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Posts Tagged ‘Fantômas’

I Topi Grigi – Emilio Ghione (1918)

ottobre 6, 2012 4 commenti

In uno dei primissimi post avevo parlato dello splendido Fantômas di Louis Feuillade, serial della Gaumont in cinque episodi che riscosse un grande successo ed ebbe immancabilmente una grande influenza anche sulle produzioni italiane. All’epoca avevo ad esempio parlato di Diabolik, mi ero dimenticato di citare un altro grande personaggio ormai quasi dimenticato: Za la Mort di Emilio Ghione. Negli anni ’10, in realtà, opere di questo genere erano molto amate in Francia, in particolare possiamo ricordare la serie di Zigomar, ma anche Arsène Lupin e Rocambole che sebbene non avessero ancora avuto una trasposizione sul grande schermo, hanno contribuito contribuirono certamente ad influenzare la creazione di Ghione. Il personaggio di Za la Mort venne interpretato per la prima volta nel 1914 nel film “Nelly la gigolette o La danzatrice della Taverna Nera“. Ma è con “Il Triangolo Giallo“, ma soprattutto con “I Topi Grigi”, serial di otto episodi prodotti dalla Tiber, che il personaggio raggiunse l’apice del successo.

La serie di cui ci stiamo occupando era così composta:

1. La busta nera 2. La tortura 3. Il covo 4. La rete di corda 5. La corsa al milione 6. Aristocrazia canaglia 7. 6000 wolts 8. A mezza quaresima

Gli episodi, conservati presso la Cineteca di Bologna, sono stati proiettati l’ultima volta nell’estate del 2008 in occasione della pubblicazione della monografia di Denis LottiEmilio Ghione. L’ultimo apache. Vita e film di un divo italiano” edita dalla Cineteca stessa. Non esiste, purtroppo, una edizione in DVD ma gli episodi 2 e 3 sono stati rilasciati in VHS almeno dalla Mondadori video nel 1995 grazie ad un lavoro di restauro operato dalla Cineteca di Bologna e dalla Cinémathèque Royale de Belgique (CRB). Proprio questa è l’edizione che sono riuscito a visionare e sebbene solo due siano gli episodi fruibili, per altro in una posizione “scomoda”, ovvero posizionati dopo il capitolo iniziale ma prima dell’inizio vero e proprio dell’azione, essi aiutano a far capire la personalità dell’eroe creato da Ghione.

Za la Mort (Emilio Ghione) è un ladro galantuomo, abile trasformista, che nonostante viva nella macchia segue un suo codice etico ben preciso. Proprio per questo si ritroverà a combattere la banda dei Topi Grigi, composta da banditi senza scrupoli, capitanata da Grigione (Albert-Francis Bertoni). Il nostro eroe potrà contare sull’amata Za la Vie (Kally Sambucini, sua compagna anche nella vita) e il caro Leo (Alfredo Martinelli) che lui stesso ha salvato dalle grinfie dei Topi Grigi.

Za la Mort continuerà a comparire in numerose altre pellicole fino al 1924 con “Zalamort: L’incubo di Zalavie“, film girato in Germania, dove Ghione era andato ormai quasi povero alla ricerca di un nuovo punto di partenza. Purtroppo, però, non riuscì a ritrovare il successo e, ormai ridotto in miseria, morì di tisi a Roma nel Gennaio del 1930. Con l’avvento del sonoro le avventure di questo splendido personaggio multiforme verranno dimenticate, nonostante il figlio, nel 1947, abbia tentato di riportarle in vita con il film “Fumeria d’oppio” con lo stesso Pierfrancesco Ghione (che qui assunse il nome di Emilio Ghione Jr.) nel ruolo del celebre criminale. L’operazione non ebbe purtroppo successo e il personaggio tornò nell’oblio.

Da una rapida ricerca mi sembra di aver intuito che escludendo “I Topi Grigi” le avventure di Za la Mort non siano state conservate (ma aspetto eventuali smentite da parte degli amici di Sempre in Penombra), un vero peccato visti i presupposti dei due episodi che ho potuto vedere. Ma perché non far uscire una bella edizione in DVD? La speranza è sempre l’ultima a morire, ma sinceramente temo che dovrò aspettare tanto tempo prima di poter visionare gli altri episodi della serie. Forse per i Cento anni la Cineteca di Bologna potrebbe regalarci qualche sorpresa.

