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Posts Tagged ‘Georg Jacoby’

Altre Piccole Fiammiferaie Muta

dicembre 22, 2013 1 commento

Continuando le ricerche dopo la pubblicazione del precedente articolo riguardo le diverse incarnazioni mute del racconto di Andersen, ho trovato sotto il nome inglese del titolo altri due adattamenti di cui uno è sopravvissuto. Mentre l’adattamento americano di Robert Olsson non sono stato in grado di capire se è effettivamente stato conservato, la versione brittanica del 1914 diretta da Percy Nash è fortunatamente disponibile ed inclusa all’interno del cofanetto Screening the Poor 1888-1914 edito dalla Filmmuseum 64.

– The Little Match Seller – Percy Nash (1914)

Forse la versione che preferisco tra gli adattamenti del racconto grazie anche ad un bel restauro e un accompagnamento musicale veramente ben fatto. La piccola venditrice di fiammiferi, di cui non è noto il nome, colpisce per la sua maturità nell’interpretazione. Pur nella semplicità, il corto riesce a sviluppare bene la vicenda ed i personaggi mettendo in risalto la crudezza della povertà e della condizione della bambina, senza madre e maltrattata dal padre, ma riuscendo a non rendere troppo drammatico il finale che diventa una sorta di dolce salvezza finale tra le braccia della madre.

Lontano dall’astrazione della versione di Jean Renoir, questo adattamento del racconto di Andersen colpisce per la sua realtà che però non è esasperata ma stemperata con maestria. Questa è forse l’unica vera versione che meriterebbe di entrare nel Progetto Natale in quanto è effettivamente ambientato il giorno della vigilia invece che a capodanno.

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– The Little Match Seller – Lanterna Magica (1905)

All’interno dello stesso dvd si trova un interessante adattamento per lanterna magica americana che con poche immagini riproponeva la vicenda della piccola fiammiferaia. I disegni sono molto ben curati e i curatori del dvd hanno deciso di lasciare ad una voce fuori campo il compito di descrivere quanto si sta vedendo. Si tratta di un elemento che impreziosisce molto il lavoro fatto dalla Filmmuseum 64 e di cui vi lascio un’immagine a lato. All’interno del cofanetto sono state inserite molte altre lanterne magiche molto interessanti che valgono forse da sole il prezzo di acquisto.

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– Christmas Day in the Workhouse – George W. Pearson (1914)

Teoricamente questo corto non rientrerebbe all’interno del discorso relativo alla Piccola Fiammiferaia ma ci tengo ad inserire qui questo cortometraggio perché rientra all’interno del cofanetto Screening the Poor che conteneva le produzioni di cui ho appena parlato. George W. Pearson mette in scena la poesia “In the Workhouse – Christmas Day” di George R. Sims.

Un povero, durante il pranzo di Natale offerto dai ricchi ai più poveri, un uomo (Fred Paul) si rifiuta di accettare da mangiare in quanto in passato, quando aveva bisogno di cibo per curare la sua povera moglie malata, nessuno aveva voluto aiutarlo nonostante le sue insistenti richieste. Dopo essersi lanciato nella pesante invettiva contro l’ipocrisia dei ricchi, l’uomo muore davanti ai loro occhi.

La poesia, così come il corto che mette i brani del testo originario nelle didascalie, è un’accusa contro l’ipocrisia di coloro che si occupano degli altri solo a Natale, lasciando nel resto dell’anno le persone meno fortunate nella disperazione. Non certo un singolo pasto può cancellare le sofferenze di chi non riesce a consumare un pasto regolare ed è così maggiormente esposto a malattie e condizioni di degrado sociale e morale. Questo corto è impreziosito dalla bella interpretazione di Fred Paul, attore e regista naturalizzato britannico estremamente prolifico.

Quo Vadis? – Enrico Guazzoni (1912)

luglio 11, 2013 Lascia un commento

Dal romanzo del polacco Henryk Sienkiewicz pubblicato nel 1895 sono stati fatti un numero molto alto di adattamenti. Quello di Enrico Guazzoni, per altro, non è neanche il primo ma come minimo il secondo dopo la versione con regia di Lucien Noguet e Ferdinand Zecca del 1901. Ma Quo Vadis? del 1912 segna di fatto l’affermazione di un genere storico antiquario che il cinema italiano esporterà per diversi anni con successo anche all’estero. Vengono così giustificati gli enormi sforzi economici fatti dalla Cines per la realizzazione della pellicola.

Quo Vadis? racconta la storia dell’incendio di Roma da parte di Nerone (Carlo Cattaneo) e delle vicende legate alla comunità cristiana della città a cui il romano Vinicio (Amleto Novelli) si avvicina per amore di Licia (Lea Giunchi). Non mancano combattimenti con il forzuto Ursus (Bruno Castellani), personaggi meschini come Chilo (Augusto Mastripietri) e Tigellino (Cesare Moltroni) e vittime del dissenzo all’imperatore come Petronio (Gustavo Serena). Il finale portà in scena il suicidio di Nerone ormai destituito dal suo impero.

Quello che colpisce di questo film è la sfarzosità delle scene, accompagnate da una scenografia accuratissima, nonché da una grandissima quantità di comparse che contribuiscono a rendere alcune scene decisamente memorabili. Si tratta di un kolossal a tutti gli effetti che ispirerà le grandi produzioni future del genere. Sebbene non manchino alcuni elementi che possono far sorridere un pubblico moderno, anche la costruzione della trama e delle scene è decisamente ben fatta. Non possono non stupire le scene di combattimenti o di leoni, che diventeranno poi un must di questo tipo di film. Ma qui il tutto è reso ancora più ad effetto con l’alternarsi di due scene: la prima con l’arrivo dei leoni, la seconda che avviene dopo un brevissimo stacco e che ci presenta i leoni che banchettano tra i resti delle ossa dei cristiani uccisi. La versione del 1912 ebbe un tale successo da essere esportata e proiettata anche in America. Nel 1925 ne venne così girata un’altra versione muta con Gabriellino D’Annunzio e Georg Jacoby alla regia. Entrambe le versioni continueranno a circolare ed essere viste ancora per molti anni e bisognerà aspettare il pluripremiato adattamento del 1951 per ritrovare Quo Vadis? in tutto il suo splendore.

Curiosità: ad un tratto, in una scena ambientata in una capanna abitata da cristiani, fa la sua apparizione una luccicante falce con martello che richiama immediatamente alla mente i film sovietici.Sembra che i due simboli fossero accostati già dalla fine dell’800 ai movimenti proletari e socialisti. Vennero poi incrociati fino a formare il noto simbolo dopo la rivoluzione. Difficilmente qui, nel 1912, i due simboli avevano un qualche significato politico, ma è un particolare che nel corso della proiezione al Cinema Ritrovato ha destato molto stupore e non poche risate.

Approfondimento: consiglio a tutti la lettura di questo splendido articolo pubblicato su Sempre in Penombra.

Cinema Ritrovato: rimando all’articolo pubblicato per Cinefilia Ritrovata.