Dopo il successo del più noto “Voyage dans la Lune” di Georges Méliès, la Pathé si lanciò in una bella impresa commerciale producendo questo secondo film sulle avventure lunari sostanzialmente identico al primo e più celebre. Il compito di girare questa sorta di remake venne affidato a Segundo de Chomón, cineasta spagnolo di origini francesi assunto dalla Pathé Frères nel 1906.
Un gruppo di strampalati astronomi decide di partire alla volta della Luna. Dopo aver costruito un proiettile-astronave, gli scienziati si fanno sparare da un potente cannone sopra il suolo lunare. Qui entrano in contatto con i Seleniti e fanno amicizia con il loro sovrano. A termine di un balletto, però, uno dei membri dell’equipaggio rapisce una di loro con essa gli astronomi tornano sulla Terra. Continua a leggere
Voyage dans la Lune è forse uno dei muti più noti in assoluto. La Luna con la capsula lunare nell’occhio è una delle immagini più evocative di questo periodo e, più o meno, è quella più riconosciuta. Con pochi mezzi a disposizione, Georges Méliès riuscì a creare un divertentissimo ed entusiasmante viaggio sulla Luna, con effetti speciali ed esseri straordinari come i Seleniti. La pellicola costò intorno ai 30.000 franchi, somma più che considerevole, ma il grande successo ripagò appieno la spesa.
Fin dalle sue origini il cinema ha dedicato ampio spazio alla Fantascienza. Iniziarono i Fratelli Lumière nel 1895 con il loro divertente “La Charcuterie mécanique” (traducibile come “la salumeria meccanica”), dove un maiale, inserito in una speciale macchina, veniva immediatamente trasformato in una serie di salumi pronti da consumare.
Con L’Uomo Meccanico il regista, attore e sceneggiatore André Deed ci mette di fronte a un film particolare di cui non possiamo godere pienamente a causa della pessima conservazione della pellicola. A lungo ritenuta perduta, infatti, ne è stata ritrovata una porzione di 740 metri in portoghese presso la Cinemateca Brasileira di San Paolo in Brasile. Secondo il visto della censura la lunghezza doveva essere di 1821 metri, per una lunghezza di un’ora circa. La pellicola è stata poi recuperata e restaurata nei primi anni ’90 dalla Cineteca di Bologna. La Cineteca, nei primi secondi del film, ci racconta la storia del restauro riferendo quella che doveva essere la trama completa. L’Uomo Meccanico doveva essere il secondo film di