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La Lettera Scarlatta (The Scarlet Letter) – Victor Sjöström (1926)

Dopo “Il Carretto Fantasma” (Körkarlen) torno nuovamente a parlare di Victor Sjöström per uno dei suoi film americani più interessanti, che mette in scena le vicende narrate dal celebre romanzo di Nathaniel HawthorneThe Scarlet Letter“. La trasposizione del regista svedese colpisce per le splendide riprese e la fotografia ma anche per la grande attenzione che dedica alla componente psicologica dei suoi personaggi. Tra gli attori spiccano i nomi di Lillian Gish, Lars Hanson e Henry Walthall, ma non bisogna dimenticare la mano di Frances Marion alla sceneggiatura. Il film venne esportato in italia con il titolo “La Lettera Rossa” che mi sono permesso di modificare seguendo la traduzione più corrente.

Nel New England puritano del 1600 circa, la giovane Hester Prynne (Lillian Gish), nonostante sia già sposata, inizia una relazione con il reverendo Arthur Dimmesdale (Lars Hanson), del tutto ignaro del passato della sua amata. La situazione culturale dell’epoca, poco incline a questo tipo di relazioni, porta inevitabilmente a far degenerare gradualmente la situazione fino al drammatico epilogo.

La lettera scarlatta era stata definita all’epoca “improponibile per lo schermo” (Louis B. Mayer) perché trattava del delicato tema dell’adulterio. Il regista, però, riesce a ribaltare la prospettiva soffermandosi a lungo sulla crudeltà di quella società, in cui l’apparenza diventava la cosa più importante. Il ribaltamento viene rafforzato ulteriormente attraverso la grande forza d’animo della protagonista, e all’attenzione dedicata ai rimorsi e alla sofferenza interiore del reverendo. Lillian Gish spicca tra gli attori grazie alla sua capacità di delineare alla perfezione la forza e la fragilità della protagonista. Questo unito alle splendide riprese fanno di “The Scarlet Letter” uno dei film più interessanti e moderni del cinema muto, di gran lunga migliore di molti dei remake più o meno recenti. Da sottolineare anche i primi tentativi di riprese in movimento che pur dando ancora un sensazione di instabilità contribuiscono a rafforzare alcune scene.

Il film è stato edito in DVD nell’edizione americana (region 1) edita dalla Reel Classic Films, ormai esaurita da tempo. Stranamente non mi risulta alcuna edizione europea, lacuna che spero venga colmata presto (diritti permettendo).

Curiosità: La Gish dovette insistere molto per ottenere la parte che di certo rappresentava un rischio visto l’argomento trattato e il tipo di ruoli solitamente interpretato dall’attrice. La decisione si rivelò comunque vincente. The Scarlet Letter è per altro uno degli ultimi film muti della Gish che poi, con l’avvento del sonoro, preferirà dedicarsi quasi completamente al teatro. L’ultima interpretazione muta dell’attrice è quella offerta in The Wind (1928) dello stesso Sjöström.

Approfondimenti: per ulteriori informazioni vi consiglio di leggere l’articolo inglese pubblicato su tmc.com, consultabile cliccando qui.