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Posts Tagged ‘Augustus Phillips’

Corti per un Natale Muto – Parte 1

dicembre 20, 2013 Lascia un commento

Con questo articolo parte ufficialmente il progetto di Natale che farà da piccolo calendario dell’avvento muto. Con questo primo articolo analizzerò la prima parte dei corti presenti nel DVD A Christmas Past, edito dalla Kino video. Come scritto nel progetto generale ho scelto di non inserire A Winter Straw Ride (1906) in quanto a mio avviso non è una pellicola natalizia quanto invernale in generale.

– A Holiday Pageant at Home – Anonimo (1901)

Questo brevissimo corto è un interessante affresco dell’età vittoriana, ormai agli sgoccioli. Nonostante la breve durata, A Holiday Pageant Home è diviso in quattro parti: nella prima siamo introdotti alla famiglia numerosa ricca di bambini. Nella seconda parte “La vigilia di Natale – Prologo” due bambine si esibiscono in un duetto. Nella terza parte viene messo in scena un piccolo spettacolo teatrale. Il tutto è organizzato dalla madre dei piccoli che nell’ultimo atto riceve i complimenti dal marito.

Personalmente ho trovato questo cortometraggio molto noioso e la musica di Al Kryszak scelta per l’edizione Kino non mi ha certamente aiutato. Come detto nelle prime battute si tratta sicuramente di un affresco di un’epoca che come tale deve essere preso. Avrebbero forse fatto iniziare il DVD in altra maniera.

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– A Trap for Santa – D.W. Griffith (1909)

Il cortometraggio di D.W. Griffith presenta una storia molto più complessa ed articolata rispetto a quella appena vista. A Trap for Santa racconta una vicenda molto drammatica e cruda in perfetto contrasto con quanto solitamente accostato con il Natale.

Arthur Rogers (Henry B. Walthall) con i suoi vizi ha portato la famiglia sul lastrico. Dopo l’ennesima litigata con la moglie Helen (Marion Leonard) fugge di casa lasciandola sola con i figli piccoli alle soglie del Natale. Helen riceve però una ricca eredità che non riesce però a godere pienamente a causa della mancanza del marito, che fortunatamente tornerà a casa proprio la notte di Natale. Per fare una sorpresa ai suoi figli, che hanno organizzato una divertente trappola, si travestirà da Babbo Natale.

Devo ammettere che anche questo corto non mi ha entusiasmato fino in fondo, forse perché non ho amato particolarmente l’interpretazione di Henry B. Walthall. La vincenda si segue in ogni caso molto più facilmente rispetto a quella di A Pegeant at Home. Tutti gli attori che hanno partecipato a questa vicenda hanno avuto una lunga carriera muta, spesso assieme a Griffith che come sappiamo amava circondarsi di persone di fiducia. Gladys Egan, Kate Bruce, William J. Butler, W. Chrystie Miller, John Tansey, Charles Craig, Anthony O’Sullivan e Mack Sennett sono tutti nomi che chi conosce il cinema muto non può non conoscere.

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– A Christmas Accident – Bannister Merwin (1912)

A Christmas Accident ricorda da vicino A Christmas Carol di Dickens. Abbiamo due famiglie che vivono divise da un muro. Una è povera ma generosa, l’altra è ricca ma arida. Protagonista della vicenda è il vecchio Mr. Gilton (William Wadsworth) che malgrado la gentilezza della moglie Mrs Gilton (Mrs. William Bechtel) è eternamente irritato contro i vicini Mr. Bilton (Augustus Phillips) e Mrs. Bilton (Ida Williams) e i figli tra cui spicca Cora Cordelia (Edna Hammel). Il giorno di Natale sotto una tempesta di neve Mr. Gilton entra per errore nella casa dei vicini con un tacchino che doveva essere la sua cena natalizia. Accolto con amore dai suoi nemici, si commuove e decide di passare la festività con loro.

Ancora una volta un vecchio burbero riesce a farsi impietosire grazie alla magia del Natale. Nel più classico dei cliché per le feste natalizie tutti sono più buoni ed anche il più intollerante dei vicini può diventare caritatevole. Personalmente ho molto apprezzato questo corto e penso sia uno dei più interessanti della raccolta edita dalla Kino Video. I personaggi sono ben caratterizzati senza troppi eccessi e nella sua semplicità la storia riesce a colpire il cuore dello spettatore.

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– The Adventure of the Wrong Santa Claus – Frederic Alfred Kummer (1912)

Questo corto faceva parte della serie del Detective dilettante Octavius, interpetato da Barry O’Moore. Si tratta di piccole commedie in cui Octavius riusciva a risolvere piccoli furti o delitti. Quella di Santa Claus è la dodicesima ed ultima puntata della serie ed è esemplificativa per comprendere anche come dovevano essere le altre puntate.

