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L’infanzia di Krishna (Kaliya Mardan – कालिय मर्दन) – Dhundiraj Phalke (1919)

Dopo lo splendido Shiraz (1928) dello scorso anno, il Cinema Ritrovato ha dedicato nuovo spazio al cinema indiano con la proposizione di Kaliya Mardan, un film che racconta l’infanzia di Krishna, interpretata dalla figlia del regista, fino alla sconfitta del serpente Kaliya, rappresentata con scene subacquee che sono state all’epoca esaltate dalla critica. Il regista aveva visto un film sulla vita di Cristo e si era chiesto se fosse possibile fare qualcosa del genere con la loro religione. Iniziò quindi a girare film come Lanka Dahan (1917) e Shri Krishna Janma (it. nascita di Shri Krishna – 1918) per arrivare poi a questa infanzia di Krishna.

Per quanto possa risultare interessante questa rappresentazione locale della mitologia indiana, sinceramente il film non èstato di mio gusto, prima di tutto per la sua presenza di un’attrice bambina, cosa che di solito non amo, e poi per una sensazione generale di inconcludenza della trama. Qual è lo scopo del film? Non c’è una vera trama! Vista la mia sensibilità anche in ambito mitologico avrei pensato che Kaliya Mardan potesse piacermi, invece questi quaranta minuti si sarebbero potuti riassumere in molto meno alleviando lo spettatore da scenette evitabili. L’unica parte interessante è quella della lotta contro il serpente che sfortunatamente è proprio nel finale e prenderà massimo cinque minuti del film.

Per completismo ma soprattutto per armi del male ho deciso di visionare anche gli altri due film del regista che vi riporto qui sotto:

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– Lanka Dahan – लंका दहन – Dhundiraj Phalke (1917)

Lanka Daham si basa sul poema epico induista Rāmāyaṇa, e racconta le vicende di Rāma (avatar di Viṣṇu) che cerca di liberare la sua consorte, Sītā, dal re rakshasa Rāvaṇa.

Rama, principe di Ayodhya, è esiliato nella foresta per quattordici anni. Viene raggiunto da Sita e dal fratello Laxman. Sita è però desiderata anche da Ravana che vuole vendicarsi di Rama e la rapisce. Il Principe invia allora Hanuman, un vānara (spirito dall’aspetto di scimmia), per rintracciarla. Lo spirito la trova nell’isola di Lanka ma viene catturato da Ravana che ordina che la sua coda venga data alle fiamme. Hanuman inizia allora a distruggere l’isola per poi spegnere le fiamme nel mare e tornare da Rama.

Del film ho potuto vedere solo la parte in cui Hanuman trova Sita e si rivela a lei dopo che quest’ultima ha rifiutato Ravana. Questo film sembrerebbe tendenzialmente meglio del precedente perché si basa effettivamente su una vicenda mitologica ben sviluppata e devo dire che il vānara è realizzato molto bene.

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– La Nascita di Shri Krishna (Shree Krishna Janma – श्री कृष्ण जन्म) – Dhundiraj Phalke (1918)

Shree Krishna Janma racconta la nascita di Krishna (sempre interpretata dalla figlia del regista) con lo stesso stile di Kaliya Mardan. Per gli stessi identici motivi ho trovato quindi il film pesante e non assolutamente vicino ai miei gusti.

La storia narra della venuta di Krishna nella prima parte e poi, nella seconda, viene raccontata la storia di Prahlada e dei tentativi del padre di ucciderlo per la sua grande devozione per Krishna. Si cerca prima di farlo schiacciare da un elefante, poi di friggerlo vivo nell’olio bollente e infine di avvelenarlo senza successo. Il padre si convince dunque della bontà della sua fede.

Il film viene spesso citato per i suoi effetti speciali mirabolanti, ma con tutta sincerità non mi sembrano tali, tanto che alcune cose le aveva fatte quasi venti anni prima Méliès con risultati di gran lunga migliore (vedi la testa volante qui sopra). Certo, si parla di cinema indiano, ma non credo sia una giustificazione sufficiente.