Archivio

Posts Tagged ‘Renée Carl’

L’agonia di Bisanzio (L’agonie de Byzance) – Louis Feuillade (1913)

agosto 24, 2011 Lascia un commento

L’agonie de Byzance è un film epico che ripropone in circa 30minuti uno degli avvenimenti più importanti della storia mondiale: la caduta di Costantinopoli del 1453. Feuillade ci propone la vicenda da un punto di vista tutt’altro che imparziale, insistendo sulla crudeltà e barbarie degli invasori musulmani, che infieriscono sulla popolazione ormai inerte. Gli eventi vengono ripresi attraverso unala telecamera fissa ad altezza d’uomo, che il regista aveva saputo sfruttare egregiamente in Fantômas, ma che mostra tutti i suoi limiti in un film di questo tipo: le scene sono spesso eccessivamente cariche di personaggi  tanto da creare confusione e costringere, talvolta, addirittura  a tagliare dei personaggi fuori dall’inquadratura (come avviene a Maometto II, in una delle prime fasi del racconto). Nel complesso il Feuillade ci presenta un lavoro davvero ottimo, raccontando con la giusta carica espressiva l’agonia di una delle potenze più importanti di sempre.

La vicenda è ambientata a Bisanzio negli ultimi giorni prima della conquista Ottomana. L’imperatore Costantino XI Paleologo (Luitz-Morat) prepara la difesa della città grazie all’aiuto di alcuni tra i più valenti condottieri, tra cui Giovanni Giustiniani Longo (il nostro Georges Melchior). Maometto II (Albert Reusy)  ha però la meglio e il suo esercito conquista la città, depredando e facendo prigionieri. Nelle ultime scene, veniamo a conoscenza della sorte delle donne di Bisanzio, vendute come schiave, e dell’imperatore. Tra le attrici ritroviamo anche una nostra vecchia conoscenza: Renée Carl (amante di Fantômas nell’omonimo serial), come moglie dell’imperatore, che ebbe un ampio successo nel cinema francese, in particolare presso Gaumont.

Il film spicca per la sua grandiosità. In alcune scene figurano un centinaio di comparse, le scenografie sono imponenti, così come l’impiego di mezzi. Basta vedere qualche minuto per rendersi conto del lavoro fatto per rendere la grandezza dell’assedio pur con mezzi così limitati. La cura dei dettagli traspare anche nei costumi, di ottima fattura. La musica, trionfale, è composta dal grande Henri Février, noto per la sua attività operistica.  Non dimentichiamo che in quel periodo si andò diffondendo un tipo di rappresentazione in “Teatri cinematografici”: “appellazione che, nel periodo muto, ha generato un tipo particolare di accompagnamento musicale, dove la musica “de fosse” (extra-diegetica) doveva interpretare uno spettacolo teatrale  bidimensionale che si svolgeva su uno schermo” (da un interessantissimo articolo de La Cinémathèque française che si sofferma sulle partiture per i film della Gaumont rimaste intatte – tr. Esvan Y.) La recitazione stessa appare molto vicina a quella teatrale, in particolare nelle scene più drammatiche, come quella della violenza ai danni delle donne. Proprio su di esse si concentra il regista, forse ad evidenziare l’avversità nei confronti degli Ottomani che le vendono come schiave, trattandole in maniera disumana. Grande impatto doveva avere anche l’ingresso all’interno di Santa Sofia, gremita di costantinopolitani in preghiera. Qui prima viene fatta strage dei cristiani, poi si catturano le donne ed, infine, avviene la somma profanazione quando gli invasori pregano il loro Dio in una chiesa consacrata. Apice della brutalità, la decapitazione di Costantino proprio a Santa Sofia, e la successiva esultanza di Maometto II alla vista della testa del suo avversario.