Octavius (Barry O’Moore) viene chiamato da Mr. Randall (Richard Neill) e Mrs. Bertha Randall (Bliss Milford) per fare Babbo Natale ai bambini. Nella casa c’è però un ladro (Julian Reed) che si traveste a sua volta da Santa Claus per rubare tutti i regali. Segue un divertente inseguimento da cui Octavius uscirà ovviamente vincitore.

L’avventura è molto divertente ed adatta ad un pubblico di qualsiasi età. Il giovane detective dilettante è un personaggio semplice ma ben costruito che attraverso delle divertenti gag riesce a risolvere il caso e rendere felice i bambini.

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Frankenstein – James Searle Dawley (1910)

marzo 10, 2013 4 commenti

Questo del 1910 è il primissimo adattamento cinematografico a noi noto dell’omonimo romanzo di Mary Shelley (1818). Prodotto dalla Edison Studios, venne scritto e diretto da J.S. Dawley. Si tratta, in realtà, di un cortometraggio di una decina di minuti, molto meno drammatico rispetto al romanzo a cui si ispira, pur mantenendo, però, una forte componente horror.

Il Dottor Frankenstein (Augustus Phillips), nel folle tentativo di dar vita alla materia inerte, crea un terribile Mostro (Charles Ogle) che inizia a perseguitarlo. Questi, però, sembra più intenziona a spaventare il suo creatore che non a seminare distruzione. Ammalatosi per lo shock, Frankenstein torna dalla sua amata Elizabeth (Mary Fuller) che vuole finalmente sposare. Il giorno del matrimonio, però, il Mostro torna a perseguitare il suo creatore. Nell’ultima scena Frankestenstein, guidato dall’amore che ha per Elizabeth, si convince della non esistenza del Mostro che scompare all’interno di uno specchio per poi dissolversi. L’amore puro ha finalmente trionfato…

Frankenstein è a tutti gli effetti una storia di fantascienza, dal momento in cui il Dottore, attraverso le sue conoscenze scientifiche, riesce a dare vita ad un essere vivente, seppur in tutta la sua mostruosità. Certo, questo Frankenstein è forse più un alchimista che non uno scienziato e il Mostro, lontano da quanto siamo abituati, prende vita grazie ad intrugli posti in un calderone. Ma la sua nascita è forse ancora più paurosa rispetto a quella che tutti conosciamo. Una massa incadescente e scheletrica, infatti, emerge, fotogramma dopo fotogramma, davanti agli occhi dello spettatore: una scena che colpisce ancora oggi, potete immaginare cosa abbia provocato nello spettatore dell’epoca. Tra gli attori spicca Charles Ogle, grande caratterista del cinema muto, che in un certo qual modo fornisce al suo Mostro tanti elementi caratteristici, tipici in realtà anche delle rappresentazioni teatrali, che accompagneranno i monsters degli anni successivi. Altra scena molto emozionante è quella finale dello specchio, in cui il mostro scompare finalmente e lascia posto all’amore puro. In un certo senso tutto il film è un vero inno all’amore e alla purezza, ma soprattutto al rispetto della dimensione propria dell’uomo. Il Mostro è una sorta di proiezione dei peccati del Dottor Frankenstein e scompare al termine della vicenda assieme ai suoi peccati giovanili.

Il film, a lungo ritenuto perduto, è stato invece conservato grazie ad un collezionista americano, Alois F. Dettlaff, che la acquistò negli anni ’50 pur ignorando per molto tempo il reale valore della pellicola in suo possesso. Quando, intorno alla metà degli anni ’70, ne venne resa nota l’esistenza, partirono i tentativi di restaurare la pellicola. Per fortuna, nonostante lo stato di deterioramento, erano ancora parzialmente conservate le tinte e gli intertitoli originali. Nel 2010, in occasione del centenario del film, la BearManor Media decise di mettere a disposizione di tutti una copia restaurata del film. Inoltre venne pubblicato il libro “Edison’s Frankenstein” di Frederick C. Wiebel Junior. Sempre in occasione del centenario, lo scrittore e regista Dave Mitchell decise di proporre una propria versione di questo cortometraggio noto come “Frankenstein 1910 2010“, con nuovi intertitoli tratti direttamente dal romanzo di Mary Shelley, tinte rinnovate per alcune scene e l’utilizzo della “Danse Macabre” di Camille Saint-Saëns come colonna sonora. Attraverso le modifiche apportate agli intertitoli, Mitchell ha voluto mettere maggior risalto alla necessità del Mostro di essere considerato un amico dal suo creatore. Personalmente preferisco questa seconda versione che ritengo più poetica, nonostante stravolga in gran parte il senso originario del film. Dopo una lunga indecisione ho deciso comunque di proporvi questa seconda versione, ma se desiderate vedere, e vi consiglio di farlo, la versione con gli intertitoli originali potete cliccare qui. Buona visione.

Curiosità: Nel 2003 Chris Yambar (testo) Robb Bihun (disegni) realizzarono un fumetto ispirato a questo film chiamato “Edison’s Frankenstein 1910“. Cliccando qui potete vederne una vignetta.