Manon Billaut e il cinema sperimentale di André Antoine

andreantoineQuando André Antoine muore nel 1943 la sua produzione cinematografica non viene praticamente menzionata ma viene ricordata più che altro la sua produzione teatrale e di critico. Ma perché questa dimenticanza e che valore aveva il cinema di Antoine? In André Antoine au cinéma: une méthode expérimentale, Manon Billaut cerca di portare alla luce il lavoro di sperimentazione che ha fatto partendo dall’idea di riprendere una realtà oggettiva e non idealizzata in opposizione al “cinema di sensazioni”. Si tratta quindi di un tentativo di far arrivare le idee positiviste e naturaliste (che in Italia erano sfociate poi nel verismo) all’interno del medium cinematografico. Per la sua produzione Antoine sembra inizialmente prendere spunto da Le Mystère des roches de Kador di Léonce Perret(1912) dove Continua a leggere

Verso Oriente (Till Österland) – Gustaf Molander (1926)

tillosterlandEra il 2014 quando tra fine settembre e inizio ottobre mi dedicai alla mitica trasposizione del romanzo Jerusalem di Selma Lagerlöf fatta in quattro parti sotto la regia di Victor Sjöström prima e Gustaf Molander poi. Peccato che arrivati al terzo episodio il quarto risultava introvabile. Ho penato veramente tantissimo per vedere finalmente la conclusione e ho persino pensato che il film, sebbene risultasse superstiti, in realtà non lo fosse. Ho quindi scritti anche alla cineteca svedese dove mi hanno gentilmente fatto sapere che era effettivamente sopravvissuto seppur in versione mutila e che ci avrebbero messo mano successivamente. Non so se il giorno è giunto o meno, ma è iniziata a circolare una copia digitalizzata di appena trenta minuti sui 90′ circa di lunghezza della versione originale. Capire qualcosa della trama non è però difficile e per decriptare quanto capita ho fatto Continua a leggere

La principessa delle ostriche (Die Austernprinzessin) – Ernst Lubitsch (1919)

Die AusternprinzessinScoppiettante, eccessiva, ironica ma anche grottesca. Questa è la commedia di Ernst Lubitsch di cui andiamo a parlare oggi. Come? Un film comico che mi è piaciuto? Non accadeva probabilmente da I due timidi di René Clair che non ero così divertito, ogni tanto capita anche a me.

Ossi (Ossi Oswalda), figlia del re delle ostriche (Victor Janson), è decisa a sposare un principe perché la sua concorrente figlia del Re della crema ha sposato un conte. Decide allora di recarsi da un bizzarro uomo che si occupa di accoppiare gli scapoli (Max Kronert) per trovare l’uomo giusto per lei. Un principe c’è, si chiama Nucki (Harry Liedtke) ma di sposarsi non Continua a leggere

Il Cinema Ritrovato 2021

cr2021Con la diffusione del programma ufficiale del Cinema Ritrovato torna la consueta calendarizzazione degli eventi che riguardano il cinema muto. Questa volta verremo schiaffati dentro il Cinema Jolly probabilmente per evitare il sovraffollamento del Cinema Lumière di cui sarà attiva solo la Sala Mastroianni. Forse preferivo l’evocativa location del teatro comunale della scorsa edizione, però non c’è molto che possiamo fare. A prima vista il programma non mi sembra esaltante ma mi aspetto qualche perla come sempre.

Tra i titoli che vedremo ci sono Continua a leggere

Il cammino della notte (Der Gang in die Nacht) – Friedrich Wilhelm Murnau (1921)

gang_nachtNella mia folle ricerca tra le bizzarrie e i titoli misconosciuti della cinematografia mondiale ogni tanto fa bene tornare a vedere i film dei grandi registi che tutti amano e tutti ricordano. Rivedere un Murnau, dopo tanto tempo, mi fa ricordare perché ho scelto di dedicare dieci anni della mia vita a questo sito. Der Gang in die Nacht non è sicuramente il film più riuscito o maturo del regista ma ha comunque degli elementi stilistici riconoscibili e alcune caratteristiche interessanti.

