianze di Mr. Hyde, si darà la morte avvelenandosi.

Personalmente ho apprezzato molto il modo in cui pur con poco tempo a disposizione gli autori il regista sia riuscito a condensare egregiamente tutto il racconto e a dare una notevole personalità a Jekyll e Hyde. Ovviamente gran parte del merito va a James Cruze, che riesce ad interpretare uno dei Jekyll/Hyde muti che preferisco. La sua trasformazione colpisce ancora oggi ed è migliore di tantissime altre anche recenti.

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– Dr. Jekyll and Mr. Hyde – Herbert Brenon (1913)

Il 1913, come abbiamo visto, è un anno gravido di trasposizioni per l’opera di Stevenson. Questa, ancora una volta, si basa sull’opera teatrale di Sullivan ma, a mio avviso, con meno mordente rispetto a quella precedente del 1912. Pur, infatti, essendoci la stella King Baggot nei panni del Dr. Jekyll/Mr. Hyde, il film è riuscito a prendermi molto meno, forse anche a causa dell’eccessiva lentezza con cui le scene si succedono.

Il Dr. Jekyll, amabile dottore noto per curare anche le persone più povere e bisognose, inventa un siero capace di separare il bene e il male in una persona. Quando beve il siero, però, Jekyll assume le sembianze del perfido Mr. Hyde in grado di commettere le più terribili perfidie. Presto il Dottore perderà il controllo del proprio alter ego e dopo aver commesso un terribile delitto, intrappolato nel corpo di Hyde, si toglierà la vita avvelenandosi.

King Baggot, a mio avviso, mal si comporta nei panni di Mr. Hyde e la stessa metamorfosi non è poi tanto spettacolare da lasciare un ricordo indelebile nello spettatore. Forse si tratta di una delle trasposizioni che apprezzo meno, ma andava comunque citata per completezza. Anche la prova del regista non lascia il segno: preferisco di gran lunga il Brenon che dirige Lon Chaney in Laugh, Clown, Laugh (1928) o Ronald Colman nello splendido Beau Geste.

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– Dr. Jekyll and Mr. Hyde – J. Charles Haydon (1920)

Quello di Haydon è l’adattamento muto più drammatico (ma al contempo positivo) del romanzo di Stevenson. Sebbene il film sia di ottima fattura venne oscurato dalla più celebre versione della Paramount rilasciata lo stesso anno, diretta da Robertson e interpretata da John Barrymore. Un vero peccato perché l’interpretazione di Sheldon Lewis, nel ruolo di Jekyll/Hyde è certamente molto buona e meritava migliore fortuna.

Il Dr. Jekyll (Sheldon Lewis) sogna di creare una pozione in grado di dividere la parte buona da quella malvagia nell’uomo. Quando però la scopre si trasforma nel demoniaco Mr Hyde che inizia a far del male alle persone che il suo alter ego reputa più care. Tra queste spicca la dolce Bernice Lanyon (Gladys Field). Per colpa delle sue ripetute assenze, infatti, Bernice lascia Jekyll per fidanzarsi con Danvers Carew (Leslie Austin). Hyde compirà la sua vendetta e utilizzando il bastone di Edward Utterson (Harold Foshay), amico e avvocato di Jekyll, uccide il rivale d’amore Carew. La doppia identità verrà presto scoperta e Jekyll/Hyde verrà condannato a morte. Ma possibile che debba finire proprio così?

Con un finale a sorpresa, Haydon riesce a capovolgere completamente la vicenda, fino ad allora tendente alla drammaticità e la cupezza più assoluta. Sheldon Lewis offre una splendida versione di Jekyll/Hyde che andrebbe ricordata più spesso. Un film da scoprire ed apprezzare per i tanti spunti interessanti che sa offrire.

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– Dr. Pyckle and Mr. Pryde – Scott Pembroke & Joe Rock (1925)

Divertente parodia del romanzo di Stevenson con uno splendido Stan Laurel nel ruolo del protagonista.

Il Dr. Pyckle, da tutti considerato senza motivo come l’uomo più rispettabile della città, inventa un siero che separa la sua parte buona da quella malvagia. Diventa quindi il terribile e dispettoso Mr. Pryde che mette sottosopra la città.

Tra gag divertenti, i registi mettono in scena una commedia divertente che crea una perfetta caricatura dei tanti film sul Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Laurel, grazie alla sua mimica eccezionale e il suo innato carisma, è un perfetto Dr Pyckle/Pryde, pronto a combinarle di tutti i colori nei panni di entrambi i personaggi. Sebbene io sia restio a parlare di questo tipo di commedie è certamente un cortometraggio tutto da ridere che mi sento vivamente di consigliare.

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