L’agonie de Byzance” è un film straordinario, in cui vengono sfruttati al massimo tutti i mezzi a disposizione per l’epoca, ma che presenta comunque dei limiti. Nel 2008 questa piccola perla è stata riproposta dalla casa di produzione in una veste completamente restuarata all’interno del cofanetto “Gaumont – Le Cinéma Premier (1897-1913)“.

Fantômas – Louis Feuillade (1913-1914)

agosto 12, 2011 7 commenti

Dopo aver parlato di due splendidi muti americani ci spostiamo in una terra a me tanto vicina come la Francia che ci ha regalato tante emozioni agli albori del cinema muto ma i cui frutti sono stati spesso dimenticati. Louis Feuillade è sicuramente degno di essere ricordato per i suoi fantastici film a puntate, che hanno contribuito a rendere grande la prima Gaumont, “la più antica casa cinematografica tutt’ora in attività“. Il grande successo viene raggiunto proprio grazie a Fantômas, adattazione dei romanzi di Marcel Allain e Pierre Souvestre, che hanno influenzato anche la cultura nostrana dando vita a un personaggio tanto straordinario come Diabolik.

Con Feuillade si afferma l’idea del Serial: vengono prodotti diversi episodi spezzettati in diverse puntate. Nel caso di Fantômas abbiamo cinque episodi suddivisi in circa 18 puntate totali. Di seguito riporto i titoli che compongono la cinquina:

1. À l’ombre de la guillotine (1913)
2. Juve contre Fantômas (1913)
3. Le Mort Qui Tue (1913)
4. Fantômas contre Fantômas (1914)
5. Le Faux Magistrat (1914)

Ma chi è questo Fantômas? Probabilmente qualcuno avrà avuto modo di vedere le trasposizioni con il grande Louis De Funes e Jean Marais, quindi saprà già la risposta. Fantômas (qui interpretato da René Navarre) è un criminale noto per le sue capacità di trasformismo. Questi agisce insieme ai suoi numerosi complici tra cui spicca Lady Beltham (la celebre Renée Carl). A cercare di bloccare i suoi terribili piani, ci penseranno l’Ispettore Juve (Edmund Breon) e il suo amico giornalista Fandor (Georges Melchior). Inutile cercare di raccontare la trama di ogni singolo episodio, le vicende si incastrano tra loro fino a formare un unico gigantesco film. Fantômas è un bandito inarrivabile, che anche quando sembra essere ormai spacciato riesce a sfuggire alla cattura grazie a trucchi di ogni tipo. La sua capacità di reinventarsi e la sua invettiva, catturano chi vede la vicenda e rendono questo personaggio, pur tanto malvagio, quasi simpatico. Grazie a questi stratagemmi, ogni episodio è caratterizzato da momenti ad alta tensione, che contribuiscono a tenere incollati allo schermo.

Ho avuto il piacere di vedere la versione restaurata e il risultato mi ha davvero stupito. Immagine generalmente molto nitida e pulita, sonoro limpido e un’ottima ricostruzione delle didascalie. Al contrario di quanto ero abituato, mi sono trovato di fronte a una serie di episodi con tanta azione e poco spazio alle parole. Le immagini parlano da sè, nessuna frase è mai superflua, niente è in surplus. Bellissime le riprese in telecamera fissa che riescono a donare una grande idea di movimento all’azione. A volte però questo espediente rallenta di molto il ritmo della vicenda, Feuillade sembra voler catturare ogni movimento e d espressione degli attori, quasi a rappresentare la vicenda a presa diretta, come se stesse avvenendo realmente in quel preciso momento. Gli attori si muovono ed agiscono all’interno del quadro della telecamera, dando vita e spessore alle vicende narrate da Allain e Souvestre. Bellissimo il gioco dei travestimenti reciproci che contribuiscono a creare numerosi colpi di scena a volte del tutto inattesi.

Fantômas è una piccola perla che consiglio vivamente di vedere. Tra non troppo tempo spero di dedicarmi a un’altra celebre produzione di Feuillade, Les vampires.