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Posts Tagged ‘Graham Cutts’

The Return of The Rat – Graham Cutts (1929)

gennaio 28, 2013 1 commento

The Return of The Rat è il terzo e ultimo capitolo della saga interpretata da Ivor Novello e diretta da Graham Cutts. Forte del successo della serie, infatti, la Gainsborough Pictures decise di sfidare l’arrivo del sonoro con un’ultima grande avventura muta dell’Apache parigino The Rat. Ancora una volta accanto a Novello ritroviamo Isabel Jeans e Marie Ault (icona del White Coffin Club). La trama non sembra particolarmente legata al precedente The Triumph of The Rat.

Pierre Boucheron alias The Rat (Ivor Novello), ha finalmente sposato Zélie de Chaumet (Isabel Jeans). Questa però, inguaribile conquistatrice, lo tradisce con Henri de Verrat (Bernard Nedell), con il quale ha contratto un debito di gioco. Pierre, ignaro del tradimento, riprende a frequentare il suo amato White Coffin Club gestito dalla solita Mère Colline (Marie Ault) aiutata dalla giovane Lisette (Mabel Poulton). Durante la sua assenza il perfido Morell (Gordon Harker) ha iniziato a spadroneggiare nel locale, sfruttando il timore che riesce a incutere per farsi servire e riverire. Questo atteggiamento scatena la pronta reazione di Pierre, il quale però verrà presto distolto da ben altri problemi. Quando, infatti, il nostro The Rat scopre che la sua amata Zélie lo tradisce, decide di sfidare a duello de Verrat, mettendo a rischio la sua stessa vita in un combattimento all’ultimo sangue…

Questo terzo capitolo non aggiunge niente di nuovo alla due precedenti trasposizioni dell’apache parigino, ma fornisce un finale definitivo alla saga dopo quello sorprendente di The Triumph of The Rat. Ancora una volta la pellicola ripropone tutti i cliché riguardanti la borghesia (parigina in particolare) e così ritroviamo i balli in maschera, le gare di cavalli e i duelli d’onore. Il personaggio interpretato da Novello chiude idealmente un cerchio che lo riporta alle sue origini e al ruolo per cui è diventato celebre. Ancora una volta, del resto, l’attore dimostra di trovarsi a suo agio nei panni del giovane criminale dal cuore d’oro. Bella anche la prova di Isabel Jeans che riesce a non rendere il suo personaggio indigesto nonostante questi resti sostanzialmente identico nel corso dei tre capitoli della saga. Ottima la scelta di scritturare Mabel Poulton, la quale, sempre per chiudere il cerchio aperto con il primo capitolo, riporta alla mente Odile interpretata da Mae Marsh nel primo The Rat. Pur non essendo molto originale, questo terzo episodio non manca di colpi di scena e di scene adrenaliniche ben riuscite.

Dopo aver visto tutti gli episodi della serie posso dire di aver preferito The Return of The Rat a “The Triumph”, anche se il primo resta sicuramente più riuscito.

The Return of The Rat è l’unico film della trilogia ad essere stato rilasciato in DVD, in questo caso dalla Grapevine. La qualità è leggermente migliore agli altri due capitoli, ma non aspettatevi niente di eclatante. Film consigliato solo a chi ha amato il primo The Rat.

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The Triumph of the Rat – Graham Cutts (1926)

dicembre 23, 2012 3 commenti

Visto il grande successo del primo The Rat, la  Gainsborough Pictures decise di mettere subito in cantiere  un seguito della serie. Questa volta la sceneggiatura non vedeva però coinvolto Ivor Novello, ma lo stesso Graham Cutts, a cui venne nuovemente affidata la regia, in collaborazione con Reginald Fogwell. Il risultato è un film dallo stampo decisamente diverso rispetto al primo The Rat, e sotto diversi aspetti mi è apparso meno coinvolgente. Molti degli attori presenti nel primo capitolo parteciparono anche a The Trimph of The Rat, grande assente la sola Mae Marsh (ormai praticamente ritiratasi dalle scene).

