Italia Almirante è una di di cui si parla forse troppo poco. Con L’ombra di Mario Almirante (1923) la diva ha la possibilità di mostrare la sua bravura interpretando una ragazza paralizzata a seguito di un malore.
Berta Trégner (Italia Almirante-Manzini) è una donna energica ed iperattiva che vive felicemente la sua vita supportando le aspirazioni di successo del marito Gerardo (Alberto Collo) aspirante pittore. Un giorno, tornando dal matrimonio della sua giovane amica Elena (Liliana Ardea), Berta ha un ictus Continua a leggere
Il nostro viaggio con Maciste giunge verso la fine ma prima di farlo non potevamo esimerci dall’analizzare quello che, a monte, più aveva colpito la mia immaginazione: Maciste nella gabbia dei leoni. I motivi sono molteplici: da una parte l’ambientazione circense che, come sapete, accompagna E Muto Fu dall’inizio della sua storia, dall’altra la presenza di Guido Brignone alla regia che con
Abituato all’André Antoine improntato con le riprese all’aperto e al suo verismo intriso di riprese cittadini e di persone vere, questo Israël mi ha davvero spiazzato. Sarà forse che si tratta dell’unica sua opera girata in Italia (per la romana Tiber Film) ma non posso che lodare la sua capacità di mimesi con le produzioni locali. Il film si ispira, come tradizione del regista, da un’opera teatrale scritta da Henry Bernstein nel 1908. Sono gli anni dell’affaire Dreyfus e la tematica dell’antisemitismo è piuttosto sentita in una patria divisa tra dreyfusardi e antidreyfusardi. La storia ricorda i drammi borghesi italiani costellati di grandi dive e problemi d’onore.
Idolo infranto ci permette di vedere i primi passi, assieme a
Con un po’ di ritardo e un velo di nostalgia vi scrivo stavolta della proiezione a cui ho assistito la scorsa domenica a Bologna: in occasione del Cinema Ritrovato è stata proiettata infatti una pietra miliare del cinema muto nostrano, Assunta Spina (1915), diretto da Gustavo Serena e da Francesca Bertini.
Tra gli attori italiano del cinema muto, Emilio Ghione è il personaggio che più mi affascina in assoluto. Negli ultimi anni i lavori di Denis Lotti hanno contribuito a rafforzare le informazioni in nostro possesso sul suo conto. Lotti ha infatti pubblicato un volume interamente dedicato a Ghione per la Cineteca di Bologna oltre ad aver curato la riedizione del primo romanzo di