Il Dr. Eigil Börne (Olaf Fønss) abbandona Continua a leggere

El Retorno – A.F. Bertoni (1930)

El RetornoIl viaggio intorno al mondo con il cinema muto ci porta questa volta in Costa Rica con un tocco d’Italia perché il regista è un italiano, Alberto Francis Bertone (noto anche come Albert-Francis Bertoni e per aver interepretato Grigione nei Topi Grigi) che operò prima in Italia, poi in Francia e chiuse la carriera proprio con questo film in Costa Rica. El Retorno è un film del 1930 che però sembra stato fatto almeno 10 anni prima, ma, al contrario di tanti film periferici, ha degli elementi di fino e ben riusciti.

La trama è piuttosto scontata e molto “europea” se non addirittura italiana. Nella dialettica campagna-città/purezza-peccato, il giovane Rodrigo (Rodrigo Tinoco) lascia l’hacienda dello zio (Fernando Montealegre) e la giovane fidanzatina Eugenia (María Eugenia del Barco) per andare a studiare in città. Continua a leggere

Dafni e Cloe (Dafnis kai Hloi – Δάφνις και Χλόη) – Orestis Laskos (1931)

Dafni_CloePiccolo disclaimer prima di iniziare: questo è un articolo scritto da un classicista su una trasposizione di un film basato su un romanzo ellenistico. Può contenere pedanteria da specialista. Scherzi a parte cercherò di evidenziare all’interno di questo articolo analogie e differenze rispetto all’opera originaria per vedere quanto queste abbiamo influenzato positivamente o meno l’incedere della narrazione.

Il film che andiamo a vedere oggi è il primo sopravvissuto di Orestis Laskos, allievo del Dimítrios Gaziádis che abbiamo imparato a conoscere negli scorsi mesi. Come spesso capita con i pionieri del cinema internazionale, Laskos non è però solamente un regista, ma Continua a leggere

Léonce: la maschera di Perret

leonce1Uno dei personaggi di spicco del cinema comico francese del periodo di poco antecedente al primo conflitto mondiale è quello di Léonce, maschera di Léonce Perret cresciuta in seno alla Gaumont. L’attore che era già conosciutissimo dal pubblico grazie anche alla sua collaborazione con Louis Feuillade ed arrivò a picchi di popolarità davvero molto alti. Oggi, però, di questo personaggio non si parla più, complice anche una cattiva opinione data dai primi grandi storici del cinema come Jean Mitry, che definiva queste commedie come ricche di “un’eclatante mediocrità” e Sadoul, che le trova “lugubri” e le associa a un tentativo maldestro di imitare John Bunny. Ma è davvero così? Continua a leggere

Il cinema di Emil Artur Longen e Antonín Pech

Il primo cinema ceco è fatto di personalità poliedriche che vedono nel cinema solo una delle tante possibilità di esprimersi e sperimentare. Ovviamente questo vale sia per Emil Artur Longen che per Antonín Pech ma andiamo ad analizzarli singolarmente. Bisogna dire che, a livello prettamente formale, questi film e questi autori operarono sotto l’allora Impero Austro-Ungarico visto che lo stato cecoslovacco nascerà solo dopo il primo conflitto mondiale eppure si tratta di produzioni assolutamente locali e per questo vengono considerate come ceche a tutti gli effetti.

Antonín Pech nasce nel 1874 e inizia la sua Continua a leggere

Peccatrice senza peccato (Grešnica bez greha) – Kosta Novaković (1927-1930)

nikola2Ci sono film talmente brutti da essere divertenti e questo è, purtroppo, uno di questi. Nel corso degli anni abbiamo visto spesso dei film provenienti da aree cinematografiche “periferiche” che per brama di citazionismo si ritrovavano a fare prodotti al limite del guardabile. Tra questi, di recente, abbiamo ad esempio parlato di Wara Wara che aveva, proprio come Grešnica bez greha, il brutto vizio di voler includere generi diversi anche quando non ce n’era bisogna. In questo film si passa dal dramma alle comiche senza soluzione di continuità o da riprese molto “classiche” per poi sfociare nell’avanguardia. Il problema è che il girato è veramente pessimo e il montaggio lo è ancora di più. Di continuo troviamo azioni che si ripetono o scene tirate troppo Continua a leggere