Quando ho visto sul programma del Cinema Ritrovato 2023 che il sérial dell’anno sarebbe stato la Maison du Mystère da una parte era nata in me una certa ritrosia (l’ennesima serie avventurosa mi ero detto), dall’altra ero incuriosito da un cast di primordine capitanato da Ivan Mosjoukine. Alla fine della visione devo dire che i miei dubbi erano infondati e la serie merita di essere vista e goduta.
La trama ricorda un po’ i grandi romanzi storici francesi alla “I Miserabili” in cui il protagonista si ritrova a dover lottare contro un’ingiusta accusa tra evasioni e tentativi di redenzione. In questo caso il protagonista è Julien Villandrit (Ivan Mosjoukine) Continua a leggere
Il cinema muto ceco offre tante sfaccettature e nell’articolo di oggi andremo a ripercorrere la storia di due film per certi versi molto diversi ma accumunati da una vicenda ingarbugliata legata all’amore. Nella prima, Setřelé písmo, ritroviamo una giovanissima Anny Ondra alle prese con una vicenda di mistero e azione con anche qualche componente esoterica e di mistero. Nella seconda, Ukřižovaná, ci tuffiamo in una storia dai contorni agghiaccianti e strettamente legata alla storia con una donna ebrea che si ritrova ad essere crocifissa durante un pogrom.
In passato capitava spesso che storie pensate per l’operetta o il teatro diventasse poi uno spettacolo teatrale mentre oggi, almeno in Italia, è forse più frequente il contrario. Die keusche Susanne nasce come operetta scritta da Jean Gilbert con libretto di Georg Okonkowski e basato a sua volta sulla pièce teatrale Le fils à papa di Antony Mars e Maurice Desvallières. Visto il successo internazionale si pensò bene di farne un adattamento cinematografico a cui partecipò anche lo stesso Jean Gilbert. L’importanza del film, al di là del contenuto è che stabilisce la prima apparizione della coppia formata da Lilian Harvey e Willy Fritsch che sarà
Non poteva mancare in questo 2023 la calendarizzazione della programmazione muta del Cinema Ritrovato. Questa edizione segna per noi un importante traguardo visto che l’anno di partenza, con la consueta e rinnovata collaborazione con
Il nostro viaggio con Maciste giunge verso la fine ma prima di farlo non potevamo esimerci dall’analizzare quello che, a monte, più aveva colpito la mia immaginazione: Maciste nella gabbia dei leoni. I motivi sono molteplici: da una parte l’ambientazione circense che, come sapete, accompagna E Muto Fu dall’inizio della sua storia, dall’altra la presenza di Guido Brignone alla regia che con
Madame Beudet (Germaine Dermoz) è una donna che vive ormai con fastidio e sofferenza il proprio matrimonio con il Signor Beudet (Alexandre Arquillière). La vita di coppia si esaurisce in piccoli dispetti e pantomime quotidiane: un vaso spostato e rispostato secondo il gusto di uno o dell’altro, un pianoforte suonato allo sfinimento, un finto suicidio inscenato con una pistola priva di colpi. Proprio quest’ultima darà il via a un moto di ribellione da parte della donna che metterà i colpi nell’arma nella speranza che
Nel corso degli anni abbiamo imparato a scoprire il cinema muto ceco nelle sue mille sfaccettature ed oggi ci tuffiamo nel genere surreale avventuroso. Siamo nel passaggio tra il 1919 e il 1920 e nel tentativo di sperimentare i cechi cercano di trovare tanti modi per divertire prendendo anche spunto da opere proprie. Questa voglia di provare cose nuove
Abbiamo scoperto un mese fa l’incredibile storia di Reinaldo Ferreira, il mitico Repórter X che con la sua fervida immaginazione prendeva fatti di cronaca per trasformarli in opere letterarie spacciate per informazione. Proprio un fatto di cronaca, quello che lo rese più celebre in assoluto, è lo spunto per creare quello che sarebbe diventato O Táxi nº 9297. Tutto parte dall’omicidio, reale, dell’attrice Maria Alves che Ferreira aveva seguito per il suo giornale. Nel narrare la vicenda l’uomo arriva ad accusare il manager della ragazza, Augusto Gomes e… ci prende! A volte la realtà supera la fantasia e la ricostruzione fantasiosa del giornalista diventa
Il Cinema Ritrovato 2022 è stato un modo per poter finalmente recuperare la trilogia di Zigomar composta da Zigomar, roi des voleurs (1911), Zigomar contre Nick Carter (1912) e Zigomar, peau d’anguille (1913) di cui si era occupato rapidamente Enrico Stamberghi nel suo progetto relativo a
Premessa importante: il film si trova generalmente nella peggiore delle condizioni possibili, ovvero nella versione condensata, velocizzata e tagliata con voce fuori campo che descrive la storia (e che vedete nelle immagini) ma, grazie al Museo del Cinema di Torino, ho potuto visionare la versione restaurata originale. In un primo momento avevo visto, infatti, la versione comune ed appare evidente che giudicare un film in quelle condizioni sia ovviamente impossibile soprattutto perché viene totalmente tagliata la verve del personaggio, espressa tramite le didascalie, con battute ardite e divertenti. Regista del film è Mario Camerini che