Quale miglior ritorno al cinema muto se non con un film con una delle grandi dive? Oggi ci occupiamo de Il padrone delle ferriere di Eugenio Perego (1919) tratto dal romanzo di fine ottocento Le Maitre des Forges di Georges Ohnet. Si tratta di un melodramma ad ambientazione borghese, quindi un pane decisamente ben gradito agli spettatori italiani dell’epoca che amavano il genere e lo dimostravano riempendo le sale all’uscita delle varie proposte.
La storia è piuttosto complessa e la possiamo riassumere brevemente come segue:
Il Marchese de Beaulieu è un nobile ormai decaduto e pieno di debiti. Distrutto per quanto sta accadendo l’uomo ha un infarto e lascia i figli Clara (Pina Menichelli) e Ottavio senza nulla. Clara sta avendo una relazione con il Duca Gastone di Bligny (Luigi Serventi) perché spera di ottenere un salto importante in società ma alla morte del padre Continua a leggere
La moglie di Claudio è un film davvero molto interessante e ricco di spunti di riflessione. Ultimo lavoro della fruttuosa collaborazione tra Piero Fosco (Giovanni Pastrone), qui supervisore alla regia di Zambuto, e Pina Menichelli, questo film è un po’ una summa dei temi della donna fatale e senza scrupoli che tanto successo hanno avuto nel cinema muto italiano. Il soggetto è tratto dall’omonima opera teatrale di Alexandre Dumas Figlio.
Dopo
Il Fuoco di Giovanni Pastrone, qui sotto lo pseudonimo di Piero Fosco, è un film molto interessante perché dimostra la sua duttilità come regista. Un anno prima usciva Cabiria, che aveva cambiato per sempre la storia del cinema, caratterizzato da scenografie maestose e dalla presenza di milioni di comparse. Con il Fuoco ecco invece il ritorno all’essenziale con una vicenda che ruota tutto intorno a due attori e poco altro. Tema principale è la passione, il fuoco che arde nell’animo umano quando scoppia l’amore.