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Posts Tagged ‘Denis Lotti’

Dal Cinema Ritrovato: Cinefilia Ritrovata e il Cinema Muto parte 3

Ed eccoci all’ultimo appuntamento con il Cinema Muto del Cinema Ritrovato. Questo è stato un anno incredibile, che ho vissuto con maggiore passione ed entusiasmo, e forse anche con maggiore serenità rispetto allo scorso anno. Spero di poterci tornare ancora il prossimo anno. Bando alle ciance, andiamo ai nostri articoli di Cinefilia Ritrovata, gli articoli di questa volta sono stati scritti, oltre che da me, da Marianna Curia, Edoardo Perri, Eugenia Carraro e Thi Hòa Evangelisti. Vi dico che non avevo mai fatto un’intervista in vita mia, beh questa volta ne ho fatte addirittura tre tutte insieme. Due sono state fatte ai maestri Antonio Coppola e Daniele Furlati con cui abbiamo discusso delle sonorizzazioni del film muti e del futuro di questa arte. Con Denis Lotti abbiamo invece parlato di cinema muto italiano da Sperduti nel buio ad Emilio Ghione, cercando di sottolineare l’importanza di una corretta metodologia nella ricerca. Il Cinema Ritrovato non termina qui con E Muto Fu, come lo scorso anno continueremo ad analizzare alcuni film con un taglio diverso oppure parleremo di film che sono stati messi da parte per motivi di…iperproduttività. Vi lascio agli articoli, grazie a tutti per aver partecipato ma soprattutto per leggermi e condividere le vostre passioni.

– Chaplin: The Tramp, Work e Police

Queste sono le comiche che mostrano più di tutte il passaggio dal Chaplin “primitivo” a quello “classico”. Si inizia a vedere il vero talento di Chaplin, quella sua capacità di modulare l’effetto emotivo delle scene e dei personaggi, salvando le proprie opere dalle questioni ormai monotone che erano presenti nei film dell’epoca: l’eroismo ed il sentimentalismo…

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– Why Be Good?

Why be Good? è una delle ultime commedie mute americane. Mute, o quasi del tutto perché il Vitaphone aveva ormai preso piede e la musica registrata per l’accompagnamento è arricchita da suoni coordinati alle immagini…

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– Una settimana con Fantômas

Per chi è nato in una certa generazione Fantômas rimanda alla mente la trilogia anni sessanta regia di André Hunebelle con Louis de Funès, Jean Marais e Mylène Demongeot. Ma prima c’era stato un altro grande Fantômas, muto ma non per questo meno emozionante…

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– Il centenario di Cabiria

Cento anni sono passati da quando il cinema cambiava per sempre. Cabiria di Giovanni Pastrone ha segnato un’epoca ma ha anche modificato indelebilmente il modo di fare film. Senza Cabiria, Birth of Nation non ci sarebbe stato, così come probabilmente tutti i grandi colossal americani dal film di Griffith a oggi. In Cabiria l’immagine, come la storia, è in perenne movimento. La macchina da presa si muove sui carrelli, la storia viene intrecciata e manovrata da Gabriele D’Annunzio, che crea personaggi memorabili ispirandosi alla Roma del III secolo a.C…

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– Intervista al Maestro Antonio Coppola

Per approfondire il lavoro che c’è dietro alla sonorizzazione dei film abbiamo intervistato il Maestro Antonio Coppola che ci ha parlato della sua esperienza personale e del futuro di quest’arte.…

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– La riscoperta di Rosa Porten

Il Cinema Ritrovato 2014 è stata l’occasione per riscoprire le commedie di e con Rosa Porten, una delle pioniere della comicità al femminile. Con il nome enigmatico di Dr. R. Portegg, la Porten firmò almeno diciotto film tra melodrammi e commedie, tutti tra il 1916 e il 1918…

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– Considerazioni finali sulla sezione Dulac