Pierre Boucheron alias The Rat (Ivor Novello), ha abbandonato la vita dei bassifondi per frequentare la nobiltà parigina. Zélie de Chaumet (Isabel Jeans), anche se ancora innamorata di Pierre, vive nella ricchezza grazie alle elargizioni dell’ennesimo anziano facoltoso, il Conte Henri Mercereau (Lewin Mannering, attore polacco che sarebbe morto pochi anni dopo). La situazione precipita quando The Rat scommette con Zélie di riuscire a sedurre la bella Madeleine de l’Orme (la russa Nina Vanna, dalla breve carriera cinematografica). La scommessa, infatti, manderà la de Chaumet su tutte le furie e la gelosia la porterà a compiere ogni sforzo per rovinare il povero Pierre…

In questo secondo capitolo The Rat si aliena dal suo mondo passato, pur senza rinnegarlo (come dimostrano le diverse scene girate nuovamente nel White Coffin Club dove ritroviamo l’immancabile Marie Ault). Egli infatti rifiuta con fermezza di tornare a compiere azioni malavitose, anche quando la sua situazione appare disperata. Il finale, decisamente inatteso, sembra poi ergere Pierre ad una sorta di martire della società parigina di inizio secolo. Ivor Novello è il vero punto di riferimento dell’intera vicenda, unico in grado di tenere in piedi il film praticamente da solo. Dietro la macchina da presa, Graham Cutts si trova decisamente a suo agio nel dirigere una storia d’amore dai toni drammatici, tipica della sua produzione.

Sebbene questo secondo episodio di The Rat non riesca a concorrere con il suo predecessore,  vi sono comunque degli elementi interessanti che ne rendono piacevole la visione. Il film ebbe tra l’altro un discreto successo, come dimostra anche la locandina in lingua olandese che sono riuscito a trovare sulla rete. Il titolo, “De val van de Rat” è traducibile come “la caduta di the Rat“, che forse più si adatta a descrivere questo film (sebbene il termine Triumph si presti a diverse interpretazioni ugualmente valide). Ancora una volta non esiste una versione in DVD ma ho potuto visionare solo un riversamento tratto direttamente da un negativo. In attesa o, meglio, nella speranza, di poter godere presto di un cofanetto con la trilogia del nostro apache vi lascio con un video tratto dallo stesso riversamento da me visionato.

Approfondimenti: se volete un’analisi più approfondita del film vi consiglio questo articolo (in inglese) molto ben fatto ma ricco di spoiler!

The Rat – Graham Cutts (1925)

novembre 28, 2012 6 commenti

Dopo Fantômas e Za-la-mort, ci occupiamo finalmente anche del grande The Rat, criminale parigino nato dalla fantasia di Constance Collier e Ivor Novello. Inizialmente creato per essere rappresentato a teatro, il ladro poco gentiluomo The Rat, venne portato anche sul grande schermo sotto la direzione di Graham Cutts e con la partecipazione dello stesso Ivor Novello (nel ruolo del protagonista) e di Mae Marsh. Il film fu un vero e proprio successo tanto che vennero fatti due sequel muti e un remake sonoro.

Pierre Boucheron, criminale noto come The Rat (Ivor Novello), passa le sue giornate nel White Coffin Club dell’anziana Mère Colline (Marie Ault), dove viene amato, temuto e rispettato. Un giorno una ricca e viziata nobile, Zelie de Chaumet (Isabel Jeans), lo vede nel locale e se ne innamora. Pierre, colpito dalle splendide perle della donna, contro il volere della sua Odile (Mae Marsh), decide di accettare le lusinghe di Zelie per provare ad impadronirsi dei suoi gioielli. Aprofittando dell’assenza del nostro eroe, il perfido Herman Stetz (Robert Scholtz), si introduce nell’abitazione di The Rat e tenta di far sua la povera Odile…

Il film, dopo un avvio lento, utile però a delineare i tratti del personaggio di “The Rat“, accellera i ritmi fino ad arrivare ad un finale emozionante. Centro di tutta la vicenda è l’amore delle donne per il criminale, il quale al contrario sembra non averne per nessuna. Ivor Novello, in questa pellicola, si rivela per tutta la sua carismatica e misteriosa bellezza che lo hanno portato ad essere considerato “il Rodolfo Valentino britannico“. L’imperturbabilità e il carisma del personaggio sono rafforzati da un ottimo uso, per quanto semplice, del trucco. Mae Marsh interpreta alla perfezione il ruolo della giovane Odile, che per amore sarà disposta a mettere a rischio il suo futuro. Purtroppo la Marsh non reciterà negli altri due film della saga, ma lascerà il posto a Isabel Jeans, sempre nel ruolo di Zelie de Chaumet.

Il film non mi risulta sia stato mai rilasciato in DVD ma è possibile visionarlo attraverso un riversamento effettuato probabilmente direttamente da un negativo. In esso si notano tracce colorazione. In realtà un restauro dovrebbe essere stato effettuato, o almeno così mi sembra di aver intuito da due indizi: 1) nel 2008 il film è stato trasmesso nell’ambito del British Silent Film Festival di Nottingham con tanto di musica dal vivo (per ulteriori informazioni sull’evento potete cliccare qui); 2) nella pagina del British Film Institute (BFI) dedicata al film si può notare, in tutto il suo splendore, un’immagine tratta da una delle prime scene del film (potete visionare la pagina cliccando qui). Questi due indizi lasciano sperare che il film abbia subito un qualche tipo di restauro e che venga presto editato in DVD o Blu-Ray (magari insieme agli altri tre film della trilogia). Certo, quattro anni sono tanti, ma la speranza è l’ultima a morire. Vi lascio con un video della “Apache dance” di The Rat tratta dallo stesso riversamento di cui vi ho parlato. Buona visione!

