Gli avvoltoi del mare è il terzo film di Victor Sjöström giunto fino a noi. Tra Havsgamar e Ingeborg Holm (1913) ci sono circa una ventina di titoli sfornati uno dietro l’altro in appena tre anni. Questo ci fa capire la quantità di materiale prodotto dal regista andato sfortunatamente perduto. Le vicende narrate in Gli avvoltoi del mare, si basano sul romanzo La rosa di Tistelön (Rosen på Tistelön -1842) di Emilie Flygare-Carlén opportunamente riviste da Fritz Magnussen. Si tratta di un racconto che segue molto le inclinazioni del regista svedese sia per i temi trattati che per lo svolgimento prevalentemente in esterno.
Hornung (Rasmus Rasmussen) intraprende assieme al figlio maggiore Birger (John Ekman) azioni di contrabbando. Una sera mentre sono all’opera vengono sorpresi dal Continua a leggere
Il Giardiniere, noto anche come La crudeltà del mondo, è il primo lavoro di Victor Sjöström alla regia, un cortometraggio di una ventina di minuti che racchiude in se stesso molti dei temi che caratterizzeranno la sua produzione successiva. Come prima esperienza non fu certo positiva, visto che il lavoro venne bloccato dalla censura e non vide la luce prima di un fortunato ritrovamento nel 1979 negli Stati Uniti. Possiamo così goderci la genesi di un grande regista del muto, che racchiude al suo interno molti elementi cardine della sua produzione futura.
Prima di tutto ringraziamo nuovamente gli spettatori, che sono venuti nonostante il tempo incerto. GRAZIE MILLE! Non possiamo che ringraziare anche il
Nel 1862 lo scrittore Henrik Ibsen scriveva il poema Terje Vigen, ispirandosi alle avventure dei barcaioli norvegesi. Circa cinquant’anni dopo Victor Sjöström dirigeva la trasposizione cinematografica, a cui partecipò anche come attore protagonista e come sceneggiatore assieme all’amico Gustaf Molander.
Cinque anni dopo
Un anno dopo
Ingmarssönerna è il primo di quattro film muti tratti dalla saga in due volumi Jerusalem della Premio Nobel Selma Lagerlöf (1901-1902). L’ispirazione della storia venne alla scrittrice quando si recò nella colonia americana Jerusalem, dall’amica Anna (nata Anne Tobine Larsen Øglende) e da suo marito Horatio Spafford, giurista noto per aver scritto l’inno cristiano
Victor Sjöström fu un grande regista che in alcuni rari frangenti si destreggiò anche come ottimo attore. I Proscritti è il primo film dove svolge il doppio ruolo, situazione che ritornerà per
Victor Sjöström con Ingeborg Holm rappresenta la toccante storia di una donna caduta in disgrazia e privata dei suoi figli. La sceneggiatura scritta da Nils Krok, autore dell’opera da cui il film si ispira, e sistemata dallo stesso regista, risulta decisamente ben costruita e racconta con estrema delicatezza la disperazione di una moglie e di una madre affettuosa costretta da un destino avverso a perdere tutto: felicità e dignità di vivere. Per un ruolo tanto difficile venne scelta Hilda Borgström, attrice già affermata in teatro ma che muoveva i suoi primi passi sul grande schermo.
Come ho già avuto modo di dire sulla