Approfondimenti 1: per maggiori informazioni su Za la Mort in generale vi consiglio questa pagina presa dal sito “Corto in Corto” che spiega qualche retroscena ed ha anche una pagina dedicata a “I Topi Grigi”.

Approfondimenti 2: riguardo invece il remake del ’47 vi rimando a questa splendida recensione d’epoca riportata da “Sempre in Penombra” con tanto di intervento della pronipote di Emilio Ghione.

Vi auguro una buona lettura e spero buona visione nel caso riusciate a recuperare il VHS in qualche modo.

L’Uomo Meccanico – André Deed (1921)

settembre 14, 2011 4 commenti

Con L’Uomo Meccanico il regista, attore e sceneggiatore André Deed ci mette di fronte a un film particolare di cui non possiamo godere pienamente a causa della pessima conservazione della pellicola. A lungo ritenuta perduta, infatti, ne è stata ritrovata una porzione di 740 metri in portoghese presso la Cinemateca Brasileira di San Paolo in Brasile. Secondo il visto della censura la lughezza doveva essere di 1821 metri, per una lunghezza di un’ora circa. La pellicola è stata poi recuperata e restaurata nei primi anni ’90 dalla Cineteca di Bologna. La Cineteca, nei primi secondi del film, ci racconta la storia del restauro riferendo quella che doveva essere la trama completa. L’Uomo Meccanico doveva essere il secondo film di una trilogia, il cui primo capitolo era Il documento umano (del 1920 e andato perduto) e il terzo Gli strani amori di Mado, mai prodotto per motivi poco noti.

Uno scienziato costruisce un uomo meccanico che presenta capacità fisiche superiori a quelle di un normale uomo mosso da onde elettriche e controllato tramite un “tele-visore”. L’inventore viene ucciso da una banda di criminali, guidata dalla mascherata Mado (Valentina Frascaroli), che cerca di ottenere le istruzioni per comandare il robot. I malviventi vengono però catturati dalla polizia. -la pellicola inizia da questo punto- Mado riesce a fuggire e, dopo aver rapito Elena D’Ara (Matilde Lambert), la nipote dell’inventore, ottiene il controllo dell’uomo meccanico. Sotto shock, la giovane ragazza si riprende grazie alla simpatia di Modestino detto Saltarello (André Deed). Il robot, intanto, inizia la sua opera distruttrice che verrà fermata solo quando il fratello dell’inventore costruirà un secondo uomo meccanico. In uno scontro avvincente, grazie anche allo zampino di Saltarello, il robot di Mado viene sconfitto e lei perde la vita a causa di un corto-circuito.

André Deed, nome d’arte di Henri André Augustin Chapais, era noto in Italia come Cretinetti e aveva una lunga carriera comica alle spalle. Questo film stordisce perché unisce elementi fantascientifici ad elementi comici, creando come due storie parallele. Gli elementi farseschi non sembrano essere compatibili con la drammaticità degli eventi, lasciando alquanto sbigottiti. Attrice di spicco del film era Valentina Frascaroli, nonché moglie di André, una vera e propria diva del cinema italiano e francese. Fu molto amata da Fellini che la volle, negli anni ’50, ne “lo Sceicco Bianco“, ne “la Strada” e ne “i Vitelloni“. La Frascaroli interpreta alla perfezione la parte della spietata criminale, le cui gesta mi hanno ricordato Fantômas di Feuillade (specialmente nella scena della fuga rocambolesca). Nel film, ricco di presenze femminili, non mancano scene “sensuali”. La più enigmatica è quella in cui, durante il ballo in maschera, l’Uomo Meccanico rapisce Elena scoprendole il seno. L’assurdità della situazione fa sorridere, per quanto possa essere una scena ammiccante per un pubblico maschile, che vantaggio avrebbe un robot a denudare la povera Elena? Forse è un riferimento alle sculture classiche che non ho colto, in compenso la scena mi ha lasciato perplesso. Tralasciando queste “scene osè“, bisogna dire che il film nel suo complesso non convince, anche se risulta interessante per il contenuto. La lotta tra mostri meccanici è sicuramente un elemento presente nel nostro immaginario. Nella mia memoria di infanzia ricordo addirittura una storia di Topolino dalla trama molto simile in cui Paperone e la Banda Bassotti si sfidavano con dei robot deposito. Non so se il riferimento fosse proprio al nostro uomo meccanico ma di certo la presenza di questo elemento fa riflettere.

