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Posts Tagged ‘Batman’

E Muto Fu presenta: The Man who Laughs – Paul Leni (1928)

Dopo Blackmail di Hitchock siamo lieti di presentare il secondo film in programma per il nostro progetto sul grande schermo!

Giovedì 26 Marzo alle ore 20.30 presso il Cineclub Detour (via Urbana 107) proietteremo The Man who Laughs (L’Uomo che ride) di Paul Leni. Questo è un film a cui personalmente sono molto legato perché è stato il primo di cui feci la recensione su E Muto Fu. Il punto forte della serata sarà, ancora una volta, il dibattito post-proiezione. Questa volta ci occuperemo di fare un confronto con il romanzo di Victor Hugo ma anche e sopratutto con le altre trasposizioni cinematografiche e televisive. Visto che le versioni mute sono introvabili o perdute daremo comunque spazio al muto con una piccola sorpresa per tutti gli amanti di Lon Chaney. Infine, quando si pensa all’Uomo che ride di Conrad Veidt non si può non pensare a Joker, l’antagonista di Batman più noto e amato in assoluto. Daremo così spazio al fumetto ma anche ai film per vedere come i personaggi si siano influenzati a vicenda nel corso degli anni. Daremo infine anche un piccolo spazio ai grandi maestri del cinema teutonico trasferitisi in Germania.

l prezzo del biglietto è: 5€ il biglietto intero e 3€ per gli studenti mostrando il tesserino universitario. Oltre a questo è necessario sottoscrivere un’iscrizione valida per un anno solare dal costo di 3€ a prezzo pieno e 2€ per gli studenti. Diciamo che per chi viene per la prima volta al cineclub Detour il costo è di 8€ intero e di 5€ per gli studenti. All’interno del cineclub è presente un bar dove poter acquistare cibo e bevande.

Aiutateci a portare il cinema muto a Roma! Potete farlo venendo in sala il 26 Marzo o anche solo condividendo a tutti i vostri amici l’evento Facebook o la locandina dell’evento. Potete anche stampare la locandina in bianco e nero ed appenderla dove volete per dare maggiore visibilità all’evento.

Grazie a tutti, ci vediamo…al cinema!

Yann Esvan

The Bat – Roland West (1926)

Volevo vedere The Bat  da tempo immemore, eppure ne ho sempre rimandato la visione. Per un motivo o per un altro, questa pellicola mi sfuggiva dalle mani, ma il mio interesse nei suoi confronti, per assurdo, aumentava di mese in mese. Finalmente ho avuto modo di vederlo qualche giorno fa e devo dire che le mie attese non sono state deluse. The Bat è un classico film della ”commedia Horror” americana, di cui Roland West è uno dei precursori e dei maggiori autori nell’epoca muta. Ho già parlato in passato di The Monster, ecco forse The Bat è in qualche modo superiore anche se la ricette è la stessa: case spettrali, tranelli, sparizioni misteriose con un pizzico di comicità per stemperare la tensione.

In America imperversa un criminale mascherato noto come The Bat, il Pipistrello, capace di mettere a segno colpi incredibili grazie alle sue abilità straordinarie. Il bandito si sente tanto sicuro di sé che predice tutti i colpi che sta per svolgere, sicuro che niente potrà fermarlo. E invece accade l’impensabile. Un uomo ruba prima di lui dei preziosissimi diamanti dalla banca gestita da Courleigh Fleming (Charles Herzinger) e si rifugia in un’ala segreta della residenza di Cornelia Van Gorder (Emily Fitzroy). Viene annunciata la morte di Courleigh Fleming e i sospetti ricadono su Brooks Bailey (Jack Pickford), cassiere della banca misteriosamente scomparso dopo il furto. Nel maniero, oltre alla padrone di casa, vivono la nipote Miss Dale Ogden (Jewel Carmen), la cameriera Lizzie Allen (Louise Fazenda) e il Maggiordomo Billy (Sôjin). Quando si rendono conto di avere probabilmente The Bat in casa, decidono di chiamare i rinforzi. All’indagine si uniranno il Dottor Wells (Robert McKim), Brooks Bailey (sotto la falsa identità di giardiniere per volere dell’amata Miss Dale), Richard Fleming (Arthur Housman) figlio del capo della banca che vuole riavere i diamanti, Gideon Bell (George Beranger), il Detective Moletti (Tullio Carminati) e il Detective Anderson (Eddie Gribbon). Personaggio chiave di tutta la vicenda è forse il personaggio più insopportabile tra tutti, la cameriera Lizzie che vede in tutti i nuovi arrivati l’ombra dell’assassino. A complicare le cose ci si mette l’omicidio di Richard Fleming da parte di The Bat e la comparsa di uno sconosciuto pieno di ferite e lividi, come fosse appena scampato a un agguato. Chi sarà The Bat? All’inizio del film si prega gentilmente gli spettatori di tacere la vera identità del malvivente allo scopo di non rovinare la sorpresa ai futuri spettatori e così, a distanza di quasi 90 anni, rispetterò la volontà di Roland West.

