Homunculus è un interessantissimo serial composto da sei episodi diretto da Otto Rippert. Riprendendo le antiche credenze degli alchimisti, il racconto mette in scena il tentativo, riuscito, di dare vita ad un Homunculus, un uomo nato attraverso la scienza e non da una naturale gestazione. Ci troviamo, di fatto, davanti ad una variante del più noto mostro di Frankenstein ma che, in realtà, nasconde al suo interno una forza forse ancora maggiore del mostro di Mary Shelley. La sceneggiatura era stata scritta per l’occasione da Robert Reinert.
Il Dottor Hansen (Albert Paul) dopo anni di duro lavoro e numerosi tentativi, riesce a dare vita, assieme al suo assistente Edgar Rodin (Friedrich Kühne), ad un bambino nato senza alcuna gestazione umana. Quando, però, il neonato del Continua a leggere
Come abbiamo già visto nella recensione dedicata a
Harry Houdini è considerato uno dei maghi più grandi di tutti i tempi, ma oltre a questo era un grande comunicatore, capace di utilizzare tutti i mezzi disponibili, anche quelli più all’avanguardia, per pubblicizzarsi. Con l’avvento degli anni ’20, così, l’illusionista decise di gettarsi nella carriera cinematografica nelle vesti di attore, regista e anche produttore. In realtà non era la prima volta che Houdini si interessava al cinema: negli anni ’10, egli aveva infatti acquistato un brevetto tedesco che gli consentiva di sviluppare pellicole durante la notte (in sostanza in assenza di luce diurna) e aveva cercato di introdurlo nel mercato americano senza successo. Nonostante l’insuccesso economico, si riavvicinò al cinema nel 1918, all’età di
Lev Kulešov viene giustamente ricordato per il suo grande contributo dato al cinema russo, ma anche internazionale, in particolare per i suoi studi relativi al montaggio. Per capire l’importanza di questo personaggi basti pensare che, tra i suoi allievi, figurarono nomi quali Sergej Ėjzenštejn. Presentarlo con questo film non è forse il modo migliore visto che ho trovato Luch Smerti a tratti veramente oscuro e poco piacevole. La trama è frutto di un adattamento di Vsevolod Pudovkin (anche lui allievo di Kulešov) del racconto omonimo di Aleksej Nikolaevič Tolstoj.
Partendo dal romanzo di Gertrude Franklin Atherton, la scrittrice e sceneggiatrice Mary O’Hara mise le basi per Black Oxen, diretto dal grande Frank Loyd (vincitore per ben due volte del Premio Oscar come Miglior Regista). La storia sebbene contenga elementi originali, ricalca nell’ambientazione il tipico ambiente borghese di inizio ‘900 ma affronta anche il tema del divario generazionale e della profonda differenza tra persone di età e cultura differente in una società in continuo mutamento.
Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola è uno dei primi esempi di lungometraggio fantascientifico italiano. La storia di questo genere nell’Italia del muto, purtroppo, non è particolarmente gravida e si limita principalmente ad un filone commedio-avventuroso piuttosto che drammatico. La cosa interessante, per altro, è che escluso il cortometraggio
Nove anni dopo l’uscita del cortometraggio di
Nel 1907 Georges Méliès mette in scena un film ispirato liberamente dal romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari. In questa versione, però, il Capitano Nemo è sicuramente più burlone che eroico e misterioso come quello originale.
Questo cortometraggio è considerato il secondo film di fantascienza conservato sebbene sia il secondo del grande artista francese. Nel 1897, infatti, Méliès aveva già prodotto Gugusse et l’automate, purtroppo perduto, breve cortometraggio in cui il clown Gugusse mimava espressioni e movimenti tipici di oggetti meccanici. Gli Automate erano delle sorte di precursori dei robot e molto celebri erano quelli di Robert Houdin, grande artista che ispirerà il grande Harry Houdini (all’anagrafe Ehrich Weisz) nella scelta del nome d’arte.
Con “La Meraviglia della Creazione” (così potremmo tradurre il titolo tedesco), la UFA (Universum Film AG) propone uno splendido documentario (in pieno periodo di interesse per i “Kulturfilm“) dedicato alle meraviglie dell’astronomia. Attraverso delle splendide animazioni e l’alternarsi di tante piccole scenette, viene raccontata la storia dell’universo e della sua scoperta da parte dell’uomo da Tolomeo fino ad Einstein. Dopo aver analizzato le comete, le costellazioni e concetti come quello della