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Posts Tagged ‘Fulvia Perini’

Fior di Male – Carmine Gallone (1915)

Fior di male non può che rimandare alla mente il titolo della raccolta di poesie di Charles Baudelaire “Fleurs du mal” (1857). Chissà che non sia stato un metodo per attrarre gli spettatori, ma la storia non c’entra nulla con la celebre opera. La sceneggiatura venne curata da Nino Oxilia e proprio per questo il film è stato inserito all’interno della rassegna dedicata al 1914 e a Oxilia in particolare nel corso del Cinema Ritrovato 2014. Caratteristica non rara nei muti italiani dell’epoca è quella di dare ai personaggi il nome dei loro interpreti, per questo riporterò direttamente il nome completo dell’attore quando questo accade.

Lyda Borelli è una prostituta priva di alcuna istruzione e senza alcuna speranza per il futuro. Purtroppo questo ingrato lavoro le porta ad avere una gravidanza indesiderata, e una volta nato il bambino lo abbandona. Fugge dalla sua vecchia vita e viene accolta dal Banchiere Augusto Poggioli che la adotta. Alla morte dell’anziano benefattore, Lyda tratta come una sorella la giovane Fulvia Perini, la vera figlia del banchiere. Nel frattempo non può però che pensare al figlio che ormai dovrebbe essere maggiorenne. Ironia della sorte, il figlio è divenuto un malvivente e sarà proprio lui, nel finale tragico, ad uccidere la madre senza conoscerne l’identità.

Ancora una volta Nino Oxilia confeziona la tragedia perfetta, un dramma di peccato e redenzione che per compiersi deve portare al sacrificio della protagonista. Carmine Gallone è abile nel mettere in scena la vicenda, e a renderla intensa e angosciosa. Il finale resta di fatto aperto: quale sarà il destino del giovane malvivente? La parabola di Lyda sembrerebbe aprire ad una speranza per il futuro, l’amore dovrebbe essere, infatti, il punto di partenza per superare una situazione complicata, ma niente ce lo lascia credere. Lasciando le speculazioni sul finale, non ho sinceramente molto da dire, sia perché è passato molto tempo sia perché, lo ammetto, ho un blocco che mi è venuto subito dopo la visione di Fior di Male. Dovevo parlarne anche per Cinefilia Ritrovata e non ci sono riuscito, e ignoro sinceramente il motivo. Vi invito piuttosto a leggere l’interessante resoconto dell’eppca riportato su Sempre in Penombra. L’immagine è tratta dal sito della Cineteca di Bologna. Anche qui non mi risulta purtroppo ci sia un’edizione home video, speriamo che la lacuna venga presto colmata ma è dal 1986 che aspettiamo notizie.

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Sangue Bleu – Nino Oxilia (1914)

Con il termine sangue blu si indicava, specie in passato, una persona nobile, e il nostro film ci porta proprio nell’ambiente della nobiltà di inizio ‘900. La Principessa Elena di Montvallon (Francesca Bertini), viene abbandonata dal Principe Egon (Angelo Gallina) stufo della gelosia della moglie. Bisogna dire che il Principe sembra essere piuttosto incline alle scappatelle. Per avere la podestà sul figlioletto, il nobile utilizza delle foto compromettenti di Elena assieme al violinista Jacques Wilson (André Habay), che in realtà lei sta accompagnando dalla madre ammalata. In effetti il musicista ha un debole per lei, e quando a Elena viene tolto il figlio, egli ne fa la sua amante. Le cose prendono una bruta piega: Jacques diventa dipendente dal gioco d’azzardo ed entra in combutta con l’usuraio Marillot. Questi lo convince, in cambio di soldi, a costringere Elena e recitare in uno spettacolo teatrale di bassa lega. La Principessa fugge e tenta di raggiungere il figlioletto, ma i due malfattori riescono a fermarla. Distrutta e incapace di pensare, la poveretta decide accettare la parte nello spettacolo. Durante la prima, però, Elena tenta di togliersi la vita con un coltello di scena. Il Principe Egon, venuto a conoscenza del dramma, torna dalla sua amata e le promette di non abbandonarla più.

Devo ammettere che il lieto fine mi ha lasciato spiazzato, non è diciamo una caratteristica tipica dei film italiani del genere. Probabilmente il merito va a Gugliemo Zorzi che ha scritto la sceneggiatura partendo dal soggetto di Alberto Fassini. L’importanza di questo film sta nell’aver di fatto eletto a diva Francesca Bertini, il simbolo di un’epoca, un’icona leggendaria che non riuscì a superare il passaggio al sonoro facendo posto ad altre “divine” come Greta Garbo. Chi legge questo spazio lo sa benissimo, ma dispiace vedere come la Garbo, appena citata, sia ancora conosciuta da tutti, mentre la Bertini sia di fatto caduta nel dimenticatoio per il cinefilo medio. Ma qui si rischia di andare fuori tema. Menzione speciale va a Nino Oxilia, il regista del film, un talento cristallino che dedicò al teatro e al cinema tutte le sue forze fino alla tragica morte che lo colse in guerra quando aveva da poco compiuto ventotto anni. Ne abbiamo già parlato, ma alla tristezza per i divi del muto dimenticati, si aggiunge anche quella di un talento cristallino che troppo presto ha smesso di farci sognare. Se si scorrono i nomi degli attori che hanno recitato Sangue Bleu, nessuno di essi ha superato l’epoca del sonoro. Forse Sangue Bleu è il simbolo di un’epoca passata e che non tornerà, il simbolo di quello che poteva essere ma non è stato. Ma non per questo le avventure della Principessa sono meno emozionanti e per certi versi attuali. Il vizio del gioco, la gelosia e l’abbandono, sono tutti temi che ancora oggi occupano le cronache dei giornali ma anche le sceneggiature dei nostri film. In Sangue Bleu queste vicende sono raccontate con delicatezza, e proprio per questo il lieto fine non avrebbe dovuto sorprendermi come invece ha fatto. Le drammatiche disavventure di Elena sono raccontate attraverso una fotografia attenta ma mai invasiva, curata da Giorgino Ricci e ben diretta da Nino Oxilia. Attraverso le luci ma soprattutto grazie alle ombre vengono raccontate le emozioni dei personaggi e in un certo senso accompagnano la loro evoluzione nel corso della storia. Per chi non avesse avuto la possibilità di vedere Sangue Bleu nel corso del Cinema Ritrovato 2014 rimando all’articolo scritto su Cinefilia Ritrovata ma soprattutto invito all’acquisto del dvd, che costa solo 9,90€, accompagnato splendidamente dal Maestro Daniele Furlati.