I colpi di scena in The Bat non mancano e i personaggi, seppure siano delle macchiette, sono comunque ben caratterizzati e si compensano benissimo tra loro come fossero parte di uno stesso ingranaggio. Tutti hanno qualcosa da nascondere, e potenzialmente tutti potrebbero essere The Bat, esclusa forse Lizzie che ha comunque il ruolo importantissimo di catalizzare di volta in volta su personaggi diversi i sospetti dello spettatore. Tutti i personaggi sembrano avere un loro alter ego caratterialmente opposto a se stesso. Il Detective Moletti è preciso, puntiglioso e poco incline agli scherzi, mentre Anderson è decisamente più goffo e confusionario. Alla paurosa Lizzie si contrappone il Maggiordomo Billy, tetro e impassibile anche di fronte ai fatti più eccezionali. Questo utilizzo dei personaggi è a mio avviso sintomo di un’intelligenza nella creazione del soggetto, che ricordo è tratto da un’opera teatrale di Avery Hopwood e Mary Roberts Rinehart. Gli elementi comici che compaiono, a mio modesto avviso, sono piuttosto desueti e li ho trovati molto fastidiosi. Come ho avuto modo di dire poco sopra, ho odiato la cameriera Lizzie, ma questo è comunque sintomo che il personaggio creato non lascia certo indifferenti e non deve per forza essere visto come un fattore negativo. Passo velocemente alla scenografia che è davvero molto ben curata così come la fotografia. La scena forse più bella in assoluto è quella in cui Richard Fleming viene ucciso: una porta si apre, spunta un fascio di luce da cui scaturisce la scritta “Give me the Blue Prints” e subito dopo al posto della scritta, compare la pistola dell’assassino (vedi immagine). Forse è una delle scene più belle in assoluto tra le commedie horror che ho avuto la possibilità di visionare. In generale, comunque, le riprese non sono mai statiche, ma si preferisce vedere le diverse scene da più punti di vista, cosa che a mio avviso rende molto più dinamica l’azione e aumenta l’interesse dello spettatore. Ancora una volta la scena dell’assassinio ne è la testimonianza.

Andiamo ad analizzare l’importanza storica di questa pellicola. Avete presente quel celebre uomo pipistrello che si aggira per le strade di Gotham City? Ecco qui ritroviamo un Uomo Pipistrello, seppur sia un malvivente, e per di più abbiamo un antenato del Bat Segnale ma anche del simbolo dell’uomo pipistrello (vedi immagine). Fa sorridere pensare come due personaggi di uno dei fumetti più celebri del mondo abbiano preso spunto in parte da due film muti. Batman prende spunto anche dal nostro The Bat, un assissino e ladro senza scrupoli, mentre Joker si ispira graficamente a L’Uomo che Ride, un personaggio sofferente ma soprattutto positivo in contrapposizione con il ruolo del pazzo criminale. Il successo di The Bat fu tale che nel 1930 Roland West girò un remake sonoro dal titolo The Bat Whispers. Ma non bisogna dimenticare neanche il The Bat del 1959 diretto da Crane Wilbur e con il grande Vincet Price nel ruolo del Dottor Wells. Lato negativo del nostro The Bat sono le edizioni DVD, poche e di pessima qualità. Personalmente consiglio quella Alpha Video, non perfetta e NTSC ma la preferisco di gran lunga a quella Sinister Cinema.

The Shock – Lambert Hillyer (1923)

marzo 11, 2012 2 commenti

The Shock non è certamente un film originale, tutt’altro. Ritroviamo elementi di due precedenti film con Lon Chaney: l’ambientazione nella Chinatown locale di “Outside The Law” (1920) e la morale cristiana di “Shadows” (1922). Ancora una volta, in ogni caso, è proprio l’attore dai mille volti a rendere piacevole il film grazie ad una interpretazione molto convincente nonostante non sia troppo originale. La storia è tratta da una novella di William Dudley Pelley.

