Capelli Biondi del 1919 è un’opera di cui si sa veramente poco e il cui recupero ha dell’incredibile. Ritrovato dalla Cineteca dello Stretto nel suo fondo di Ortigia, il film è l’unico prodotto dalla casa di produzione romana Costantini. Nulla è al momento noto degli attori e del regista. Il titolo rimanda a un’opera omonima scritta da Salvatore Farina e pubblicata nel 1875. Pur in condizioni pessime, Capelli biondi è stato Continua a leggere
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Vittoria o morte! – Anonimo (1913)
Vittoria o morte! esce nel 1913 in un contesto in cui si andava sviluppando l’amore per l’avventuroso e il mistero e cerca di dare il suo contributo presentando le vicende di una donna, interpretata da Berta Nelson (Berta Isaakovna Kacenel’son), pronta alla morte pur di raggiungere il suo obiettivo.
Bianca (Berta Nelson), figlia del generale Alberti, si lascia ingannare dal malvagio Bernard che la seduce, la addormenta col cloroformio e ruba importanti documenti al padre. La giovane parte Continua a leggere
Wo ist Coletti? – Max Mack (1913)
In Wo ist Coletti? (1913) Il detective Coletti (Hans Junkermann) lancia una sfida alla città: trovatemi e vi darò 100.000 marchi. Parte una sfida folle con inseguimenti attraverso la città e travestimenti. Al suo fianco l’amata Lolotte (Madge Lessing) che cercherà di farlo uscire dalle situazioni più intricate.
Interessante vedere come uno dei primi film polizieschi tedeschi sia una commedia, scanzonata, e anche ricca di elementi metacinematografici e surreali. Max Mack diverte stravolgendo Continua a leggere
L’Ombra – Mario Almirante (1923)
Italia Almirante è una di di cui si parla forse troppo poco. Con L’ombra di Mario Almirante (1923) la diva ha la possibilità di mostrare la sua bravura interpretando una ragazza paralizzata a seguito di un malore.
Berta Trégner (Italia Almirante-Manzini) è una donna energica ed iperattiva che vive felicemente la sua vita supportando le aspirazioni di successo del marito Gerardo (Alberto Collo) aspirante pittore. Un giorno, tornando dal matrimonio della sua giovane amica Elena (Liliana Ardea), Berta ha un ictus Continua a leggere
L’auberge Rouge – Jean Epstein (1923)
Con il Cinema Ritrovato torna anche il mio amatissimo Jean Epstein con Auberge Rouge, un film in costume che unisce al dramma elementi esoterici e misteriosi. Punto di partenza è l’omonima opera di Honoré de Balzac (1831) ma Epstein riesce come al solito a dare il suo tocco studiando il modo di rendere attraverso una recitazione lenta e cadenzata il ritmo narrativo dell’autore.
Un banchiere sta dando una cena nella propria abitazione per festeggiare la venuta del ricco commerciante Herman (Robert Tourneur). Durante il pasto quest’ultimo inizia un inquietante avvenimento accaduto qualche tempo prima. Prosper Magnan (Léon Mathot) e Jean-Frédéric Taillefer (Jean-David Evremond) erano giunti Continua a leggere
Diana Karenne: Passione Tsigana e una tragedia tra sorelle
Il Cinema Ritrovato 2023 è stato il modo per scoprire nuovi film e più informazioni su Diana Karenne, grazie alle ricerche e alle scoperte del Gosfil’mofond fatte da Tamara Shvediuk con Federico Striuli. Se film come Miss Dorothy erano infatti conservati, noti e spesse volte proiettati durante le rassegne di genere, ecco spuntare alcune perle nascoste come le due a cui è dedicato questo articolo.
Il film più atteso era certamente Passione Tsigana di Ernesto Maria Pasquali (1916), che fu un enorme successo di pubblico capace di monopolizzare le proiezioni delle sale cinematografiche di quell’anno e dei seguenti. Trovarsi di fronte a classici così apprezzati in passato non regala però sempre le Continua a leggere
Tire-Au-Flanc – Jean Renoir (1928)
Jean Renoir ha sempre sostenuto una posizione fortemente antimilitarista e la sua visione anticonformista del mondo militare e dei personaggi che lo abitano è evidente anche in Tire au Flanc adattato da un’opera teatrale in tre atti di André Mouézy-Éon e André Sylvane.
Per Jean Dubois (Georges Pomiès), giovane poeta e rampollo dell’alta società, è giunto il momento di arruolarsi. Una volta arrivato in caserma è lontano dalla fidanzata e da qual mondo che gli permetteva di esprimersi liberamente. Già considerato goffo, idiota ed impacciato da Continua a leggere
Tra storia e mistero: due film cechi
Il cinema muto ceco offre tante sfaccettature e nell’articolo di oggi andremo a ripercorrere la storia di due film per certi versi molto diversi ma accumunati da una vicenda ingarbugliata legata all’amore. Nella prima, Setřelé písmo, ritroviamo una giovanissima Anny Ondra alle prese con una vicenda di mistero e azione con anche qualche componente esoterica e di mistero. Nella seconda, Ukřižovaná, ci tuffiamo in una storia dai contorni agghiaccianti e strettamente legata alla storia con una donna ebrea che si ritrova ad essere crocifissa durante un pogrom. Continua a leggere
La Casta Susanna (Die keusche Susanne) – Richard Eichberg (1926)
In passato capitava spesso che storie pensate per l’operetta o il teatro diventasse poi uno spettacolo teatrale mentre oggi, almeno in Italia, è forse più frequente il contrario. Die keusche Susanne nasce come operetta scritta da Jean Gilbert con libretto di Georg Okonkowski e basato a sua volta sulla pièce teatrale Le fils à papa di Antony Mars e Maurice Desvallières. Visto il successo internazionale si pensò bene di farne un adattamento cinematografico a cui partecipò anche lo stesso Jean Gilbert. L’importanza del film, al di là del contenuto è che stabilisce la prima apparizione della coppia formata da Lilian Harvey e Willy Fritsch che sarà Continua a leggere
Maciste nella gabbia dei leoni – Guido Brignone (1926)
Il nostro viaggio con Maciste giunge verso la fine ma prima di farlo non potevamo esimerci dall’analizzare quello che, a monte, più aveva colpito la mia immaginazione: Maciste nella gabbia dei leoni. I motivi sono molteplici: da una parte l’ambientazione circense che, come sapete, accompagna E Muto Fu dall’inizio della sua storia, dall’altra la presenza di Guido Brignone alla regia che con Maciste all’inferno (1926) aveva saputo dare vita forse al miglior episodio della serie. Rispetto a quanto visto nel precedente Maciste contro lo sceicco (1926) le aspettative sono dunque quelle di aver ritrovato una vivacità narrativa ma anche linguistica cosa che, purtroppo, viene limitata dal fatto che la copia superstite è olandese e, che io sappia, non è Continua a leggere