Curiosità: tra The Rat e Za-la-mort sembrano esserci diversi elementi in comune tra i quali anche l’appellativo di Apache. Il termine in realtà è quando meno calzante per The Rat, in quanto veniva utilizzato colloquialmente in Francia, dove è ambientata la vicenda, come sinonimo di gangster o criminale in generale. La grande diffusione delle avventure di Fantômas, Lupin e simili coontribuirono poi ad espartare questo modo di dire anche all’estero. IMDB, ad esempio, riporta che il primo sequel del film, “The Triumph of The Rat” era noto in Germania semplicemente come “Der Apache“. Tra l’altro la Germania è certamente uno degli stati in cui la trilogia ebbe maggior successo.

L’Ombra Bianca (The White Shadow) – Graham Cutts (1924)

novembre 16, 2012 1 commento

Nell’Agosto dello scorso anno i giornali di tutto il mondo riportavano una notizia che aveva del clamoroso: in Nuova Zelanda era stato ritrovato The White Shadow, l’Hitchcock ritrovato. Si tratta di un film girato nel 1923 subito dopo Woman to Woman (purtroppo perduto) con cui condivideva quasi tutto, dal cast a parte della scenografia. La regia era affidata sempre a Graham Cutts, mentre Hitchcock operava in qualità di sceneggiatore, assistente regia, montatore e scenografo. Il film venne girato in circa sei settimane per cercare di sfruttare il successo che Woman to Woman stava ottenendo al botteghino. Per questo film Hitichcock ebbe per la prima volta la possibilità di fare qualcosa che andava oltre alle sue teoriche mansioni, di fatti sosteneva che White Shadow fosse “the first film that I had really got my hands onto“. E in effetti in alcune inquadrature e scene la sua mano sembra già intravedersi. Purtroppo, al contrario di Woman to Woman, il film fu un vero e proprio flop, forse anche a causa dei tempi strettissimi di realizzazione. Grazie allo splendido lavoro di restauro operato grazie alla collaborazione del New Zeland Film Archive (NZFA), dell’Academy Film Archive of the Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AFA) e della National Film Preservation Foundation (NFPF) ora abbiamo la possibilità di gustarci circa la metà di questo “primo Hitchcock”.

Nancy (Betty Compson), giovane ribelle, scappa di casa facendo perdere le sue tracce. Il padre (A.B. Imeson), disperato, decide di partire alla sua ricerca. Georgina (sempre Betty Compson), la gemella di Nancy, inizia così a fingere di essere la sorella sia in pubblico che con il fidanzato di lei, Robin Field (Clive Brook). Nel frattempo Georgina si prodiga per cercare notizie riguardanti la sorella e il padre…

Nel complesso il film si segue molto bene, forse anche grazie alla curiosità destata dall’idea che quello sia il primo film in cui Hitchcock ebbe un ruolo più o meno di rilievo. Purtroppo la seconda parte del film è andata del tutto perduta anche se la speranza è sempre quella che venga ritrovata in qualche modo. Bella la prova della Compson nella difficile prova di dipingere due donne dagli animi completamente opposti. Clive Brook (Le notti di Chicago) nonostante non abbia spesso una grande espressività, rimane uno dei miei attori preferiti.

Per tutti gli appassionati ricordo che è possibile vedere gratuitamente il film attraverso il sito della National Film Preservation Foundation (che potete raggiungere semplicemente cliccando qui o sulla foto qui sotto). Per chi gradisse la bella iniziativa proposta dalla NFPF ricordo che c’è la possibilità di fare una donazione alla fondazione anche solo di pochi euro. Sul sito è presente anche una bella presentazione in inglese al film che consiglio vivamente di leggere. La colonna sonora è a curata del compositore compositore-pianista Michael D. Mortilla con la partecipazione di Nicole Garcia al violino. Il lavoro di restauro è stato effettuato in maniera eccezionale e resta solo il rammarico per non poter vedere il film nella sua interezza e di non poterlo paragonare con Woman to Woman. Prima di finire ringrazio Sempreinpenombra per aver segnalato l’uscita del film di cui mi ero totalmente dimenticato! Buona visione a tutti!