Wilse Dilling (Lon Chaney), invalido che lavora nella malavita di Chinatown, viene inviato dalla terribile Queen Anne (Christine Mayo) in una città vicina per ricattare il banchiere locale, Mr. Hadley (William Welsh). Qui però si innamora di Gertrude (Virginia Valli), figlia del banchiere, che lo mette in contatto con la religione. Deciso a riscattare il suo terribile passato Wilse decide di aiutare Mr. Hadley a liberarsi dai ricatti di Queen Anne, ma i suoi piani vengono scoperti…

Il finale, da me lasciato in sospeso, risulta abbastanza deludente ed è portatore di un grande messaggio cristiano, quasi a voler ribadire la necessità di credere sempre in un possibile intervento divino. Nel complesso il film risulta comunque ben costruito, grazie all’utilizzo di espedienti già collaudati in precedenza, ma comunque qui ben collegati. Lambert Hillyer (per altro regista della celebre serie Batman degli anni quaranta), fa il suo lavoro egregiamente e ci regala anche qualche inquadratura memorabile. Il film è disponibile con sottotitoli in italiano in una bella edizione Ermitage.

Il Mostro (The Monster) – Roland West (1925)

novembre 7, 2011 2 commenti

La vicenda raccontata in The Monster fa parte di un lungo filone che abbiamo già analizzano con Il castello degli spettri di Paul Leni (1927):”la commedia Horror”. Con questo termine mi piace intendere quella tipologia di film in cui le vicende, di base ambientate in case spettrali tra tranelli e sparizioni misteriose, sono condite con una spruzzata di comicità. In queste pellicole il protagonista, tutt’altro che il classico uomo tutto d’un pezzo, tra gag e pasticci arriva a risolvere il mistero. In questo caso la parte è affidata a Johnny Arthur, attore dalla lunga carriera, capace di superare la barriera del sonoro. Non avranno la stessa fortuna gli altri protagonisti della vicenda a partire dal nostro amato Lon Chaney, qui nel ruolo di uno scienziato pazzoide, fino alla bella di turno, Gertrude Olmstead, nota per la sua interpretazione in Cobra accanto al grande Rodolfo Valentino. The Monster è forse il film della trilogia “dark house” di West, che includeva anche The Bat (1926) e The Bat Whispers (1930), quest’ultimo celebre anche per aver ispirato a Bob Kane il personaggio di Batman.

Johnny Goodlittle (Johnny Arthur), fresco Detective per corrispondenza, coglie l’occasione per usare il suo distintivo occupandosi cercando di risolvere l’enigma che si cela dietro ad alcune sparizioni misteriose. Il problema è che, per la sua semplicità, nessuno sembra prestargli attenzione. Come se non bastasse la sua amata Betty Watson (Gertrude Olmstead) sembra avere più attenzioni per il ben più piazzato Amos Rugg (Hallam Cooley). I tre si ritrovano rinchiusi nell’inquietante casa del pazzoide Dr. Ziska (Lon Chaney) che, con l’aiuto di alcuni personaggi a dir poco inquietanti, cerca di scoprire i segreti della vita a loro spese. Tra colpi di fortuna e una impensabile temerarietà Johnny riuscirà a conquistare l’amore della sua Betty e far imprigionare la combriccola.

Un film divertente e scansonato. Il personaggio del Dr. Ziska sembra essere disegnato per Bela Lugosi, del resto interpreterà tantissimi ruoli del genere tra The Devil Bat e Ghosts on the Loose (tanto per dirne due) o per Boris Karloff, anche lui non estraneo a ruoli di questo tipo. Il film scivola piacevolmente ed il personaggio di Johnny regala qualche sorriso. Niente di eccezionale comunque ma che lascia qualcosa di postivio. Così chiude la pagina dedicata al film del sito 366weirdmovies: “The Monster is not great cinema, its not the best West, best Chaney, or best Old Dark House movie (James Whale would deliver that seven years later), but it is silent pulp and, in the right mindset, it can take you back to the days of milk duds and acne“. E non possiamo che dargli ragione. The Monster non è edito in Italia ma è comunque reperibile l’edizione transalpina, contenente il film in inglese sottotitolato in francese, ad un prezzo molto ridotto.