La retrospettiva su Germaine Dulac era forse la più attesa tra quelle dedicate al cinema muto. E per quanto mi riguarda le aspettative sono state rispettate. La Dulac, fin dai suoi primi film muti, dirige un cinema di emancipazione, atto a trasmettere insegnamenti morali che lo spettatore deve cogliere e analizzare. A livello cronologico, dal primo all’ultimo film tra quelli proiettati si nota un’evoluzione davvero interessante, ma anche un filo conduttore netto…

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– Intervista a Daniele Furlati

Daniele Furlati collabora con la Cineteca di Bologna come pianista per il cinema muto. Per il Cinema Ritrovato 2014 ha realizzato le musiche per il programma dei Ritrovati e restaurati degli anni Dieci, Sangue bleu, Fantômas V: le faux magistrat. Marianna Curia e Yann Esvan lo hanno intervistato su tanti argomenti riguardanti il rapporto tra cinema e musica.…

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– Chaplin: A Woman e The Bank

A Woman è l’ultima delle tre interpretazioni femminili che Chaplin fece in carriera. La prima fu in A Busy Day e successivamente The Masquerader. Con la proiezione di A Woman abbiamo la possibilità di notare una delle caratteristiche delle opere di Chaplin, che è quel tono scanzonato e dissacratorio con cui tratta qualsiasi aspetto del mondo che rappresenta. Questa pellicola scatenò l’ira della critica più perbenista, che ammonì Chaplin per aver portato in scena il tema del travestitismo, e in particolare per aver mostrato due donne e due uomini nell’atto di scambiarsi un bacio…

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– Shanghaied e Charlie Chaplin’s Burlesque on Carmen

In Shanghaied, il proprietario di un battello, intende affondare la sua nave nel suo ultimo viaggio per ottenere i soldi dell’assicurazione. Qui Charlot è un vagabondo in amore con la figlia del proprietario, che viene ingaggiato dal capitano e lo aiuta ad arruolare alcuni marinai. Intanto di nascosto sul battello s’imbarca anche la figlia del proprietario per seguire Charlot che è all’oscuro di tutto…

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– La vedova allegra

Acclamato dal pubblico al punto di essere nominato “miglior film realizzato a Hollywood nel 1926”, il capolavoro di Erich Von Stroheim torna a farci rivivere i fasti del grande cinema muto; merito, anche, dell’imprescindibile accompagnamento dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, sotto la bacchetta di Stefanos Tsialis. Il soggetto si rifà liberamente all’operetta omonima di Franz Lehár, antecedente di un ventennio la pellicola, e ne distilla l’essenza…

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– Intervista a Denis Lotti

Ho avuto il piacere di intervistare Denis Lotti, docente all’università di Padova, su Sperduti ne Buio, documentario proiettato durante il Cinema Ritrovato 2014, ma anche su Emilio Ghione, di cui si occupa da diversi anni, e sulla metodologia di ricerca per l’identificazione dei film frammentari o comunque non immediatamente riconoscibili…

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I Topi Grigi – Emilio Ghione (1918)

ottobre 6, 2012 4 commenti

In uno dei primissimi post avevo parlato dello splendido Fantômas di Louis Feuillade, serial della Gaumont in cinque episodi che riscosse un grande successo ed ebbe immancabilmente una grande influenza anche sulle produzioni italiane. All’epoca avevo ad esempio parlato di Diabolik, mi ero dimenticato di citare un altro grande personaggio ormai quasi dimenticato: Za la Mort di Emilio Ghione. Negli anni ’10, in realtà, opere di questo genere erano molto amate in Francia, in particolare possiamo ricordare la serie di Zigomar, ma anche Arsène Lupin e Rocambole che sebbene non avessero ancora avuto una trasposizione sul grande schermo, hanno contribuito contribuirono certamente ad influenzare la creazione di Ghione. Il personaggio di Za la Mort venne interpretato per la prima volta nel 1914 nel film “Nelly la gigolette o La danzatrice della Taverna Nera“. Ma è con “Il Triangolo Giallo“, ma soprattutto con “I Topi Grigi”, serial di otto episodi prodotti dalla Tiber, che il personaggio raggiunse l’apice del successo.