Il film è disponibile in DVD con didascalie in inglese edito dalla Alpha Video, altrimenti si può cercare di reperire l’edizione VHS della Cineteca di Bologna. Per maggiori informazioni riguardo al film vi consiglio questo articolo preso dal blog cinemante/cinemasema.

Fantômas – Louis Feuillade (1913-1914)

agosto 12, 2011 7 commenti

Dopo aver parlato di due splendidi muti americani ci spostiamo in una terra a me tanto vicina come la Francia che ci ha regalato tante emozioni agli albori del cinema muto ma i cui frutti sono stati spesso dimenticati. Louis Feuillade è sicuramente degno di essere ricordato per i suoi fantastici film a puntate, che hanno contribuito a rendere grande la prima Gaumont, “la più antica casa cinematografica tutt’ora in attività“. Il grande successo viene raggiunto proprio grazie a Fantômas, adattazione dei romanzi di Marcel Allain e Pierre Souvestre, che hanno influenzato anche la cultura nostrana dando vita a un personaggio tanto straordinario come Diabolik.

Con Feuillade si afferma l’idea del Serial: vengono prodotti diversi episodi spezzettati in diverse puntate. Nel caso di Fantômas abbiamo cinque episodi suddivisi in circa 18 puntate totali. Di seguito riporto i titoli che compongono la cinquina:

1. À l’ombre de la guillotine (1913)
2. Juve contre Fantômas (1913)
3. Le Mort Qui Tue (1913)
4. Fantômas contre Fantômas (1914)
5. Le Faux Magistrat (1914)

Ma chi è questo Fantômas? Probabilmente qualcuno avrà avuto modo di vedere le trasposizioni con il grande Louis De Funes e Jean Marais, quindi saprà già la risposta. Fantômas (qui interpretato da René Navarre) è un criminale noto per le sue capacità di trasformismo. Questi agisce insieme ai suoi numerosi complici tra cui spicca Lady Beltham (la celebre Renée Carl). A cercare di bloccare i suoi terribili piani, ci penseranno l’Ispettore Juve (Edmund Breon) e il suo amico giornalista Fandor (Georges Melchior). Inutile cercare di raccontare la trama di ogni singolo episodio, le vicende si incastrano tra loro fino a formare un unico gigantesco film. Fantômas è un bandito inarrivabile, che anche quando sembra essere ormai spacciato riesce a sfuggire alla cattura grazie a trucchi di ogni tipo. La sua capacità di reinventarsi e la sua invettiva, catturano chi vede la vicenda e rendono questo personaggio, pur tanto malvagio, quasi simpatico. Grazie a questi stratagemmi, ogni episodio è caratterizzato da momenti ad alta tensione, che contribuiscono a tenere incollati allo schermo.

Ho avuto il piacere di vedere la versione restaurata e il risultato mi ha davvero stupito. Immagine generalmente molto nitida e pulita, sonoro limpido e un’ottima ricostruzione delle didascalie. Al contrario di quanto ero abituato, mi sono trovato di fronte a una serie di episodi con tanta azione e poco spazio alle parole. Le immagini parlano da sè, nessuna frase è mai superflua, niente è in surplus. Bellissime le riprese in telecamera fissa che riescono a donare una grande idea di movimento all’azione. A volte però questo espediente rallenta di molto il ritmo della vicenda, Feuillade sembra voler catturare ogni movimento e d espressione degli attori, quasi a rappresentare la vicenda a presa diretta, come se stesse avvenendo realmente in quel preciso momento. Gli attori si muovono ed agiscono all’interno del quadro della telecamera, dando vita e spessore alle vicende narrate da Allain e Souvestre. Bellissimo il gioco dei travestimenti reciproci che contribuiscono a creare numerosi colpi di scena a volte del tutto inattesi.

Fantômas è una piccola perla che consiglio vivamente di vedere. Tra non troppo tempo spero di dedicarmi a un’altra celebre produzione di Feuillade, Les vampires.