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Posts Tagged ‘Alfred Schlesinger’

L’Auto Blindata (Pancéřové auto) – Rolf Randolf (1930)

pancerove_autoAbbiamo imparato a conoscere il genere americano di azione alla Harry Houdini o alla Charles Hutchison, ebbene questo Pancéřové auto, che di ceco ha pochissimo a partire dalla regia e dall’attore protagonista, potrebbe benissimo sembrare un film di questo tipo girato negli Stati Uniti. Ci sono davvero tutti gli elementi, le scazzottate, gli stunt e i nomi americanizzati, ma ogni tanto sullo sfondo appare il belvedere praghese con il celebre castello. Tra i vari attori c’è pure una mezza sosia di Louise Brooks o forse più di Colleen Moore (Ida Fuchsová), ma di rado mi era capitato di vedere un calco cinematografico di questo tipo!

Il Bancheire Sam Hamilton (Hans Mierendorff) si ritrova a dover fare i conti con una banda di malviventi che assalta regolarmente i suoi trasporti speciali. Per porre fine ai furti decide di utilizzare una speciale auto blindata e farla guidare al pilota professionista Charly Allan (Carlo Aldini). Durante una festa in casa degli Hamilton, la banda rapisce Bessy (Zet Molas), la figlia del banchiere. Charly inizia la sua ricerca della banda insieme all’amico Frank (Carl Walther Meyer). Nel giro di qualche tempo scopre che la macchina che ha rapito Bessy appartiene al garage di Nick Houlton (Jan W. Speerger), dove viene tenuta anche l’auto blindata. Seguendo le varie tracce e dopo una serie di peripezie, il nostro eroe riuscirà a sgominare la banda e salvare la bella Bessy.

Non ho molto da dire riguardo questo film, ha sicuramente delle scene ben girate e tutto sommato è godibile se si ama il genere, ma è davvero puro intrattenimento. La scena più spettacolare è quella finale a bordo dell’aereo, anche se rispetto a quella di Houdini non è certo all’altezza, ma i mezzi a disposizione erano certamente differenti tra i due stati. La cosa più interessante è sicuramente vedere come uno stato, visto probabilmente il successo di film di questo genere, abbia voluto girare la sua versione senza però di fatto mettere niente di proprio. Persino i musicisti durante la festa in cui viene rapita la ragazza sono palesemente jazzisti afroamericani! Vi inviterei a dargli un’occhiata solo per confermare questa mia sensazione: se non vi dicessero che si tratta di un film ceco non ci arrivereste mai! Anche qui c’è il limite della traduzione mancante ma vi assicuro che è tutto talmente stravisto che si capisce senza bisogno degli intertitoli.

Sonata a Kreutzer (Kreutzerova Sonáta) – Gustav Machatý (1927)

Kreutzerova SonátaIl film che andiamo ad analizzare oggi prende spunto da uno dei romanzi meno noti di Tolstoj, ovvero Sonata a Kreutzer. La storia è abbastanza tradizionale e si incentra tutta sulla gelosia di un uomo, Pozdnyšev, nei confronti della moglie con, per altro, ha anche un rapporto piuttosto complicato. Rispetto all’opera originale, questo adattamento sembra abbastanza fedele per quanto ho visto dalla trama. Mi riservo di leggere in futuro il libro e vedere se effettivamente è così o meno.

Degli uomini si trovano su un treno e parlano di amore, uno di essi vorrebbe fare come esempio la storia del Signor Pozdnyšev (Jan W. Speerger) che per gelosia ha ucciso la moglie Nataša (Eva Byronová). Caso vuole che lui sia lì presente. Tutti si allontanano spaventati tranne l’uomo che aveva presentato il caso che si mette ad ascoltare la sua storia. Da giovane Pozdnyšev era romantico e fiducioso. Quando incontrò la bella Nataša non ci pensò due volte e decise di sposarla. Una volta celebrato il matrimonio i due iniziarono a capire di avere ben poco in comune e dall’amore nacque l’astio reciproco inasprito dall’eccessiva gelosia di lui. Quando, al terzo figlio, il dottore disse ai due che non ne potevano avere altri, Nataša decise di darsi alla vita mondana spendendo in abiti e gioielli. Ad una serata conosce il violinista Truchačevského (Miroslav Paul) che diventa assiduo frequentatore della casa (suonerà con lei anche la sonata che da il titolo alla storia). Pozdnyšev deve partire per un viaggio di lavoro ed è sollevato dal fatto che anche il violinista deve partire per una tournée. Passato qualche giorno riceve una lettera dalla moglie che gli annuncia che Truchačevského non è partito e che voleva che lei suonasse per lui in una serie di eventi, proposta che lei aveva rifiutato. Pozdnyšev, pazzo di gelosia, prende il treno e torna a casa e pur essendo notte vi trova la moglie con il violinista. Convinto che lei l’abbia tradito la uccide.

 

La particolarità del libro, piuttosto ben riportata nella versione cinematografica, è che non si capisce se effettivamente Nataša ha tradito il marito con Truchačevského. Sebbene, infatti, Pozdnyšev veda le immagini dei due che si baciano, non sappiamo se esse sono frutto della sua immaginazione o meno. Nel caso il tradimento ci sia stato sarebbe stato compiuto a casa con i figli e la servitù e soprattutto dopo che Nataša ha avvisato il marito pur conoscendo la sua gelosia. A parte questa parentesi onanistica, in fondo interessa relativamente se lei ha tradito o meno, la storia sinceramente non mi ha preso particolarmente perché seppur il film sia ben girato e realizzato è eccessivamente lineare e conosciamo fin dall’inizio la sua fine. L’unico dubbio potrebbe essere relativo alla morte o meno dell’amante, ma non credo sia abbastanza per motivare qualcuno a vedere il film. A meno che non siate appassionati dei grandi classici e di Tolstoj in particolare tenderei dunque a sconsigliarvi il film.