La serie di cui ci stiamo occupando era così composta:

1. La busta nera 2. La tortura 3. Il covo 4. La rete di corda 5. La corsa al milione 6. Aristocrazia canaglia 7. 6000 wolts 8. A mezza quaresima

Gli episodi, conservati presso la Cineteca di Bologna, sono stati proiettati l’ultima volta nell’estate del 2008 in occasione della pubblicazione della monografia di Denis LottiEmilio Ghione. L’ultimo apache. Vita e film di un divo italiano” edita dalla Cineteca stessa. Non esiste, purtroppo, una edizione in DVD ma gli episodi 2 e 3 sono stati rilasciati in VHS almeno dalla Mondadori video nel 1995 grazie ad un lavoro di restauro operato dalla Cineteca di Bologna e dalla Cinémathèque Royale de Belgique (CRB). Proprio questa è l’edizione che sono riuscito a visionare e sebbene solo due siano gli episodi fruibili, per altro in una posizione “scomoda”, ovvero posizionati dopo il capitolo iniziale ma prima dell’inizio vero e proprio dell’azione, essi aiutano a far capire la personalità dell’eroe creato da Ghione.

Za la Mort (Emilio Ghione) è un ladro galantuomo, abile trasformista, che nonostante viva nella macchia segue un suo codice etico ben preciso. Proprio per questo si ritroverà a combattere la banda dei Topi Grigi, composta da banditi senza scrupoli, capitanata da Grigione (Albert-Francis Bertoni). Il nostro eroe potrà contare sull’amata Za la Vie (Kally Sambucini, sua compagna anche nella vita) e il caro Leo (Alfredo Martinelli) che lui stesso ha salvato dalle grinfie dei Topi Grigi.

Za la Mort continuerà a comparire in numerose altre pellicole fino al 1924 con “Zalamort: L’incubo di Zalavie“, film girato in Germania, dove Ghione era andato ormai quasi povero alla ricerca di un nuovo punto di partenza. Purtroppo, però, non riuscì a ritrovare il successo e, ormai ridotto in miseria, morì di tisi a Roma nel Gennaio del 1930. Con l’avvento del sonoro le avventure di questo splendido personaggio multiforme verranno dimenticate, nonostante il figlio, nel 1947, abbia tentato di riportarle in vita con il film “Fumeria d’oppio” con lo stesso Pierfrancesco Ghione (che qui assunse il nome di Emilio Ghione Jr.) nel ruolo del celebre criminale. L’operazione non ebbe purtroppo successo e il personaggio tornò nell’oblio.

Da una rapida ricerca mi sembra di aver intuito che escludendo “I Topi Grigi” le avventure di Za la Mort non siano state conservate (ma aspetto eventuali smentite da parte degli amici di Sempre in Penombra), un vero peccato visti i presupposti dei due episodi che ho potuto vedere. Ma perché non far uscire una bella edizione in DVD? La speranza è sempre l’ultima a morire, ma sinceramente temo che dovrò aspettare tanto tempo prima di poter visionare gli altri episodi della serie. Forse per i Cento anni la Cineteca di Bologna potrebbe regalarci qualche sorpresa.

Approfondimenti 1: per maggiori informazioni su Za la Mort in generale vi consiglio questa pagina presa dal sito “Corto in Corto” che spiega qualche retroscena ed ha anche una pagina dedicata a “I Topi Grigi”.

Approfondimenti 2: riguardo invece il remake del ’47 vi rimando a questa splendida recensione d’epoca riportata da “Sempre in Penombra” con tanto di intervento della pronipote di Emilio Ghione.

Vi auguro una buona lettura e spero buona visione nel caso riusciate a recuperare il VHS in qualche modo.