Krejcerova sonata (Крейцерова соната) – Vladimir Gardin (1914)

In appendice a questa recensione riporto anche l’unico altro adattamento muto conservato del romanzo di Tolstoj. Assieme a questo, infatti, ne esisteva un altro russo, con regia di Pyotr Chardynin (1911), e una versione americana di Herbert Brenon (1915)

 

Questa versione è molto più breve di quella di Machatý e manca della parte finale. Nel complesso, pur essendo meno lunga, mi è sembrata nel complesso più introspettiva perché con poche didascalie il protagonista esplicita le difficoltà coniugali e relazionali con la moglie. Ogni didascalia, infatti, riporta le parole di Pozdnyšev all’uomo, che qui è Tolstoj stesso, che si è fermato ad ascoltare la sua storia. Nonostante questo mancano molte parti che avrebbero reso più profonda la narrazione, come i motivi dell’incontro tra i due amanti o il tentativo di riconciliazione del protagonista con la moglie. Le riprese sono piuttosto statiche (siamo comunque nel 1914) e poco incisive. Gli attori sono Boris Orskij nel ruolo del marito ed Elizaveta Uvarova nel ruolo della moglie. Anche qui il film è piuttosto lineare nello svolgimento e non ha elementi particolari che potrebbero spingermi a consigliarlo a qualcuno, in entrambi i casi ho visto e scritto del film solo per completismo.

Gli Amori di Kačenka Strnadová (Lásky Kačenky Strnadové) – Svatopluk Innemann (1926)

Lásky Kačenky StrnadovéDopo Falešná kočička, continuiamo la nostra rassegna di commedie con Vlasta Burian e Zdena Kavková su soggetti di Josef Skružný e regia di Svatopluk Innemann. Tra le tre, questa è a mio avviso la meno riuscita, perché eccessivamente macchiettistica e tendenzialmente poco coerente a livello di svolgimento, tanto che parrebbe essere scritta per una proiezione ad episodi.

Kačenka Strnadová (Zdena Kavková) è una ragazza di campagna che vive alle dipendenze dello Zio (Rudolf Sůva), fattore e padrone di una locanda. La giovane è talmente pasticciona che lo zio, esasperato, decide di farle fare le ossa spedendola a Praga a trovare lavoro. Assieme a lei parte il fidanzato di una vita, Vincek Kroutil (Vlasta Burian), ragazzo forzuto e un po’ tonto. Arrivata a Praga, la ragazza inzia piano piano a cambiare e diventa sempre più responsabile nonostante si ritrovi a dover cambiare spesso lavoro. Inizia a frequentare l’Ingegnere Richard Romanovský (Jiří Sedláček) che, essendo ricco e istruito, la seduce arrivando a scalzare Vincek nel suo cuore. Ma non tutto è come sembra: Vincek, attratto dall’idea della taglia e sperando di riconquistare la sua amata Kačenka, si mette sulle tracce di una banda di ladri, il cui capo sembra introvabile. Nel finale si scoprirà che quest’ultimo altri non è che Romanovský travestito. Kačenka, quando lo scopre, lo ripudia e capisce quanto importante sia per lei l’amore di Vincek che però ha deciso di togliersi la vita dopo averle donato il premio per la cattura della banda. Nel finale, purtroppo in parte tagliato, Kačenka arriverà in tempo per sventare l’irreparabile e dichiarare al ragazzo il suo amore.

Come ho detto l’impressione che mi ha fatto il film è stata quella di un film ad episodi, perché c’erano una serie di scene ripetitive in cui, di volta in volta, Kačenka o Vincek trovavano un nuovo lavoro e facevano qualche pastrocchio. Lavoro dopo lavoro i due, in particolare lei, acquisivano maggiore sicurezza in loro stessi e si ritrovavano infine ad essere molto diversi dai due ragazzi di campagna dell’inizio. Piccola chicca è la presenza dello stesso regista in una scena, molto metacinematografica, in cui Kačenka lavora come serva di una stella del cinema e si ritrova su un set con Innemann nel ruolo di regista. Sebbene quindi ci sia una crescita psicologica dei personaggi, la trama non mi ha entusiasmato così come l’inserimento della componente investigativa legata alla banda capitanata da Richard. Quella parte è, a mio avviso, sviluppata in maniera piuttosto superficiale e, pur scimmiottando in maniera piuttosto efficace i serial alla Fantômas, non ne sviluppa in pieno il potenziale. Passando di lavoro in lavoro, la protagonista cambia anche tanto il proprio vestiario, di cui potete vedere qui sotto un estratto. A livello di costumi, questo come gli altri due film della serie, sono davvero molto curati. Pur essendo il film più debole della “trilogia”, questo è forse quello dove ho apprezzato di più la recitazione di Vlasta Burian perché è tendenzialmente più umana e meno buffonesca. Vincek, in fondo, è un ragazzo semplice e innamorato e pur mettendosi in ridicolo a causa della sua ingenuità, riuscirà a migliorare maturando nel corso delle vicende.

Lásky Kačenky Strnadové è una commedia molto carina e divertente che paga, a mio avviso, una frammentarietà nello svolgimento e una certa ripetitività delle situazioni. Qualora foste interessati, il film è acquistabile in dvd ad un prezzo tutto sommato contenuto.